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I taxisti sono poveri: perché non liberalizzano?

Secondo  dati 2024 dell’Agenzia delle Entrate, diffusi da IlSole24Ore, i taxisti italiani sono decisamente poveri. Su un campione di sette province il reddito medio lordo è di 18.983 euro (1.582 al mese). I più agiati a Firenze con 25.606, seguono Milano con 23.741, Bologna sui 19mila, mentre Roma è quasi a 17mila. Se pensiamo alle rivendicazioni che questa categoria costantemente avanza per mantenere il controllo del mercato, contro ogni  possibilità di liberalizzazione, dobbiamo dedurne che o sono incapaci di far tesoro delle loro conquiste oppure italiani e turisti sono talmente spaventati delle loro esose tariffe, che fanno volentieri a meno dei loro servizi.

di Vincenzo Donvito | 18 Maggio 2026

Secondo  dati 2024 dell’Agenzia delle Entrate, diffusi da IlSole24Ore, i taxisti italiani sono decisamente poveri.

Su un campione di sette province il reddito medio lordo è di 18.983 euro (1.582 al mese). I più agiati a Firenze con 25.606, seguono Milano con 23.741, Bologna sui 19mila, mentre Roma è quasi a 17mila.

Se pensiamo alle rivendicazioni che questa categoria costantemente avanza per mantenere il controllo del mercato, contro ogni  possibilità di liberalizzazione, dobbiamo dedurne che o sono incapaci di far tesoro delle loro conquiste oppure italiani e turisti sono talmente spaventati delle loro esose tariffe, che fanno volentieri a meno dei loro servizi.

Forse è il caso che, come accade nel cosiddetto mondo libero, la liberalizzazione venga presa in considerazione. Con concorrenza che dovrebbe favorire, grazie ad aumento di domanda e offerta, la loro ricchezza. Del resto, così avviene in tutti i Paesi in cui il mercato non è controllato da alcune corporazioni o dallo Stato.

Lo diciamo con spirito altruistico. Nonostante alcune corporazioni di taxisti abbiano denunciato Aduc: ritengono di essere  stati diffamati e ostacolati perché potessero esercitare il loro mestiere con tranquillità e serenità. Forse non è proprio così, visti i risultati economici ufficiali del loro lavoro e Aduc che insiste per liberalizzazione, conseguente aumento dell’offerta e tariffe meno esose.

Un invito a ogni singolo taxista perché rimetta in discussione le scelte politiche, proprie e delle  proprie associazioni. Forse ne vale la pena.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Editoriale

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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