A partire dalla prossima settimana, fino ai primi di luglio, all’Opera di Firenze vi saranno sei appuntamenti concertistici di grande rilievo, che costituiscono il cosiddetto extra festival. Intanto ricordiamo i primi tre.
Il primo di questi concerti (giovedì 9, ore 20) vede il ritorno di Zubin Mehta sul podio dell’Orchestra del Maggio, ma la vera protagonista è sicuramente il soprano tedesco Diana Damrau, che è da considerarsi una delle star più contese dei palcoscenici di tutto il mondo. Dopo aver debuttato nel 1995 a Würzburg con il ruolo di Barbarina ne Le nozze di Figaro, la cantante bavarese nel giro di pochi anni intraprende una prestigiosa carriera internazionale, che la porta anche ad inaugurare la riapertura della Scala nel 2004 con L’Europa riconosciuta di Salieri, sotto la guida di Riccardo Muti. Padrona di un repertorio che spazia dal ‘700 alla contemporaneità, nel concerto fiorentino accosta capolavori di Mozart, come le arie A Berenice… Sol nascente, composta per il compleanno dell’arcivescovo di Salisburgo, e Vorrei spiegarvi, oh Dio!, scritta come pagina alternativa per un’opera di Pasquale Anfossi, alle spumeggianti atmosfere viennesi di Johann Strauss. Fra i brani con la sola orchestra segnaliamo la Sinfonia in re maggiore “Il miracolo” di Haydn e l’ouverture da “Il pipistrello” di Johann Strauss Jr.
Il secondo appuntamento (sabato 18 giugno, ore 20) prevede ancora la presenza di Zubin Mehta sul podio, stavolta impegnato a dirigere orchestra e coro in uno dei capolavori assoluti della musica sacra, la Missa solemnis op. 123 di Ludwig van Beethoven. Dedicata all’arciduca Rodolfo d’Asburgo ed eseguita per la prima volta nel 1824, questa monumentale messa venne considerata dallo stesso autore la sua opera più riuscita, un lavoro poderoso privo di scopi liturgici, ma semmai espressione di un’intensa fede individuale. Ciascuna sezione della messa è concepita come un movimento di sinfonia e a questa coesione formale corrisponde l’unità spirituale dell’opera.
A fianco dell’Orchestra e del Coro del Maggio figurano quattro solisti: il soprano Ausrine Stundyte, il mezzosoprano Lioba Braun, il tenore Torsten Kerl e il basso Steven Humes.
Il terzo concerto dell’extra festival (domenica 19, ore 20) ha per protagonista una della bacchette più prestigiose in circolazione, il coreano Myung-Whun Chung, che dirige l’Orchestra Filarmonica della Scala. Quello di Chung, classe 1953, è il graditissimo ritorno di un direttore che è stato legato al teatro fiorentino fra la fine degli anni ’80 agli inizi degli anni ’90, allorché ricoprì la carica di Direttore Ospite Principale del teatro del Maggio e fu acclamato interprete di concerti ed opere quali Boris Godunov, Simon Boccanegra, Idomeneo, La leggenda dell’invisibile città di Kitez e L’olandese volante.
Nel prossimo concerto Chung dirige due grandi capolavori strumentali, la celebre Sinfonia in sol minore K 550 di Mozart e la colossale Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Mahler; quest’ultima venne conosciuta dal grande pubblico in Italia attraverso il capolavoro di Visconti “Morte a Venezia”, film che ha per motivo conduttore le note dello struggente Adagietto, penultimo movimento della sinfonia.
Per info e acquisto biglietti si veda www.operadifirenze.it

Lascia un commento