Non immaginavano di determinare il commissariamento, di fatto, del parlamento e la formazione del governo di soli tecnici.
Gli anziani ricorderanno i cantastorie che andavano di paese in paese con un cartellone sul quale era disegnata la storia di una tragedia familiare o sociale o ambientale.
I cantastorie dell’epoca, appena si fermavano in una piazza erano subito in compagnia di, persone anziane, giovane, bambini per ascoltare la nuova storia Alla fine dello spettacolo tutti davano un’oblazione al cantastorie.
Ciò non avveniva tutti i giorni. A volte passava un mese e più, prima di ascoltare un altro cantastorie.
Il fatto strano di quanto avviene oggi è che i cantastorie moderni, sono tutti esponenti politici più in vista nello schieramento che rappresentano. Essi oggi sono in televisione tutti i giorni a ripetere sempre, le stesse cose fino alla noia per risolvere il problema di come fare fuori l’avversario nemico Berlusconi.
Non si rendevano conto i grandi nemici che così facendo finivano per rovinare l’immagine dell’Italia all’estero.
Bersani, Enrico Letta e Rosy Bindi, cantastorie del PD, esaltavano i giudizi negativi su Berlusconi, invitandolo a dimettersi per far tornare la normalità nel Paese.
Bersani e Letta s’imitavano così bene a chiedere a Berlusconi di fare un passo indietro da sembrare una sola persona a volere un nuovo governo per salvare l’Italia.
Rosy Bindi in televisione diventava: Arrogante, cattiva e volgare nel linguaggio. La stessa si esaltava al punto di voler prevalere in tutte le discussioni con gli interlocutori di turno.
Ancora oggi è opinione diffusa tra i cittadini che Rosy Bindi seguisse più le trasmissioni della brava Clerici che fare politica.
Il cantastorie Di Pietro, più ameno di Rosy Bindi nascondeva la delusione per i sondaggi non favorevoli pur continuando come se fosse ancora PM, ad attaccare Berlusconi.
Di Pietro sorprese tutti quando dichiarò di non votare la fiducia al governo Monti perché voleva le elezioni subito per rispetto della sovranità popolare e per non subire l’imposizione del governo Monti.
Ancora una volta Di Pietro si contraddice dopo un minuto e si è adeguato al comportamento del PD.
I cantastorie di centro-destra contrattaccavano, a ragion veduta, con le persecuzioni cristiane ai tempi dell’Impero romano e le finalità vere delle battaglie dei Templari, che sostenevano di salvare il Santo Sepolcro.
False o vere le storie che animavano lo scontro politico, il risultato è stato il commissariamento del Parlamento e un governo di soli tecnici. Autentica vergogna per i politici.
I responsabili del fallimento politico avrebbero dovuto dimettersi per dimostrata incapacità a difendere i valori culturali, artistici, scientifici riconosciuti in tutto il mondo e consentito alla Germania e alla Francia di ironizzare sull’Italia.
Una lacuna grave chela Cartacostituzionale non abbia previsto la decadenza dei parlamentari incapaci, inetti, traditori e mentitori.
Bisognava ricorrere al prof. Monti per zittire i presuntuosi politici e trasformarli in obbedienti scolaretti ripetenti.
Il Capo Dello Stato, cosciente di non poter formare un governo di parlamentari, per salvare l’Italia ha incaricato il neo senatore a vita prof. Monti a formare un governo di soli tecnici.
Per il futuro prossimo non c’è certezza con gli attuali parlamentari politici.
La sfiducia del popolo Italiano, verso tutti e tutto, è al massimo storico.
Solo un cambio generazionale potrebbe far rivivere il gusto della politica e ripristinare il ruolo dell’Italia nel mondo.


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