
Il PDL era diventato un simbolo per i socialisti che soffrirono il golpe giudiziario del 1992 che cancellò la prima Repubblica condannando penalmente i maggiori esponenti dei partiti del centro-sinistra, salvando la minoranza comunista.
La discesa in politica di Berlusconi fu salutata con grande entusiasmo dalla maggioranza degli italiani. Umiliati e offesi si sentirono i comunisti, comunque si denominassero, e i giudici che erano riusciti a rottamare l’allora casta politica anticomunista.
Berlusconi sapeva di dover lottare contro la sinistra e gran parte della magistratura che avevano nel loro programma, una volta conquistato il potere politico, punire tutti quelli che avevano sostenuto i partiti cancellati dal golpe giudiziario di Mani Pulite.
La conferma di tale tesi è la condanna della Cassazione per frode fiscale da parte di Mediaset attribuita a Berlusconi perché, secondo i giudici, non poteva non sapere delle gaffe commesse dai delegati a gestire Mediaset.
La sentenza della Cassazione, certamente criticata anche dalla stessa magistratura, ha prodotto effetti devastanti per il cittadino Berlusconi reo, questo sì, di aver impedito alla sinistra staliniana di governare il Paese con la frusta.
Gli attori più attivi della sinistra antiberlusconiana sono incazzati neri per il voto favorevole al governo Letta espresso da Berlusconi. Essi erano convinti di assistere al funerale di Berlusconi dopo la clamorosa scissione nel PDL capeggiata dal pupillo di Berlusconi Angelino Alfano e dal traditore per carattere Fabrizio Cicchitto, pseudo socialista Craxiano e poco Berlusconiano.
Il livore dei pidiellini, nei confronti di Berlusconi, è talmente irritante da non comprendere se si è al cospetto di persone umane o di iene pronte ad aggredire.
Il senatore Zanda e il Segretario del PD Epifani, in particolar modo, apostrofano Berlusconi con le parole: Il criminale, il condannato, il delinquente, il ladro. Gli stessi sprigionano tutta la loro gioia evidenziando l’umiliazione di Berlusconi per essere stato abbandonato e messo fuori gioco politico dai suoi stessi collaboratori.
Particolarmente tragicomico è il chierichetto Roberto Speranza, capo gruppo PD alla Camera dei deputati quando in televisione recita sempre la stessa poesia “Berlusconi è morto”.
La gioia del PD e del loro capo spirituale Giorgio Napolitano è più che comprensibile per la fiducia a Letta, ma soprattutto per la rottura dell’unità del PDL e la fronda a Berlusconi.
Il risultato del voto di fiducia a Letta non è piaciuto a parecchi dirigenti del PD che aspettavano la crisi del governo per liberarsi di Letta e avviare il chiarimento all’interno del partito per tracciare le regole per la carica di segretario politico e la nomina del candidato premier alle future elezioni politiche.
La durata di Letta alla guida del governo è in pericolo più per la situazione interna del PD che per le impennate di Berlusconi o dei dissidenti del PDL che è irrimediabilmente rotto per gli egoismi personali dei suoi membri.
Il sogno di tutti gli italiani che sono fuori dalle stanze dei bottoni è definitivamente svanito perché la sperata pacificazione tra i due grandi partiti PD e PDL non è praticabile.
A subirne le conseguenze deleterie di tale situazione sarà il grande popolo che è sul baratro della povertà, causa principale dei suicidi, degli omicidi, della delinquenza organizzata e non, del femminicidio e violenze varie sulle donne.
Al punto in cui s’è arrivati, solo il Capo dello Stato può tentare di salvare l’Italia inviando un chiaro e forte messaggio alle Camere e alla Magistratura per un giusto equilibrio tra le parti pur nel rispetto della Carta costituzionale.

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