
Nel mese di dicembre i principali ministri europei si recheranno in Ucraina per ribadire il loro sostegno alla richiesta di adesione del Paese all’Unione Europea. L’iniziativa arriva in un momento in cui gli Stati membri cercano di superare i blocchi imposti dall’Ungheria, che sta rallentando il processo.
Il vertice informale dei ministri per gli Affari europei si terrà a Leopoli, nell’Ucraina occidentale, il 10 e 11 dicembre, come indicato in un invito inviato lunedì alle capitali. La lettera è stata firmata dalla Danimarca, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE, insieme al vice primo ministro ucraino, Taras Kachka.
Secondo il documento, l’incontro sarà dedicato a valutare i progressi dell’Ucraina nel percorso di adesione, a fare il punto sui risultati finora raggiunti e a discutere i prossimi passi. I ministri intendono anche ribadire il sostegno politico alle riforme e al processo di integrazione europea di Kiev. La scelta di riunirsi proprio in Ucraina ha anche un chiaro valore simbolico: trasmettere il messaggio che il futuro del Paese è all’interno dell’Unione Europea.
Il vertice di Leopoli si svolge mentre a Bruxelles prosegue il dibattito sul sostegno finanziario diretto all’Ucraina. È ancora bloccata, per le obiezioni del Belgio, la proposta di sostenere un prestito da 140 miliardi di euro utilizzando i beni russi congelati.
L’Ucraina ha ottenuto lo status di Paese candidato all’adesione nel 2022 e, nonostante la guerra con la Russia, ha avviato importanti riforme economiche, giudiziarie e anticorruzione. Tuttavia il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha annunciato la propria opposizione all’ingresso del Paese nell’UE, che richiede l’unanimità dei 27 Stati membri, ostacolando così l’apertura formale dei capitoli negoziali.
Le ipotesi di modifica delle regole decisionali, per permettere di procedere con una maggioranza qualificata, non hanno finora raccolto un consenso sufficiente. Alcuni funzionari europei spiegano che l’attuale strategia punta piuttosto a consentire all’Ucraina, insieme alla Moldavia, di iniziare a lavorare sul prossimo ciclo di riforme anche in assenza di un via libera formale, seguendo un approccio “anticipato”.
Questo permetterebbe a Kiev di muoversi rapidamente se lo stallo politico dovesse essere superato. La posizione di Orbán potrebbe inoltre essere influenzata dal contesto interno, in vista delle elezioni parlamentari ungheresi previste entro aprile 2026. Il suo partito, Fidesz, risulta in calo nei sondaggi rispetto all’alleanza TISZA, guidata dal politico filo-europeo Péter Magyar.
Nel commentare il recente giudizio positivo della Commissione europea sui progressi compiuti dal suo Paese, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha ribadito che l’obiettivo resta la piena adesione all’Unione una volta conclusa la guerra e garantita la capacità dell’Ucraina di difendersi autonomamente.
Marco Tabili

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