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I partiti possono fare quello che vogliono solo se rinunciano ai loro privilegi

di Nicola Cariglia | 5 Ottobre 2014

Se cade il “metodo democratico”, previsto dalla Costituzione, non hanno più senso tutte le norme approvate in loro favore, nel presupposto che fossero comunque indispensabili e comunque “portatori del bene”.

Alla fine verrebbe proprio da dire: ma chissenefrega se il PD ha una falla gigantesca da cui fuoriescono i suoi iscritti? Chissenegfrega se i partiti sono solo larve e, per di più, a carattere padronale, secondo l’esempio di Berlusconi che ormai, da questo punto di vista, sembra un bimbetto dell’asilo visto che tanti altri lo hanno ampiamente superato (Grillo, Renzi, Vendola e gli oscuri segretari di tanti altri piccoli partiti mica sono da meno quanto a dispotismo interno).

La gente i partiti non li ama più, ammesso che mai se ne sia innamorata. Diventino pure i partiti entità del tutto private, accada quel che accada dentro di essi. Renzianamente “ce ne faremo una ragione”.

Ma così potrebbe essere solo ad una condizione. Infatti l’art. 49 della Costituzione Italiana prevede che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. E con questo presupposto le Camere hanno via via attribuito ai partiti condizioni di favore: perché contribuissero, con “metodo democratico”, a “determinare la politica nazionale”. E invece, i privilegi che i partiti si sono attribuiti tramite i loro deputati e senatori, sono piuttosto volti ad impedire che altri possano contribuire alla politica nazionale, con metodo democratico o meno.

Intanto ai partiti noi versiamo una valanga di soldi pubblici, che restano una valanga nonostante la crisi economica e nonostante i timidi tentativi di ridimensionare il finanziamento pubblico. Questo rende estremamente difficile il ricambio, che è sale e sostanza della democrazia. Mettere in campo risorse paragonabili alle centinaia di milioni (di euro) che siamo costretti a versare agli attuali partiti è quasi impossibile. Scusate se vi pare poco.

E ancora, solo per citare altri privilegi e norme approvati non per “contribuire alla politica nazionale” ma per assicurarsi lunga vita: le leggi elettorali con premi di maggioranza e soglie di sbarramento, che determinano la vita o la morte di questo o quel partito; la possibilità di imporre agli elettori deputati e senatori; il privilegio di presentarsi alle elezioni senza il disturbo di raccogliere firme.

Potremmo continuare, ma il senso del ragionamento e le sue conseguenze sono già chiare. I partiti possono essere pesanti o leggeri. Persino semplici comitati elettorali o ristrettissime oligarchie. Sarà problema degli elettori, poi, premiarli o punirli nonostante queste loro caratteristiche. Ma se cade quanto previsto dall’art. 49 della Costituzione, cioè il “metodo democratico”,  non hanno più senso tutte le norme approvate in loro favore, per facilitare la loro vita nel presupposto che fossero comunque indispensabili e comunque “portatori del bene”. Altrimenti i partiti saranno sempre (come già sono) il corrispettivo politico di quegli imprenditori che critichiamo perché esponenti di un “capitalismo assistito” che puntualmente fa naufragio ogni volta che si trova a navigare nel mare aperto della libera concorrenza.

Dunque: senza iscritti, senza democrazia interna, senza regole certe e rispettate i partiti dovranno, per onestà e coerenza abolire tutta la legislazione di favore che si sono regalati nel corso degli anni. Se, invece, intendessero mantenere il finanziamento pubblico e tutte le altre prerogative motivate con il loro ruolo di pilastri della democrazia, restituiscano la vita democratica ai loro iscritti. Senza indugio, perché è già tardi.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    9 Ottobre 2014 alle 15:29

    ” Siracusa, di tremebondo io vedo solo la tua incapacità di riconoscere le bassezze cui sei sceso nei miei confronti, nero su bianco, per il resto, sì, sono serena della mia superiorità che si colloca nella mia educazione. ”

    Primo commento con implicazioni psicanalitiche:

    Nell’ossessivo ritorno sulle bassezze nei suoi confronti il soggetto sembra nascondere pulsioni del rimoso.

    Secondo commento con implicazioni antipsichiatriche:

    A Chiarona, ma rengrazia Basaglia, sennò te la vedei brutta davvero!

    (Perdonino i lettori il mio cattivo romanaccio, ma quando ce vo’ ce vo’ )

    Rispondi
  2. Trevigiano

    9 Ottobre 2014 alle 03:29

    Rimane comunque la debolezza del dovrebbero rinunciare: Quando mai un segretario di partito rinuncerà a un privilegio.
    Purtroppo quando ci si affida all’onestà altrui si è sempre destinati alla delusione e molto spesso si è delusi anche se ci affidiamo alla nostra onestà o peggio a quella di qualche organo super partes.
    Ripartiamo da zero ridateci il Veneto e noi faremo finta di non vedere che dai sette re superbi in poi la Toscana è solo invidiosa di non avere ancora prodotto un Duce, fatevelo pure ma poi tenetelo noi nin abbiamo più questo tipo di fame, grazie lo stesso.

    Rispondi
  3. marzio siracusa

    8 Ottobre 2014 alle 18:13

    Caro Nicola, io me la prendo coi liblab perché da sempre sono ripiegati sul cattolicesimo politico, vedi le speranze su Renzi, pur sbandierando un anticlericalismo che dell’anticlericalismo storico non ha più capacità critica. Contro una Chiesa tentacolare, disposta ad accogliere in passaggi graduali qualsiasi impulso individualista maturato dal mercato e gabellato per diritto, contro una simile Chiesa che strumentalizza il riformismo travisando lo stesso volontariato per dettato cristiano, credo che l’anticlericalismo abbia bisogno di una forte riqualificazione e motivazione. Forse i liblab dovrebbero semplicemente impostare un’italica “Kulturkampf” mai esistita. Anche se penso che presto la nostra Kulturkampf la faranno altri per noi.

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    8 Ottobre 2014 alle 17:36

    Chiara, se la parola cameratismo ti evoca ancora tremebondi echi sessisti e maschilisti da caserma, fai bene a donare altrove i tuoi lumi, visto che in Renzi fermenta un’importante evoluzione politica dal cameratismo allo scautismo. Resta allora nel tuo nuovo educandato senza nostalgie per figure indegne come Paolo e me, incapaci di sostenere la luce della tua serena superiorità. In conclusione che dirti? Buon giornalismo? Sia mai, buon proselitismo!

    Rispondi
    • Chiara Boriosi

      9 Ottobre 2014 alle 10:02

      Siracusa, di tremebondo io vedo solo la tua incapacità di riconoscere le bassezze cui sei sceso nei miei confronti, nero su bianco, per il resto, sì, sono serena della mia superiorità che si colloca nella mia educazione.

      Rispondi
  5. Chiara Boriosi

    8 Ottobre 2014 alle 15:25

    Noto con estremo divertimento, ma certo non con stupore, che nessuno degli autorevoli commentatori di questo sito ha pensato la cosa più semplice, ovvero che io sia andata a scrivere altrove. Per mia libera e legittima scelta, peraltro. Nessuno mi ha cacciata, nessuno mi ha forzata. Semplicemente, ho voltato pagina, come accade nella vita, ed ho scelto di fare una nuova esperienza.
    In questi giorni, ho letto molti commenti ed altrettante strampalate ipotesi, che ora addirittura son diventate certezze, non si sa su quali basi, ma non importa, visto che l’aderenza al reale non è mai stata il pezzo forte dei commentatori di questo sito. Dunque, intervengo solo perchè alle sciocchezze c’è un limite, ma ancora di più allo spaccio di certezze per conto terzi.
    Che continuo serenamente a scrivere altrove, l’ho già detto. Qualche puntualizzazione sulle castronerie che leggo qui da qualche tempo, è d’obbligo.
    – poichè, come ho scritto fino alla nausea, carta canta, è dai tempi in cui collaboravo a l’Opinione – dodici anni fa – che esprimo sempre gli stessi concetti riguardo alle riforme, comprese quelle istituzionali, alla forma partito, alle primarie, al bipolarismo reale e non tarocco e così via. Ora, la cosa curiosa, epperò molto significativa, è che finchè ho sostenuto queste tesi da liberale apolide politica e del tutto minoritaria, andava tutto bene. Il giorno che ho visto alcune delle mie idee rappresentate dal progetto di Renzi, si è scatenato il finimondo, a dimostrazione di ciò che ho sempre sostenuto, ovvero che la profonda avversione per la persona ha del tutto, e purtroppo per sempre, sostituito la dialettica del confronto, rendendola di fatto impossibile. Nell’ultimo anno, nel mio spazio, avrei potuto pubblicare anche l’elenco del telefono, perchè nessuno – NESSUNO – è mai entrato nel merito degli argomenti da me trattati di volta in volta, e l’area commenti è diventata solo una sentina di sfoghi inconsulti, insulti sparsi a piene mani, deliri vari. Eppure, altrove, il mio pezzo era oggetto di commenti diversi, anche contrastanti, ma sempre mirati al tema trattato e per di più con civiltà e rispetto anche nella differenza di vedute. Dunque, il livello della discussione non dipendeva da me, ma da chi ha preteso di monopolizzarla e di farne con prepotenza ed arroganza il luogo esclusivo dove dare il peggio di sè. Di questo, fatevi carico interamente voi, che io non c’entro nulla.
    – nella excusatio non petita – e dunque accusatio manifesta – con cui Siracusa ha messo le sue nobili mani avanti, settimana scorsa, chiamandosi subito fuori da eventuali responsabilità nella mia decisione, si diceva che fra noi si era instaurato un “rapporto cameratesco”. E come no. Se a dirlo è lo stesso gentiluomo che mi ha scritto, a suo tempo, sotto uno dei miei pezzi, che sono solo una “donna di mezza età in preda ai bollori della menopausa”, sostenuto e difeso da altri gentiluomini che ormai si rivolgevano a me appellandomi solo come “cretina”, “stupida”, “ignorante”, “ottusa” e via dicendo, devo purtroppo ammettere che, io, camerati non ne ho mai avuti – sono anziana ma non abbastanza – e che evidentemente la mia educazione mi ha lasciato questa grave lacuna, per cui ritengo che uno scambio anche acceso di opinioni non possa e non debba mai mai scendere, anzi, sprofondare, a simili bassezze. Ora, se posso scrivere altrove, dove nello scambio anche vivace e duro non vengono MAI meno il rispetto, l’educazione e quella vera forma di civiltà che è il riconoscersi pari nella libera espressione di ognuno dandosi consapevolmente l’unico sostanziale limite del lasciar fuori gli insulti personali, perchè mai dovrei restare qui ad essere insultata ogni giorno da chi non fa neanche la fatica di leggere ciò che scrivo, visto che appena compare il mio pezzo attacca a sfogare frustrazioni personali, teorie assurde, deliri vari, senza alcun riferimento a quanto ho scritto?! È un esercizio inutile, una perdita di tempo, e mi dispiace di avervi tolto il balocco, lo spazio dove sentirvi grandi a spese altrui, ma che ci volete fare, il troppo stroppia, ed alla fine si aprono, per fortuna, altri spazi per chi ha davvero interesse a confrontarsi, invece che a giocare a pallate di fango tirate a caso.
    – la cosa che più mi ha fatto ridere, oltre che fornirmi una ulteriore prova di quanto non abbiate mai compreso nulla di me, come persona – cosa che accade quando NON si legge una parola di quanto viene scritto, ma si sceglie solo di fare di una persona un bersaglio umano contro cui sfogare le proprie debolezze – è stata la luminosa certezza che tutti avete sposato, ovvero che io sia improvvisamente scomparsa un attimo prima della catastrofe renziana, di cui non vi è traccia ma che a voi piace credere vicina ed inevitabile, solo perchè qualcuno vi compiace annunciandola da mesi, spostando sempre un pò più in là l’asticella – il Senato, la giustizia, la PA, il lavoro, c’è sempre un domani per gli ottimisti…… – e promettendovi che, questione di ore, prima o poi accadrà.
    Bene, state sereni, perchè non avendo mai sposato nessuno in vita mia, non ho sposato neanche Renzi. L’ho sempre pragmaticamente visto come la leva che poteva far saltare il tappo, dentro il suo partito, e nella politica nazionale. Le persone passano, le idee restano, e le mie sono le stesse dai tempi in cui Matteo era solo un liceale, e dunque certo non poteva influenzarmi, data la notevole differenza d’età fra di noi.
    Fin qui, poichè è andata come avevo previsto con abbondante anticipo, fin dalla prima Leopolda, non ho nulla di cui pentirmi, e non riguardo alla persona, ma riguardo alla coerenza con le mie idee, che è la cosa che per me ha più valore. Ed è in nome di quella coerenza che continuo serenamente e liberamente a scrivere, o a parlare in pubblico quando sono invitata a farlo, senza remora alcuna.
    Statemi bene, e salutatemi il “cameratismo”.
    ChiBo

    Rispondi
    • Trevigiano

      8 Ottobre 2014 alle 16:05

      Cara Chiara,
      Ti dimentichi di dire che a ogni intervento i tuoi lettori salivano del 10 % anche se a te poi scocciava.
      La discussione era poi moderabile solo da te se volevi e se scherzosamente ancora chiamo Nicola il Censore ci sarà un motivo.
      Dimenticavo ti leggevano tutte le migliori penne di Firenze oltre che degli Alpini.

      Rispondi
      • Chiara Boriosi

        8 Ottobre 2014 alle 17:21

        Mi leggono ancora, tranquillo. E i lettori, come certificato da Google, arrivavano principalmente dai Social. Mi dispiace disilluderti, potrei mostrarti, se una legge non me lo impedisse, le tante mail di lettori educati che mi hanno scritto per dirmi che rinunciavano a commentare in uno spazio totalmente in mano ad invasati, e preferivano farlo nel link su Facebook dove la discussione, per quanto accesa – con i grillini, son state mazzate per un anno e mezzo – era nel merito dell’argomento trattato di volta in volta, ma soprattutto era confronto civile, spesso ironico, mai privo di rispetto, nessun insulto, nessuna volgarità misogina a poco prezzo spacciata per “battuta”, nessuna trivialità. Confronto sui temi, veri, non sulle antipatie personali spacciate per teorie politiche.
        Ignoro perchè tu chiami Nicola censore, posso solo parlare per me: credo nella libertà di espressione, e l’ho sempre permessa a tutti, come la gestione del mio spazio ha ampiamente dimostrato. Nessun commento cancellato o rimosso. Mai. Ma quando si spaccia per libertà di espressione la libertà di insulto, bisogna dirlo chiaramente, chè qua nessuno è fesso.
        Detto questo, io sto meglio ora, dunque va bene così, visto che ho sempre e solo scritto per mia gioia personale, senza alcuna ambizione recondita o secondo fine. Come ho detto più volte, non campo di politica ma facendo altro, dunque ho scelto di passare in uno spazio che mi restituisse la gioa della espressione e del confronto civile. Tutto qui.

        Rispondi
  6. n.c.

    8 Ottobre 2014 alle 10:36

    Caro Luigi e caro Marzio,

    prendersela con i fiorentini (come fa Luigi-Trevigiano) è una ennesima dimostrazione della sua sottilissima ironia. E prendersela con l’area lib-lab o laicoliberalsocialista è riduttivo.
    Si governa per decreto, si approvano deleghe in bianco e la reazione è piatta nel Paese, nel Parlamento e negli organi di controllo. A cominciare dal Quirinale che in passato almeno qualche segno di insofferenza, vera o simulata, lo mandava. Oggi, invece quello che accade, cioè la “democrazia a porte chiuse”, la si accetta come normalità. E’ chiaro che l’alternativa a tutto ciò non esiste se si considerano le attuali forze politiche organizzate di governo, di opposizione, e “di opposizione ma anche di governo” (Berlusconi).
    L’area lib-lab è solo una potenzialità che non riesce ad esprimersi se non a livello culturale. Politicamente è dispersa e appesantita da frammenti organizzati attorno a sigle storiche incapaci di farsi notare se non per l’opportunismo delle scelte. Pensalibero cerca di mantenere in vita la potenzialità a livello culturale. Certo potrebbe fare di più. Assieme ad altri, che non si fanno trovare e meno che mai si fanno avanti.

    Rispondi
  7. Trevigiano

    8 Ottobre 2014 alle 09:37

    Marzio non posso non prendermela coi Fiorentini, hai idea quanto ci costa usare il Fiorentino invece dell’ Inglese come lingua ufficiale, sia economicamente che politicamente, a noi del resto d’Italia?
    Potrebbero almeno imparare a scrivere qualcosa di seria politica invece di spassarsela da mane a sera a fare gli spiritosi, dietro uno Sprits, nei bar del Centro?
    Almeno uno alla Chiara, che sostenga Renzi a spada tratta, me lo trovate per potermi sfogare?

    Rispondi
  8. marzio siracusa

    8 Ottobre 2014 alle 08:50

    Caro Trevigiano, la stupidità o l’intelligenza di una comunità urbana non c’entrano nulla. Se i fiorentini stentano a partecipare alle scaramucce su Pensalibero è per l’eccesso di perbenismo, ma chiamiamola accortezza, che contraddistingue da sempre l’area liblab non solo fiorentina. E’ certo che il tono scanzonato e giocoso con cui Renzi traveste le sue tirate giornaliere ha spiazzato e incantato un’area politica notoriamente accorta e prudente, o come dir si voglia misurata e riformista. ” Possibile che uno spiritoso decisionista non sia riformista e decisivo?”. Questa la domanda che turba, ed a cui si resta in attesa di risposta sui fatti. I quali, essendo fatti altrui, avranno poco rilievo sulla nostra continuità storica, perpetreranno il tran tran di sempre e la prudenza riformista sarà accontentata dalla facciata per poter all’infinito bofonchiare che le riforme non bastano, che occorre ben altro, e giù un altro Renzi. Così l’area liblab, come si diceva una volta, conserva il proprio elitismo un po’ così, si sente misurata e equilibrata e darà giudizi accorti ossequiente alla credenza che la pagliuzza nell’occhio altrui è niente rispetto alla trave nel proprio. Trevigiano non prendertela coi fiorentini, prenditela con ben altro.

    Rispondi
  9. Trevigiano

    7 Ottobre 2014 alle 11:54

    A me sembra che Renzi non sia una caricatura di Fiorentino, ma un Fiorentino persino migliore della media, purtroppo se i democratici Americani, che lottano contro la stupidità del potere ci danno Internet e Computer, portano il cavallo alla fonte, non possono però forzarlo a bere e se i cretini dei Fiorentini, nemmeno col loro ex Sindaco ora Premier, si sentono in dovere di partecipare a pubblici e private dibattiti politici democratici, beh sono tutti fascisti per me.
    D’altra parte qui non sono da meglio, entrando a Rossano Veneto da Nord prima leggevo ancora sul muro di una casa privata, un po’ sbiadito: “Nessuno potrà fermare la travolgente avanzata dell’armata fascista!”
    Lasciandomi alle spalle frattanto la grande W M scritta con pini ormai quasi centenari, sulle pendici del Monte Grappa, che molti giurano e spergiurano significare W Maria, mirabile esempio anticipato di Culto Mariano.
    Ma vadano tutti questi Italiani, che dopo la malattia nemmeno si curano, a morir mazzati!

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    7 Ottobre 2014 alle 09:20

    Comunque sarebbe anche bene non prendere per una conquista irreversibile una condizione transeunte creatasi nella società allo sbando per troppa inalazione di computerismo e internetismo, ossia di davanzali che ci portano in casa comici dozzinali e falsamente familiari col “tu” facile della recita equalitaria. Più un politico è abile a rivestire di simpatia la propria autorità più è pericoloso. Ed inevitabile ritorna il discorso su Renzi, anche se Chiara ha scelto di sacrificarsi purché non si parli male del suo eroe. Questa caricatura di fiorentino, ammesso che i pochi fiorentini rimasti posseggano ancora l’identità di sé, riesce a coagulare ampio consenso personale in un’Italia indifesa, ubriaca dal delirio di un’informazione che ci assedia per non dare respiro al nostro cervello, intimidirci con la paura di perdere l’ultimo treno e così impedirci di pensare. ” L’ora o mai più “, ” l’ultima spiaggia ” e “l’Italia ce la farà ” – con Renzi ovviamente! – rientrano nel terrorismo con cui si vogliono imporre scelte vili, antidemocratiche e antitaliane, tutte genuflesse agli ordini del padrone di turno. La nazione, invigliacchita per oltre mezzo secolo dalle canaglie del cattolicesimo politico d’ogni risma, priva di spina dorsale non sa reagire, né la soccorrono personalità illuminate che la canaglia cattolica ha saputo amputare con precisione chirurgica proiettando da decenni in scena quella che Costanzo Preve chiamava il ” ceto universitario medio colto “, cioè il nulla. In tale contesto la distruzione dei partiti svolge una funzione coerente per depotenziare le masse e frantumarne gli interessi materiali e politici all’ombra del salvatore di turno, Renzi. Così finché dureranno le vacche grasse o semigrasse, poi il tavolo salterà e il mazziere distribuirà altre carte.

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    6 Ottobre 2014 alle 16:05

    Formidabile l’espressione di Trevigiano: ” il fascismo è gratuito “. Ma se la democrazia va imparata, è proprio in questi partiti che la democrazia non può essere più imparata. Come cercare segni di vita all’obitorio, dove invece è facile trovar spazio per un burattinaio di cadaveri. Leggi uomo forte.

    Rispondi
  12. Trevigiano

    6 Ottobre 2014 alle 14:49

    Caro Nicola,
    Tu giustamente insisti a cercare una democrazia dove non c’è e i tuoi lettori continuano a non capirti.
    Infatti loro non capiscono che il fascismo non ha bisogno d’essere imparato è la democrazia che si impara.
    Così tanti credono di non poter essere fascisti perchè non sanno nemmeno chi fosse Mussolini, quando invece sono fascisti perchè non sanno chi fosse De Gasperi e non si scomodano mai, come fai tu, a mettersi in gioco esprimendo le proprie idee per poi accettare democraticamente le critiche degli altri.
    In sostanza vedo che i Fiorentini non capiscono che tutti nascono fascisti e solo l’educazione continua alla politica ci può invece rendere democratici: Il fascismo è gratuito, come la pubblicità, ma la democrazia va comprata ogni giorno mettendoci in discussione, come vorrei che almeno si scomodassero a darmi torto!

    Rispondi

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