E loro hanno un grande cuore a 960 gradi. Un tale diceva se serve un governo va fatto anche col diavolo e i 5 Stelle hanno sposato questa filosofia. Vade retro!
Per Giggino ultimo mandato in parlamento. Ora o mai più. Forse. Perchè basterebbe cambiare le regole in corso d’opera, come loro costume e come, pare, hanno intenzione di fare.
Mai dar giocattoli non acconci e appropriati ai piccoli. Ai minori ma anche ai minorati.
“Non è che se uno è peggio di te, te diventi bravo”.
Giggino col 25% degli aventi diritto vuole dettare legge. Se non è democratura questa. Che potrebbe trasformari in pseudodittatura. Inutile ripetere che qui nessuno è e può essere il cugino francese. Ma non gli entra dint’acapa..
Ora, con semplice raziocinio, chi ha votato lega non vuole un governo con i penta, altrimenti li avrebbe votati direttamente. Mentre, per essere coerente ovviamente gradisce un governo con la Giorgia e Forza Italia. Certamente non vorrebbe neppure governare con il piddi. Questo è dunque un circolo vizioso. Ma dato che l’erba voglio non nasce neppure nel giardino del re, o di Boboli a Firenze, l’equazione è semplice. Il centro destra non ha alternative se non mettersi con il perdente, sempre che questo accetti. E non continui con questo snobismo esasperato del similaventino. In politica, si sa, occorre spersonalizzare il più possibile. E dato che tutti si affannano a sostenere che il bene degli italiani è sopra a tutto, dimentichino le diatribe personali, facciano due più due e raccolgano i punti del programma condivisi. Che ce ne sono, e non stiamo qui ad elencarli. Un governo di persone già provate, con errori già fatti con esperienza politica istituzionale conclamata. Gli altri sono ragazzi allo sbaraglio, dilettanti che un giorno per caso si sono imbattuti in un post social che ha segnato positivamente la loro vita. Si direbbe con gran c… Si godano dunque il loro seggio in parlamento e facciano come è opportuno e auspicabile il loro corso di studi e il loro stage istituzionale approfondendo in particolare il dettato costituzionale e la legge elettorale vignte. E imparino la differenza fra politica e istituzioni.
Ma non sulla pelle dei cittadini, per carità. Trattati come cavie. Aveva cominciato la Virgin dell’urbe a pregare di avere pazienza che lei doveva imparare.. da giovane virgulta.
D’altra parte la vittoria dei penta è fittizia. Come lo fu il quaranta per cento di Matteo alle europee del 2014. Gli elettori aspettano soluzioni in tempi brevi e se non arrivano son dolori. Un’accozzaglia di voti se non di partiti. Come loro stessi considerano il centrodestra. No, non è un mio umile pensiero anche se ampiamente condiviso. Ma di un politologo, Aldo Giannuli, già assist dei penta. Che non si sarebbe allontanato da loro come qualcuno sostiene, bensi , chiarisce, sono loro che vanno a zig zag fino a far perdere il senno a votanti e votati. Per un sentiero circondato da orridi. Quanto al reddito di cittadinanza sostiene, il politologo, che un conto è l’anziano che non ce la fa, un conto il cinquantenne che non sa come sfamare i figli in attesa di un reddito da lavoro, un conto è il giovane che va sempre strenuamente spronato e avviato al lavoro, dipendente o d’impresa che sia. Dunque sostenere il lavoro azzerando o abbassando in modo significativo le tasse di inizio intrapresa nonchè quelle per i primi anni.
E finalmente revisionare il contesto normativo gravoso delle pratiche burocratiche che ammazzano la volontà. Come in tutti i paesi civili.
“Quando fu lanciato, nel 2017, l’esperimento del governo di Helsinki attirò l’attenzione di tutto il mondo. A duemila giovani disoccupati finlandesi erano stati garantiti 590 euro al mese esentasse per due anni, a prescindere dal fatto che poi trovassero o meno lavoro. Un vero e proprio reddito di cittadinanza, quindi, una misura più radicale di quella proposta in Italia dal Movimento 5 Stelle, che – almeno nelle sue ultime declinazioni – è di fatto un sussidio condizionato all’accettazione di proposte di lavoro.”
Ma ora anche il reddito pare esser sparito dal programma grillino.
Intanto attendiamo con ansia l’incontro del Piddì che deciderà delle nostre sorti. Ma anche delle sue. Vi risparmio il discorso integrale di Martina dopo l’incontro al Colle. Ma dove lo hanno trovato, nel Tide? Ha deciso di convocare la Direzione nazionale il 3 maggio prossimo per decidere se e come accedere a questo confronto da comunità collettiva. Insieme discuteranno e poi insieme lavoreranno. Comunità* collettiva**? Giusto per parare il colpo alle banalità dei suoi discorsi. Ecco come perdono il tempo per prendere tempo. A cercare termini nuovi per descrivere il vuoto che li circonda. Del resto qualcuno disse che la porta si aprì e non entrò nessuno. Erano Martina e Fico.
*stato giuridico di ciò che accomuna
**un insieme di persone accomunate da una qualsiasi caratteristica o interesse, e che generalmente condivide lo stesso obiettivo, che arriva a formare un’associazione o comunque un gruppo di persone.
Trovare le differenze.
Nota a margine
Infine un cenno a un breve sintetico saggio pensierino dell’amico feisbukiano Jacopo Folco Peruzzi, nonche Presidente dell’associazione dedicata agli anziani “Io ci sono, sempre” ideata dal duo vincente Cioni/Cariglia, soci onorari, patrocinata dalla prestigiosa Fondazione Turati che opera, da oltre 50 anni, nel campo dell’assistenza, della sanità, dell’educazione e della cultura.
“Non è che se uno è peggio di te, te diventi bravo”.
Calo Ceretelli

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