Nel Dpef del luglio 2006 il fabbisogno del settore statale, vale a dire il bilancio di cassa a fine anno, fu stimato a 59 miliardi, a ottobre, in sede di relazione previsionale, era sceso a 47,7 miliardi. Ora con i dati ufficiali il fabbisogno si è fermato a 35,2 miliardi. Se a dicembre non ci fossero stati pagamenti straordinari (arretrati alle regioni per il comparto della sanità, tav e poco altro) la cifra sarebbe stata ancora più bassa, 33 miliardi ma anche così è un record perché equivale al 3,2% del PIL, quasi in linea con i parametri europei.
Va detto però che i conti per Bruxelles si fanno sul bilancio di competenza e non di cassa, e questo sarà intorno al 5,8 % del PIL ma a quella cifra si arriva esclusivamente per la sentenza della Corte di Giustizia europea sulla indeducibilità Iva delle auto aziendali, una cifra pari all’1,3% del PIL, e per l’accollo dei debiti che le Ferrovie avevano con Infrastrutture spa, un altro 1,3%, poste che non erano preventivabili a primavera. Dai numeri si deduce, quindi, che Berlusconi ha consegnato a Prodi un bilancio statale in ordine, anche se non risanato rispetto al passato, e questo contrariamente a quanto fino ad oggi affermato dal Governo di centro sinistra. Anche a fronte dei numeri Padoa Schioppa ha continuato a tenere ferma la posizione di una eredità disastrata. Con un distinguo che pochi hanno colto. Giocando sulle parole il ministro ha equiparato i concetti di “eredità di legislatura” e di “eredità storica”. Che sono due cose diverse, anche se poi il risultato è lo stesso. I conti italiani sono difficili perché questa è la situazione storica, non perché li ha peggiorati Berlusconi. Anzi, con una congiuntura internazionale fra le peggiori e fra le più lunghe, Berlusconi e Tremonti sono riusciti a non frugare nelle tasche degli italiani e a ridurre leggermente la pressione fiscale favorendo la ripresa economica. Ora siamo all’assurdo che il centro sinistra, che quando era all’opposizione gridava al “massacro sociale” e stigmatizzava il fatto che “molte famiglie alla quarta settimana non potevano comprare il latte ai bambini”, rimprovera al governo precedente di non aver risanato la situazione, cioè di aver speso troppo, l’esatto contrario di prima. Se il governo di centro destra, in quella situazione nettamente sfavorevole, avesse chiuso davvero i cordoni, allora si che si sarebbe avuto il massacro sociale.
Il difficile della situazione italiana è che bisogna conciliare abbattimento del debito, ripresa economica e tutela dei più deboli. E questo è possibile farlo solo se si favorisce la ripresa, in presenza di un quadro internazionale favorevole, e poi si prendono dalla maggiore produzione le risorse che servono. L’esatto contrario di quello che fa Prodi. Oggi la ripresa c’è. Bastava una leggera correzione dei conti per rispettare i parametri europei, i 15 miliardi sempre detti da Tremonti, e poi lasciar fare al mercato. Il fatto però è che al governo ci sono forze che non amano e non credono nel mercato. Per questo Prodi ha usato l’alibi dei conti disastrati per far passare la politica del “tassa e spendi”, un’alta spesa pubblica per avere le risorse necessarie a risanare la situazione con le compatibilità ricordate e in più a gratificare i ceti di riferimento. Con il risultato di correre il rischio che la manovra abbia effetti depressivi sulla ripresa. Se questa continuerà, sarà “nonostante Prodi” e non “grazie a Prodi”.
I conti di fine anno rendono evidenti le bugie del Governo. Crolla il fabbisogno dello stato. La politica di Tremonti e quella di Prodi.
Pochi nel centro sinistra credono nel mercato. Nasce da qui la politica del “tassa e spendi” di Padoa Schioppa. I pericoli che corre il Paese

Bene, le mani a terra sono state saldamente posate.
Ora può succedere di tutto e l’anonimo che scrive sti articoli è comunque in sella.
Complimenti ottima dimostrazione di “camaleontismo” e “cerchiobottismo”.
Peccato che solo un anno fa eravamo sull’orlo della bancarotta fraudolenta!
Evviva! : allora possiamo ” correre il rischio che la manovra abbia effetti depressivi sulla ripresa. Se questa continuerà, sarà “nonostante Prodi” e non “grazie a Prodi”. “.
Diciamoci la verità. O non è questo un ottimo esempio di stupidità collettiva? Quando l’esecrato ed esecrabile Commenda , celebrato per la capacità di farsi gli “affari “ suoi ,intravisto il rischio di un voltafaccia dell’elettorato ( adescato dalle morbide fattezze del “mortadella” ma non messo sull’avviso dalla morbidezza dei di lui ragionamenti),ebbe a sussurrare di non credere all’esistenza di tanti “coglioni”,meglio avrebbe fatto a parlare di “imbecilli “ (termine inequivocabile ma più asettico,meno offensivo) ….forse avrebbe potuto essere più convincente !