
La pubblicazione – Perché il valore civico dei monumenti è stato negato a favore del loro potenziale turistico, e quindi economico? Perché la valorizzazione del patrimonio culturale ci ha indotti a trasformare le nostre città storiche in luna park gestiti da avidi usufruttuari? L’autore accompagna il lettore in una visita critica del nostro paese: dallo showroom Venezia a una Roma dove si delira di piste di sci al Circo Massimo, a una Firenze dove si affittano gli Uffizi per sfilate di moda e si traforano gli affreschi di Vasari alla ricerca di un Leonardo inesistente, a una Napoli dove si progettano megaeventi mentre le chiese crollano e le biblioteche vengono razziate, all’Aquila che giace ancora in rovina mentre i cittadini sono deportati nelle new town, scopriamo che l’idea stessa di comunità è stata corrotta da una nuova politica che ci vuole non cittadini partecipi ma consumatori passivi. Il volume non è solo un durissimo pamphlet contro la retorica del Bello che copre lo sfruttamento delle città d’arte, ma è un manuale di resistenza capace di ricordarci che la funzione civile del patrimonio storico e artistico è uno dei principi fondanti della nostra democrazia, e che l’Italia può risorgere solo se si pensa come una “Repubblica basata sul lavoro e sulla conoscenza”.
Fonte SienaLibri.it

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