Il governo si arrampica sugli specchi.
Trecento e passa ordinanze in poco più di un mese. Statali regionali comunali.
Siamo nel caos e lo sappiamo e ce ne rendiamo conto. Ma non si può assistere all’assoluta carenza di un piano. Di una procedura un tantinello lungimirante. Non facile ma possibile. Troppi soloni intorno ai tavoli. In combutta piuttosto che in scontro fra loro.
Burattinai, senza offesa, che tirano fili, ma in modo scomposto in una pièce senza un uno straccio di canovaccio.
Troppe persone che comandano e si incontrano o scontrano in modo sgangherato.
Idea di sistema totalmente mancante. Trattare il dramma che stiamo attraversando, brancolando nella nebbia , lo trasforma in tragedia. Mentre nel governo se la cantano e se la suonano fra loro. E con le opposizioni. Fregandosene evidentemente del paese che va in malora.
Mentre, ora, i cartelli fuori dalle Rsa ostentano la scritta.”Tamponi per tutti”. Ora.
In momenti di crisi profonda, mentre si annaspa in acque procellose, la salvezza può venire solo aggrappandosi a una zattera, una sola, tanto ampia da contenere tutti. In attesa di trasbordare su un barcone ben timonato, che faccia rotta, magari non proprio diretta, a causa di inevitabili e non sempre prevedibili venti contrari. Ma verso un porto sicuro. Non in una serie di zatterine o zatterone che rischiano di scontrarsi fra loro o scontrandosi inevitabilmente davvero, andando a picco e formando vortici che rischiano di risucchiare il barcone.
Metafora retorica? Ebbene si, non c’è nulla di più chiaro della medesima escludendo giri di paroline o paroloni in cui spesso ci si perde e che ci rendono ancora più confusi. Perchè questo siamo, oggi.
Troppi soloni e grilli parlanti che ci riempiono di numeri e parole anzichè indicare linee guida sostanziose e sostanziali. E certe per quanto è possibile. Che non danno mai una risposta, riavvolgendosi sempre su se stessi. O mentono non sapendo di mentire. Forse.
Giuseppi si sveglia la mattina e si chiede a chi santo può votarsi, forse a Padre Pio, notoriamente suo padre spirituale, e non sa fare altro che circondarsi, in contingenza, di chi gli capita a portata di mano. Oggi, una task force probabilmente validissima. Quella dei 17, numero che non porta propriamente bene, per chi ci crede. Ma scelta comunque in esorbitante ritardo. La domanda sorge spontanea. Perché non l’ha coagulata prima?
E la coagulazione ci fa venire in mente l’eparina come se fosse un nuovo farmaco, panacea di tutti i mali. Quando sappiamo bene che, scoperta all’inizio del secolo scorso, da decenni ormai è usata come anticoagulante per eccellenza. E ora, pare, terapia d’eccellenza e risolutiva per pazienti covid. Se somministrata per tempo. Speriamo davvero.
Nessuno chiede miracoli, naturalmente, ma la fiducia è fondamentale, anche a livello psicologico di cui si parla poco. Il paese, i cittadini, quelli più fragili, usciranno depressi, se non devastati psicologicamente. E anche questo aspetto psicosomatico oltre a quello economico non è da sottovalutare.
Carla Ceretelli

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