
Le forze israeliane hanno dichiarato di aver distrutto depositi di armi di Hezbollah nel sud del Libano. Questi siti “erano utilizzati dall’organizzazione terroristica per compiere attacchi terroristici contro lo Stato di Israele”, si legge in un post sugli account social dell’Idf. Israele garantirebbe un passaggio sicuro ai membri di Hamas se ponessero fine alla guerra e rilasciassero tutti gli ostaggi. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parlando a Fox News del piano in 21 punti di Washington per porre fine alla guerra a Gaza, rafforzando al contempo il suo rifiuto dell’Autorità Nazionale Palestinese come possibile governante di Gaza post-guerra. Lo riferisce Times of Israel. In vista del suo incontro previsto per oggi con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Netanyahu ha fatto notare che “i dettagli di questa questione devono essere definiti”, spiegando che “se i leader di Hamas pongono fine alla guerra, rilasciano tutti gli ostaggi, noi li lasciamo andare. La visita in Egitto dell’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee, è stata rinviata. Lo ha dichiarato un funzionario americano all’agenzia France Presse. Huckabee si sarebbe dovuto recare al Cairo nei prossimi giorni per colloqui su Gaza. “Il viaggio è stato rinviato”, ha dichiarato il funzionario, senza fornire altri dettagli. Hamas ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che i contatti con due ostaggi israeliani sono stati interrotti nelle ultime 48 ore a causa dei bombardamenti aerei su due quartieri di Gaza City, mentre tre divisioni delle Forze di Difesa Israeliane si addentravano verso il centro della città. In una dichiarazione, le Brigate al-Qassam, braccio armato del gruppo politico-militare, hanno affermato di aver chiesto alle Idf di “ritirarsi a sud della Strada Otto, una delle arterie di Gaza City e di interrompere i bombardamenti per 24 ore a partire dalle 18 di ieri, in modo da poter tentare di estrarre i prigionieri”. L’apparente indicazione della posizione esatta degli ostaggi nella dichiarazione è senza precedenti, nota il Times of Israel.
Gli Stati Uniti sono in pressing (azione spasmodica) su Israele affinchè accetti il piano di Donald Trump per Gaza. A quanto riferisce Axios, l’inviato Steve Witkoff e il genero del Presidente americano Jared Kushner si sono visti ieri con Benjamin Netanyahu a New York, alla vigilia del colloquio tra il premier israeliano e Trump oggi alla Casa Bianca. Scopo dell’incontro, appianare le divergenze sul piano in 21 punti garantito dal Presidente. Il ministro Crosetto ha incontrato la delegazione “di terra” di Flotilla:‘ribadite mie preoccupazioni e importanza dialogo. Ci sono ‘rischi elevatissimi se obbligherà blocco ha detto il capo della Difesa italiana che ha aggiunto. ‘dalle istituzioni ogni sforzo affinché prevalga senso responsabilità’. Crosetto dà rilievo che “la priorità mia e del Governo è e resta la sicurezza e il ricorso a soluzioni efficaci e sicure per aiutare realmente la popolazione di Gaza, attraverso i canali umanitari e diplomatici, tutti già attivi. Le istituzioni italiane, a partire dal presidente della Repubblica, dal presidente del Consiglio e da tutte le principali cariche dello Stato, stanno profondendo ogni sforzo diplomatico e operativo affinché prevalga il senso di responsabilità. “La flottiglia ha respinto la proposta del governo italiano e del Vaticano di scaricare tutti gli aiuti a Cipro e di trasferirli pacificamente a Gaza. Questo dopo aver respinto altre due proposte israeliane di scaricare gli aiuti e trasferirli pacificamente a Gaza. Più chiaro di così: questo non ha nulla a che fare con gli aiuti. Si tratta solo di provocazione e di servire Hamas”. Così su X il ministero degli Esteri israeliano Katz. Il re di Giordania Abdullah ha affermato domenica che molti dettagli del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza erano “in linea con quanto concordato”, ha riportato l’agenzia di stampa statale giordana. Non ha fornito ulteriori dettagli sul piano stesso o su cosa comportasse. Venerdì Trump ha affermato di essere vicino a stipulare un accordo per porre fine alla guerra a Gaza e riportare a casa gli ostaggi. “Abbiamo una enorme opportunità di grandezza in Medio Oente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. lo realizzeremo!!!”.
Lo scrive Donald Trump su Truth alla vigilia dell’incontro con Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca oggi.
Primo Ministro Benjamin Netanyahu, nessuna. Ma più violenta è la pressione, più lunga è la guerra. Infatti quelle brutalità non sono riuscite a domarla, ed essa continua.
Giuseppe Basilico

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