• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I ‘neonazi’ di Alternative fuer Deutschland trionfano in Sassonia, il generale Vannacci aspetta il suo turno in Italia

I tempi cambiano, e con essi anche i protagonisti devono adattarsi. Oggi, un politico con le movenze e i toni di Hitler verrebbe probabilmente sommerso di sberleffi e ortaggi. Guardando i video di Ulrich Siegmund, il leader dell’AfD che ha strappato la Sassonia-Anhalt alla CDU di Merz (che lì governa da sempre), ci troviamo di fronte a uno scenario ben diverso: un giovane sorridente, sempre pronto a rispondere alle domande — anche a quelle più ostiche — e abile, da fine propagandista, a trasformare ogni accusa in un assist per esaltare le proprie idee.

di Nico Perrone | 8 Settembre 2026

 I tempi cambiano, e con essi anche i protagonisti devono adattarsi. Oggi, un politico con le movenze e i toni di Hitler verrebbe probabilmente sommerso di sberleffi e ortaggi. Guardando i video di Ulrich Siegmund, il leader dell’AfD che ha strappato la Sassonia-Anhalt alla CDU di Merz (che lì governa da sempre), ci troviamo di fronte a uno scenario ben diverso: un giovane sorridente, sempre pronto a rispondere alle domande — anche a quelle più ostiche — e abile, da fine propagandista, a trasformare ogni accusa in un assist per esaltare le proprie idee.

Nato nel 1990, Siegmund è il politico più giovane, oltre che il primo esponente di un partito di estrema destra, a conquistare una Regione in Germania dal dopoguerra. Un successo strepitoso: il 44% dei voti, con un’affluenza altissima, pari all’80%. Significa che, rispetto alle precedenti tornate, l’AfD è riuscita a mobilitare e portare alle urne una fetta consistente di astenuti. Un’impresa non da poco e carica di significato.

Non riesco a condividere quelle lunghe analisi che, nel commentare il voto tedesco, si perdono nella litania del ‘bisogna capire le ragioni profonde’. Il fatto è che quei cittadini che per decenni, come Germania dell’Est, hanno vissuto sotto la dittatura sovietica provassero una sorta di nostalgia o il desiderio di ri-affidarsi di nuovo all’uomo forte. Lo ha capito al volo il boss russo Vladimir Putin, che non a caso è stato il primo a congratularsi per il risultato. Personalmente, non credo che le ragioni dietro a questo voto rientrino nelle categorie della politica tradizionale. È un voto di rifiuto, alimentato da una rabbia viscerale e dall’odio verso gli ultimi arrivati: colpevoli, nella narrazione populista, di sottrarre risorse, beni e denaro grazie alla complicità di governi che dirottano altrove ciò che spetterebbe di diritto ai “veri” tedeschi.

Con quale titolo? Quello di appartenere alla razza e al sangue germanico, e tanto deve bastare per avere ciò che si pretende. Di fronte a dati e tabelle che dimostrano l’infondatezza di queste tesi? Liquidati come truccati da chi vuole “fregarli”. Per questo motivo, ritengo illusoria la convinzione che la risposta giusta consista nello “spiegare meglio” le soluzioni alternative ai problemi che queste persone avvertono come vitali. Prendiamo un piccolo esempio: per la retorica sovranista, la società è fatta rigidamente di uomini e donne, di famiglie tradizionali con un papà e una mamma, come ripete spesso Matteo Salvini. Guai a sgarrare: omosessuali e lesbiche sono visti con sospetto, per non parlare delle unioni miste che contaminano il “puro sangue”. Eppure, in questa visione mancano clamorosamente di coerenza: la co-presidente dell’AfD, Alice Weidel, vive in Svizzera – alla faccia del sacro suolo natio- con una compagna originaria dello Sri Lanka e con i loro due figli adottati. Spiegare la complessità a chi rifiuta la realtà con la propaganda è un esercizio disperato.

Notizie del genere spiazzano chi, e io sono tra questi, ha sempre coltivato l’idea che il tempo, l’esperienza e il vissuto collettivo avrebbero alla fine portato l’umanità verso il progresso. La realtà ci dimostra il contrario: ci si può fermare, si può indietreggiare e si possono ricreare le condizioni per nuove tragedie. Oggi, molti teorici vicini a Putin e a Trump martellano giorno dopo giorno preannunciando l’apocalisse, convincendo le masse che l’unica via d’uscita sia prepararsi a combattere contro chi non la pensa come loro. Il messaggio fa leva sulla nostalgia e la lamentazione continua. Tutto nella vita quotidiana viene dipinto come peggiorato — cibo, abbigliamento, viaggi, case, infrastrutture — hanno perso la qualità e il sapore del passato. Ma è un inganno prospettico, perché del passato tendiamo a ricordare solo il bello, dimenticando che eravamo semplicemente più giovani. Dopo le guerre del Novecento si è pensato che i conflitti fossero nati da passioni forti e ideologie cieche e irrazionali.

Da qui la spinta, nei decenni successivi, a costruire società più aperte, fluide, fondate sull’idea che spetti a ciascuno trovare i propri valori senza dogmi. Ma questa apertura sfrenata, pur portando benessere a molti, ha finito per arricchire ulteriormente i già ricchi e per sfilacciare i legami sociali di base, lasciando passare il messaggio tossico che nella vita “ognuno deve farcela da solo” e che gli altri rappresentano solo un ostacolo. È esattamente in questo vuoto che si inseriscono le truppe dell’AfD e, in Italia, i militanti del generale Vannacci. Il loro messaggio è rassicurante nella sua semplicità: offrono il recupero di legami antichi, il ritorno alla famiglia patriarcale con l’uomo al lavoro e la donna a casa, la convinzione che ciascuno debba stare nel proprio recinto culturale e religioso — rigorosamente superiore a quello altrui. Questo è, a mio avviso, il livello più profondo che alimenta il successo nazional-populista.

Ed è su questo terreno che le forze progressiste, se non vogliono consegnare il futuro alla legge della giungla, devono trovare una risposta incisiva. Non basta più “spiegare” meglio, ma far vedere che le soluzioni già ci sono, sono praticate. Occorre ricostruire modelli di comunità capaci di dare un senso alla solitudine e allo smarrimento che affliggono tante esistenze. Soltanto riscoprendo una dimensione comunitaria si può dare una risposta alle domande esistenziali: qual è il mio scopo? Come dovremmo vivere insieme? Cosa dobbiamo al nostro partner, alla comunità, al Paese?

Nel nostro Paese esistono già moltissime realtà che affrontano e risolvono problemi complessi a livello di comunità. Diamo voce a queste esperienze, rendiamole pubbliche e a disposizione di tutti. È l’unica via concreta per arginare chi vuole riportarci indietro e farci precipitare nell’incubo della lotta di tutti contro tutti.

Nico Perrone

direttore responsabile Agenzia Dire.it

Pubblicato in : Editoriale

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti