Fra i primi gli 80 euro al mese per i meno abbienti e l’accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione. Fra i secondi legge elettorale e riforma del Senato.

Un primo punto, che occorre rilevare, è il fatto di contrapporsi a tutti coloro che gli dicono: “bisognerebbe continuare a fare in un certo modo, perché si è sempre fatto così”. La questione non è da poco; si tratta di vincere la prima delle battaglie importanti con la burocrazia ministeriale, che non vuole nel modo più assoluto il “cambiamento”.
Gli ottanta euro al mese di aumento ai lavoratori, che hanno un reddito lordo inferiore ai ventiquattromila, hanno un doppio impatto positivo: sul bilancio delle famiglie e sui consumi, dando una spinta alla ripartenza. Un altro aspetto concreto è rappresentato dai pagamenti alle imprese che vantano crediti arretrati nei confronti dello Stato.
Renzi sta dando una spinta notevole, ad un piano già avviato timidamente dal governo precedente. Ha fatto di più, imponendo a tutti gli enti pubblici, per il futuro, il pagamento delle fatture entro sessanta giorni, “certificati” dalla posta elettronica.
Anche se si tratta di una legge discutibile, è riuscito a far approvare dalla Camera dei deputati, in poche settimane, la riforma elettorale, dopo che se ne discuteva da decenni. La partita di alleggerimento del peso delle istituzioni, non è chiusa; Renzi ha proposto anche l’abolizione del Senato. Ed è qui che iniziano i guai seri, e dove si preannunciano le imboscate per il governo. Silvio Berlusconi ha di fatto ritirato la solenne promessa di appoggiare le riforme portate avanti dal presidente del Consiglio, perché -a suo dire- il provvedimento di abolizione del senato elettivo non è condivisibile da Forza Italia.
In effetti, la nuova legge elettorale non piace neppure a noi nostalgici della prima repubblica. Costringere partiti disomogenei ad allearsi per raggiungere il premio di maggioranza fissato al 37%, ci fa ripetere l’errore di questi ultimi vent’anni; ci si allea per motivi di opportunità e successivamente si litiga su questioni di spartizione del potere. E poi, un nuovo sistema elettorale che si basa su liste di nominati, sia pure con collegi più piccoli e un ristretto numero di candidati, rischia di essere dichiarato anch’esso incostituzionale. è bastato un semplice avvocato, Aldo Bozzi, seppur bravissimo, a far dichiarare incostituzionale la legge elettorale, dopo anni e anni di tentativi, di commissioni parlamentari e di “saggi”.
Il segretario del Pd, Matteo Renzi, continua a ripetere che il giorno dopo le elezioni occorre sapere chi ha vinto; non l’ha ordinato il medico. Non è come dice Renzi, neppure nell’osannata Germania. E che dire degli Usa, dove gli affari di Stato vanno avanti anche quando la Camera e il Senato hanno due maggioranze diverse?
L’Italia amministrata dalle coalizioni, da governi che duravano un anno, era diventata la quarta economia mondiale, prima del declino. Questa è la dimostrazione che il bipartitismo, ora diventato tripolare (Pd, Forza Italia e Movimento 5 stelle) è il risultato di una politica scellerata, che tende ad espellere dal Parlamento le piccole formazioni. è il caso del Partito radicale, al quale tutti noi italiani dobbiamo conquiste civili, come il divorzio e l’aborto, insieme alle mille battaglie di civiltà portate avanti dai seguaci di Pannella.
Il grande statista Ugo La Malfa diceva una cosa moto importante, per mettere in evidenza il ruolo di “coscienza critica” del suo Pri.
I voti delle forze di minoranza come il Pri, non si contano: si pesano. In effetti, Ugo La Malfa, con la sua autorevolezza e l’indiscussa preparazione economica, contava molto di più della sparuta forza parlamentare. Da De Gasperi a Moro, la grande Dc ha sempre cercato di avere come alleato una forza di minoranza qual era il Pri. Questa è la lezione che Renzi, rinunciando ad Emma Bonino, ha dimostrato di non conoscere; l’ex ministro degli Esteri aveva un peso politico ed un prestigio internazionale, del quale il nuovo governo si è privato. La verità è che per dirla con le parole del figlio di Ugo, Giorgio La Malfa: “per avere cariche importanti, in Italia, bisogna essere o democristiani o comunisti”. Non c’è più spazio per i partiti di democrazia laica e socialista.
In Italia, avevamo il migliore dei sistemi elettorali, sperimentato in decenni di buona amministrazione. Purtroppo si è buttato via il bambino con l’acqua sporca, mentre sarebbe bastato lo sbarramento al 4% per renderlo perfettamente aderente alle nostre esigenze.

Perché Monti e Letta erano stati eletti ? Da chi ? Da Napolitano & C ? Ora voglio vedere sì il presidente della Repubblica rinnova l’incarico a Gentiloni !