
Quale considerazione si può avere per una serpe, che liberata dal masso che la teneva immobile, azzanna chi l’ha liberata?
Si può solo commiserare un uomo che striscia ai piedi di Massimo D’Alema per tentare di sopravvivere allo tsunami politico che ha distrutto i partiti e i loro massimi rappresentanti per gli scandali perpetrati a tutto danno dell’Italia, finita sull’orlo del precipizio.
L’esame propedeutico svolto il 6 e 7 maggio 2012, con il voto amministrativo per passare a quello più impegnativo delle elezioni politiche è stato un totale fallimento per i partiti tradizionali e un successo per quelli dell’antipolitica.
I più colpiti sono stati i partiti che sostengono il Governo odiato da tutti gli Italiani. Non potevano essere diversi i risultati elettorali, dopo la delusione del prof. Mario Monti, il taumaturgo per il Presidente Napolitano che con un colpo d’ala l’ha nominato senatore a vita e subito dopo capo del governo più inadatto per affrontare la delicata situazione economica aggravata dalla crisi internazionale e dal debito pubblico creato dai diversi governi della prima e della seconda Repubblica italiana.
L’unico a non ritenere drammatica l’attuale situazione politica per i partiti è Bersani, che continua a credere di dover sostenere Monti per volontà popolare. La verità è che Bersani sostenendo Monti garantisce se stesso fino a quando il Governo esisterà.
Il PDL, che è stato ferocemente ridotto a lumicino dalle votazioni amministrative, è consapevole che ciò è avvento proprio per il fatto di fare da sgabello al Governo Monti. Berlusconi ha sbagliato a consentire la formazione di un governo tecnico per promuovere una tregua sociale, necessaria per lavorare con più serenità a risolvere i problemi del Paese.
Il Governo tecnico, composto di persone presuntuose e arroganti sta inviperendo i cittadini per l’imposizione di nuovi e pesanti sacrifici risultati insopportabili da molti cittadini, tanto che taluni hanno deciso di uccidersi per farla finita con il martellamento delle tasse e delle minacce della Società per il recupero crediti, Equitalia.
Il prof. Mario Monti, tifando per le tasse, unitamente al Capo dello Stato, ha messo in fibrillazione le imprese, i professionisti, i pensionati, i giovani diplomati, laureati senza lavoro e con un futuro senza speranze, i Governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province e i Sindaci delle grandi città e dei medi e piccoli Comuni.
L’invivibilità in tutti i centri, in tutte le famiglie è al punto di far scoppiare una rivolta popolare dalle conseguenze imprevedibili.
Il PDL, in Parlamento, non può continuare a sostenere il Governo che è al servizio dei poteri forti. Il verificarsi di un suicidio ogni giorno deve scuotere il PDL a prendere immediatamente la decisione di staccarla spina al Governo Monti. Ogni minuto di ritardo è una fetta in meno dei simpatizzanti del partito.
Bersani, Casini, Vendola e compagni vanno lasciati al loro destino.

A pensarci bene, non è che Fini, strisciando ai piedi di Massimo D’Alema, pensava di farlo dinanzi al sant’uomo del Dalai Lama? Secondo me ha sbagliato il quasi anagramma.