
La notizia del giorno è enorme: pace vicina, disarmo definitivo di Hamas, accordo sostenuto da tutti, persino dai Paesi arabi.
Un trionfo della ragione, della vita, della fine dell’odio.
Eppure, silenzio.
Silenzio totale.
I propal, i professionisti dell’indignazione, improvvisamente muti.
I cattocomunisti, i devoti dell’“umanità” selettiva, spariti.
Niente post, niente piagnistei, niente “pace subito”.
La pace c’è, ma loro non sanno che farsene.
Il loro giocattolo morale si è rotto.
Senza guerra non sanno vivere. Senza vittime da sbandierare non sanno esistere.
Hamas che depone le armi li manda in tilt: toglie loro il nemico, il pretesto, il finto eroismo da tastiera.
Ora restano lì, nudi e confusi, con il balocco ideologico in frantumi.
Predicatori del bene che non sanno che farsene del bene.
Pacifisti che odiano la pace.
E in fondo, non è una sorpresa, la loro morale aveva bisogno della guerra per sentirsi viva.
David Pacifici

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