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I SOCIALISTI TRA AUTONOMIA E SUBATERNITA’

Ritorna di prepotente attualità la questione dell’autonomia socialista , che ha segnato tutte le fasi della storia dei socialisti in Italia. di Franco D’Alfonso

di Franco D'Alfonso | 25 Gennaio 2008

Uno degli aforismi più noti di Bettino Craxi è senz’altro il “primum vivere, deinde philosophari” dell’inizio della sua avventura come segretario del Psi . E’ tremendamente di attualità ancora oggi perchè la Costituente del Partito Socialista deve soprattutto trovare un indirizzo ed una strada utile perchè il Ps esista e faccia politica.
Il rischio che però si corre, da parte di molti compagni preoccupati dell’indispensabile fase della sopravvivenza, è quello di spostare in un indefinito futuro , che diventerà prestissimo indefinibile ed impossibile,la fase del “philosophari” , dando una prevalenza così marcata alla tattica rispetto alla strategia , che porterebbe alla precoce scomparsa del non ancora nato Ps .
Ritorna di prepotente attualità la questione dell’autonomia socialista , che ha segnato tutte le fasi della storia dei socialisti in Italia, torna l’eterno confronto fra i visionari che come Nenni e Lombardi negli anni sessanta , come Craxi negli anni ottanta – per citare le ultime grandi svolte nella storia dei socialisti italiani – non esitano a proclamare le ragioni dei riformisti schierandosi apertamente contro l’egemonismo comunista e conservatore ; e fra coloro che si preoccupano in primo luogo del “quadro politico” , della necessità di rimanere innanzitutto nella “casa comune” della sinistra anche da semplici tollerati . Sono due politiche , due atteggiamenti che sono da sempre presenti nella storia del socialismo ,che si sono spesso fronteggiati con grande durezza , molte volte – troppe – degenerate in acrimonia e divisioni profonde. Ma si tratta di due politiche che hanno , entrambe , una loro dignità e fondamenta solide, non liquidabili quindi con sufficienza , come troppe volte si è fatto.
L’articolo de ” Il Riformista” che riportiamo in allegato da’ chiaramente conto del fatto che le due linee , autonomia ed unità a sinistra, si ripropongono anche all’interno dell’attuale “Comitato promotore ” della Costituente Socialista , sebbene con caratteristiche nuove e peculiari :
l’unità contro le destre propugnata da Roberto Villetti e Ugo Intini è l’adesione al “prodismo” , le cui caratteristiche di sinistra sono quantomeno incerte , perfino riferendosi alla radice della sinistra democristiana di “Base” ; mentre l’autonomia socialista viene propugnata da una inedita compagnia che vede combattenti di lungo corso come Rino Formica e Gianni De Michelis insieme a socialisti che provengono dalla tradizione migliorista dell’ex Pci , come Lanfranco Turci e Roberto Barbieri , con la presenza costante e stimolante di un ragazzino come Emanuele Macaluso.
Io credo che sia molto opportuno e necessario che queste due linee emergano con chiarezza e che il confronto e la diversità di opinioni sia noto e pubblico . Sono convinto che i tanti compagni che si incontrano nelle assemblee in tutta Italia o discutono sui siti e nelle mailing list sono ansiosi di dire la loro e di sottoporre a verifica la propria opinione prima ancora di voler manifestare il proprio appoggio o dissenso alle tesi degli ni o degli altri . Mantenere il dibattito nel chiuso di poche stanze e di appuntamenti riservati a pochi porterebbe immediatamente ad immiserire il confronto politico a questioni personalistiche ed a voglia di tutela di piccoli privilegi ed ad immaginarsi manovre e maneggi d’altri tempi,minando irreversibilmente il fragile processo che proprio i compagni del Comitato Promotore , Boselli in testa, hanno messo in moto.
La mia opinione personale oggi coincide con quella espressa da Roberto Barbieri nella sua dichiarazione al Riformista . ” E’ chiaro che l’Unione va superata. Io penso ad un centrosinistra costituito dal Pd , da noi e da qualcun altro sulla base di un programma omogeneo che non veda, ad esempio,il diavolo in un termovalorizzatore” .
E’ un sentiero pieno di asperità e difficoltà , non un’autostrada aperta davanti ai Socialisti : coloro che hanno dubbi ad imboccarlo non sono certo privi di argomenti . Io ritengo che , oggi , sia l’unica strada : qual è la vostra opinione ?
Franco D’Alfonso

Pubblicato in : Primo piano

Info Franco D’Alfonso

Conseguita la laurea in Giurisprudenza alla Statale di Milano, prosegue gli studi con il Master Business Administration, MBA conseguito alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Dal 1984 al 1998 è stato manager in Fininvest e Mediaset, dove ha ricoperto la carica di direttore delle produzioni internazionali. La sua vita professionale in ogni caso è principalmente incentrata sulla consulenza aziendale nel campo della telecomunicazione e dei media, con esperienze in Alfa Romeo, Finmeccanica e Italtel. E’ stato inoltre amministratore delegato di numerose aziende in settori diversi, dalla discografia al turismo. Giornalista pubblicista dal 1975, è editorialista per quotidiani e periodici locali e nazionali. Socialista storico milanese, è animatore di vari circoli e organizzazioni nati dopo la dissoluzione del Psi. Dal 2006 al 2008 è stato vicepresidente dell’ANMC – Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili di Milano. Dal 1992 al 1997 è stato Consigliere d’amministrazione del Piccolo Teatro di Milano, nel periodo della direzione artistica di Giorgio Strehler.
E’ stato coordinatore e organizzatore della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, con il quale ha svolto l’incarico di Assessore al Bilancio.

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