Diamo pure per scontate due cose sulla manifestazione di Vicenza contro la Finanziaria di Visco e Padoa Schioppa cui hanno partecipato Berlusconi, Fini e Bossi ma non Casini.
La stampa che appoggia il centro-sinistra o, comunque, ha in uggia il leader di Forza Italia, ha cercato di “mascariare” l’indubbio successo della manifestazione dilatando oltre misura due particolari.
Il primo: nel suo intervento Berlusconi ha detto che Napoletano (presidente della repubblica) “è uno di loro”, riferendosi, ovviamente, con quel “loro” allo schieramento di centro sinistra. In realtà si è capito benissimo – dalla registrazione della TV- che non si trattava di un attacco al presidente della repubblica. La presidenza della repubblica veniva evocata in cima ad una lista di alte cariche che- a dire di Berlusconi- sono state occupate dal centro-sinistra senza niente concedere all’opposizione, pur in presenza di un risultato elettorale striminzito e, per giunta – è la parola usata da Berlusconi- “taroccato”.
Il secondo particolare, dilatato dai giornali, sono i fischi al tricolore di una parte dei leghisti presenti. Certo, come ha detto Casini che pure era altrove, gli imbecilli non mancano mai. I fischiatori, par di capire, non erano tantissimi.
Eppure, mai come questa volta, pochi e imbecilli sono stati tanto importanti per ribadire una verità già sperimentata nel corso degli ultimi cinque anni.
La Casa delle Libertà è (meglio, era) una coalizione buona per vincere le elezioni. I fischi leghisti al tricolore ci ricordano che sarebbe impossibile, però, governare con il partito di Bossi. Le uscite estemporanee e rozze alla Caldaroli , le tensioni continue, ancorché strumentali, e certe tesi talvolta aberranti non sono più compatibili con i problemi e con il prestigio del Paese.
In questo Casa delle Libertà e Unione sono (erano?) speculari
I FISCHI LEGHISTI AL TRICOLORE
Mai come questa volta, pochi e imbecilli sono stati tanto importanti per ribadire una verità già sperimentata nel corso degli ultimi cinque anni: sarebbe impossibile governare con il partito di Bossi.

Mi sembra patetico credere che la Pivetti fosse una cattolica in vena di fibrillazioni scismatiche. La Pivetti è proprio la dimostrazione di come la dirigenza leghista non abbia compreso il potenziale che aveva tra le mani e si sia fatta deviare da puri arrivismi. Il problema è avviare un processo di riadeguamento tra identità culturale e cattolicesimo che il concilio affrontò guardandosi bene dall’uscire dai binari della retorica degli umili. La chiesa si sforza di accettare che ostie e galline sgozzate siano mescolate nella liturgia delle messe del quarto o quinto mondo, ma non ammette alcun riadeguamento culturale nell’orticello europeo, se per riadeguamento non si intendono chitarre e scampagnate della pace. Il perché è chiaro, nelle culture extraeuropee la chiesa non rischia niente, in quelle europee rischia molto e soprattutto non sa rispondere alla domanda che la tormenta senza soluzione: cosa fare dei ricchi nel tempo in cui l’arricchimento è imperativo planetario? Al riguardo trovo conferma nel dissenso di un laico doc come il signor De Castagno. Antonio Dani.
Mi sembra patetico credere che la Pivetti fosse una cattolica in vena di fibrillazioni scismatiche. La Pivetti è proprio la dimostrazione di come la dirigenza leghista non abbia compreso il potenziale che aveva tra le mani e si sia fatta deviare da puri arrivismi. Il problema è avviare un processo di riadeguamento tra identità culturale e cattolicesimo che il concilio affrontò guardandosi bene dall’uscire dai binari della retorica degli umili. La chiesa si sforza di accettare che ostie e galline sgozzate siano mescolate nella liturgia delle messe del quarto o quinto mondo, ma non ammette alcun riadeguamento culturale nell’orticello europeo, se per riadeguamento non si intendono chitarre e scampagnate della pace. Il perché è chiaro, nelle culture extraeuropee la chiesa non rischia niente, in quelle europee rischia molto e soprattutto non sa rispondere alla domanda che la tormenta senza soluzione: cosa fare dei ricchi nel tempo in cui l’arricchimento è imperativo planetario? Al riguardo trovo conferma nel dissenso di un laico doc come il signor De Castagno. Antonio Dani.
Obbietto alle cortesi lettere di dissenso, singolarmente in sintonia con il sig. D’Alema che definì la Lega “costola della sinistra” quando sperava di poterla associare all’Ulivo.
Chi detesta il gazpacho non per questo deve essere obbligato a mangiare zuppa di fagioli. La lega per mantenere i consensi deve per forza cavalcare posizioni non sempre conciliabili con lo stare al governo. E’ vero: Berlusconi è durato cinque anni nonostante le liti con gli alleati. Ma qualcuno può spiegare perchè ha cambiato tre ministri degli esteri? E il vai e vieni di Tremonti al tesoro?
Infine vorrei di tentare di consolare il signor Dani che rimpiange le potenzialità inutilizzate dei pensatori cattolici della Lega. Irene Pivetti ne era la “puntera” ed è finita sullo scranno più alto di Montecitorio prima di finire- maggiormente a suo agio- sui tacchi a spillo. Per favore, teniamoci stretti il cardinal Ruini!
cerchiamo dfi non strumentalizzare sempre tutto. per 10 persone che fischiano altre 10.000 cantavano l’inno. lasciamo al manifesto, unità e liberazione polemizzare sempre su tutto ciò che proviene dal centro-destra. e guardiamo ai fatti, alla concretezza, ai programmi. quelli dell’ulivo assolutamente non rispettati. guardiamo agli italiani che han voato a sinistra e che sono stati traditi dall’Unione.
siamo tutti più poveri, grazie a PRODI e C., alla sua finaziaria e noi stiamo quì a preoccuparci dei “fischi”? ma stiamo, state scherzando? un po’ di serietà, please!
Galgano Palaferri
Unione per le Libertà
upl@hotmail.it
http://www.upl.ilcannocchiale.it
Concordo con Lodigiani. Forse non ci si rende conto che dopo la morte del P.d’A. e finita la guitteria radicale, la Lega è stata l’unica novità in mezzo secolo di politica italiana. A differenza del fenomeno Berlusconi, la Lega è nata dalla base e ciò doveva garantirle più attenzione, anziché cadere nella trappolina dei compagni interessati a rivestire Bossi col camicione da Ku Klux Klan lombardo. Stava agli altri partiti far maturare la Lega oltre la polemichina nord-sud. Ad esempio il cattolicesimo leghista, insieme a valdesi, evangelici e quant’altri, poteva iniziare uno scisma nel cattolicesimo italiano. Orrore anche a pensarsi vero, cari laici immaginari? Eppure il potenziale c’era, è mancata l’intelligenza, il coraggio, la lungimiranza. E ora cosa si propone? Una grande coalizione per votare di nuovo e ritornare nella stessa condizione di oggi? Possibile non si avverta qualcosa di più ampio respiro delle solite tirate congressaiole? Antonio Dani (a.dani@hotmail.it)
Appunto “Una rodine non fa primavera”!
Nei 5 anni del goveno Berlusconi ,la Lega e i suoi ministri tranne che per qualche battuta finale di Calderoli, sono stati gli alleati più leali e rispettosi del programma concordato e i ministri Castelli e Maroni fra i migliori de governo , non così gli altri coinquilini della casa della libertà!
In questi termini la Lega di Bossi fa da pendant alla sinistra estrema, quella malata di infantilismo e di tanta ignoranza, quella che si nutre ancora dei miti del Ché (bell’esempio di pacifismo!) o dell’ultimo paradiso della giustizia sociale comunista (gli aficionados che si recano a Cuba invece di darsi da fare per scopare il maggior numero di “libere” donne del regime, farebbero bene a visitare i quartieri di baracche che sorgono ai margini dei centri urbani e qualche fatiscente ospedale per poveri dove si pratica la tanto decantata sanità comunista.
Poichè non si può aprire la testa alle persone per capire quello che hanno dentro, bisogna avere pazienza e sorbirsi ogni giorno con pazienza le bischerate che vengono dette.
Hasta Siempre!