
Pensalibero ha pubblicato l’articolo di Facchetti dal titolo “Come difendere la democrazia dai suoi nemici”. E’ un articolo serio e argomentato, che tuttavia omette un aspetto essenziale della questione. Nei paesi che già hanno istituzioni democratiche, per prima cosa la democrazia deve difendersi da sé stessa, in pratica da governi e maggioranze che non ne rispettano davvero i meccanismi fondati sui giudizi dei cittadini in essa conviventi.
Il solo dei casi elencati nell’articolo, in cui l’intervento giudiziario contro i “nemici della democrazia” è coerente con la democrazia, è quello dell’ETA in Spagna. Là vi era un gruppo politico che sosteneva apertamente un intento sovversivo (come decenni prima aveva fatto il Manifesto Mein Kampf del Partito Hitleriano, senza suscitare reazioni con le note conseguenze).
Nelle altre citazioni dell’articolo di Facchetti , i soggetti contro cui è intervenuta la Magistratura, sono oppositori dei vari governi, non sovversivi della democrazia. Nell’ordine dell’articolo. In Romania la Corte Costituzionale ha cancellato l’elezione a Presidente di Georgescu non per il suo programma ma perché filo Putin. In Francia una sentenza ha bloccato la corsa alle Presidenziali di Marine Le Pen, non per il suo programma ma per un’accusa di uso fraudolento dei rimborsi avuti dal Parlamento UE. In Germania, poco prima del cambio del Cancelliere Scholz, i Servizi Segreti hanno sfornato un corposo dossier contro l’AFD (il secondo partito) definendola estremista e da escludere dal Parlamento (finora il Cancelliere in carica Merz non ha mosso un dito e c’è chi suppone un collegamento con i 18 voti che gli sono mancati al primo scrutinio). Negli USA, invece, hanno provato a bloccare Trump incriminandolo per i gravi disordini dopo le elezioni di quattro anni fa, ma i tentativi sono falliti.
Come si vede, pertanto, in vari casi l’intervento della Magistratura ha impedito il libero giudizio dei cittadini governati (con l’avallo di lobbies di peso, convinte di sapere cosa va fatto) . In pratica, è un aiuto ai ministeri in carica nel loro modo di governare senza tener conto della cittadinanza e sovrastandola. Questo fa regredire a quando i governi erano per diritto divino e non erano scelti dai cittadini. Il che è intollerabile per i sostenitori della libertà civile anzitutto.
Dunque, la prima difesa della democrazia vivente è non consentire a chi a governa di trasformarsi in un’elite autoreferenziale che si attribuisce la facoltà di stabilire quale è il bene comune e di avere il diritto di rendere i proprio cittadini dei sudditi privi di autonomia.
Raffaello Morelli

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