
“Pillole di Longevità”
Rubrica a cura di Umberto Palazzo
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nel mondo con quasi 18 milioni di decessi l’anno, destinati ad aumentare sino a 24 milioni entro il 2030. Anche in Italia, la malattia cardiovascolare ha un impatto notevole sui tassi di mortalità: ad esempio, analizzando il numero di decessi per causa di morte nell’anno 2020, si può osservare come la cardiopatia ischemica abbia rappresentato una delle prime tre cause di morte in Italia, insieme a tumori e Covid-19. Le malattie cardio-cerebrovascolari hanno avuto l’impatto maggiore sui tassi di mortalità nel nostro Paese, anche durante la pandemia da Covid-19. Ci sono però dei fattori di rischio cardiovascolare, definiti “modificabili” quali l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia e il grasso addominale. Il colesterolo è un grasso che svolge diverse funzioni importanti nel nostro organismo. Per esempio, regola i processi digestivi, partecipa alla produzione della vitamina D, costruisce e protegge la parete delle cellule, consente la produzione di ormoni come quelli sessuali ed è essenziale per lo sviluppo del bambino nella pancia della mamma. Il colesterolo circola nel sangue in due tipi principali, che sono quello “buono” HDL (High Density Lipoproteins) e il “cattivo” LDL (Low Density Lipoproteins). LDL e HDL trasportano il colesterolo nel sangue. Le lipoproteine LDL hanno lo scopo di cederlo ai tessuti (e sono quelle che si “attaccano” alle pareti arteriose se in eccesso). Le HDL, invece, sono deputate alla rimozione del colesterolo presente in eccesso nel sangue. Per quanto riguarda il colesterolo totale non deve essere superiore a 200mg/dl, quello LDL (“cattivo”) non deve superare i 100mg/dl, mentre il colesterolo HDL (“buono”) non dovrebbe essere inferiore a 100mg/dl.
Per capire meglio se i valori del colesterolo mettono a rischio la nostra salute, occorre considerare l’indice di rischio cardiovascolare che viene calcolato dividendo i valori di colesterolo totale per quelli di colesterolo HDL: è accettabile quando risulta inferiore a 5 nell’uomo e a 4,5 nella donna. Un esempio: se hai il colesterolo totale 240 e l’HDL 80 devi fare 240 : 80 = 3, un valore di rischio basso. Per quanto riguarda i trigliceridi, i valori dovrebbero essere compresi tra 50 e 150mg/dl. Il grasso addominale è uno tra i fattori di rischio più importanti, in quanto è in grado di produrre sostanze che causano infiammazione e danneggiano nel tempo il cuore e il cervello. Si valuta misurando il girovita: in piedi, con le gambe leggermente divaricate, con il metro da sarto intorno alla vita libera da indumenti, a metà tra l’osso del bacino e l’ultima costola. Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità i valori da non superare sono 102 cm per l’uomo e 88 cm per la donna. Per i valori pressori dai 18 ai 79 anni ,vanno considerati limiti invalicabili i 140/90 di pressione arteriosa massima e minima, oltre gli 80 anni e in pazienti a basso rischio , vanno trattate solo le pressioni oltre i 160 mmHg di massima.
Umberto Palazzo

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