In sintesi, niente tagli all’ ingordo stato centrale in perenne espansione anche se le sue competenze decisionali stanno ormai in Europa e quelle attuative nelle regioni. Invece, tagli sanguinari ai trasferimenti agli enti locali.

Allora vediamo di inguaiarli, con la spending review che non tocca i più di 1000 funzionari con rango di direttori generali, che col loro costo complessivo procapite si fanno fuori mezza IMU, ma che soprattutto bloccano l’ esecuzione delle decisioni, perchè il loro principale problema è l’ estensione delle loro competenze, per cui si accavallano con i loro pari grado e impediscono l’ operatività.
In sintesi, niente tagli all’ ingordo stato centrale in perenne espansione anche se le sue competenze decisionali stanno ormai in Europa e quelle attuative nelle regioni: praticamente un immenso tumore in continua crescita, i cui motori sono acclamati come “tecnici” (della loro sopravvivenza) e messi a fare anche i ministri da parte del peggior ceto politico della storia della Repubblica.
Invece, tagli sanguinari ai trasferimenti agli enti locali, anche su voci che non rientrano nelle loro competenze, come il trasporto ferroviario, regionalizzato solo per le decisioni impopolari come le tariffe e la soppressione di linee e stazioni. Con i tagli alla spesa sanitaria si lasciano i consigli regionali a prendersi l’ impopolarità o presso gli utenti o presso i sindacati ospedalieri, fermo restando che alla magistratura inquirente non interessa se non ci sono i soldi da stanziare quando succede un guaio, e se la prendono con i dirigenti della sanità , dell’ istruzione per le scuole che crollano, della viabilità locale per le buche non riparate.
Adesso , comune per comune, se la vedranno i sindaci se tassare le prime case o aumentare il prelievo sull’ IRPEF: così imparano, i sindaci, a essere più popolari dei deputati e delle deputate dell’ ordine della giarrettiera…

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