• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I ‘gioielli di famiglia’ e la carta della cogestione

di Maurizio Ballistreri | 7 Ottobre 2013

Una soluzione per le crisi Telecom, Alitalia, Finmeccanica.

telecom2La vicenda della sempre più possibile acquisizione di Telecom Italia da parte della spagnola Telefonica e di Alitalia dall’Air France (per non parlare di Finmeccanica) rivela, con le querule grida da parte di governo e parlamento, la incapacità della politica nazionale di incidere sugli assetti economici del Paese.
E, nelle vicende specifiche, appare chiaro che le “finte privatizzazioni”, compiute a più riprese nella cosiddetta Seconda Repubblica, all’insegna della denuncia di Ernesto Rossi contro i monopoli privati, “privatizzare gli utili, pubblicizzare le perdite”, rappresentano l’abdicazione di una classe dirigente nei confronti del mercato. E in questa classe dirigente vanno ricompresi anche i leader sindacali italiani, che appaiono un po’ come il “Cavaliere inesistente” di Italo Calvino.
Eppure i casi Telecom, Alitalia e Finmeccanica dovrebbero consentire di rilanciare il dibattito sulle relazioni industriali in Italia. Nel nostro Paese, segnato a lungo dal prevalere di modelli sindacali fondati sul conflitto-contratto, è stato sempre visto con sospetto il richiamo ad esperienze straniere come quella della cogestione in Germania, che negli anni ’70 del ‘900 fu alla base delle rivendicazioni sindacali in Europa per la democrazia economica ed industriale.
In quegli anni si affermarono le tematiche della democrazia industriale, favorite dalle politiche di patto sociale dei governi socialdemocratici  e dall’evoluzione del quadro normativo comunitario. Il modello cogestionario ha in Germania il suo paradigma, le cui basi giuridiche ed economiche sono da ricercare nella Costituzione di Weimar del 1920. La prima esperienza risale al 1951, con la legge sulla Mitbestimmung nelle imprese carbosiderurgiche, in cui i rappresentati dei lavoratori partecipano pariteticamente all’organo di vigilanza, distinto da quello di gestione. Tale legge, imperniata su di un modello duale di governance aziendale, é stato esteso alle altre aziende tedesche con più di 300 dipendenti nel 1976 (oggi il limite è di 200), ma senza la pariteticità dei rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza. In materia di partecipazione, a partire dal 1970, si sono succeduti interventi normativi anche livello comunitario: la proposta di “Regolamento di Statuto della Società per azioni europea” presentata all’epoca dalla Commissione della Cee; la V Direttiva della Cee sulla partecipazione dei lavoratori agli organi di controllo societari in ambito comunitario del 1972 sul modello della cogestione tedesca.
Nel 1975 viene approvata la prima modifica dello Statuto di Società per azioni europea e nel 1980 la direttiva Vredeling sulle procedure di informazione e consultazione dei lavoratori a livello d’impresa e di gruppi multinazionali; questa direttiva ha costituito l’ispirazione della proposta di creazione dei Comitati Aziendali Europei nelle imprese o gruppi di imprese di dimensioni comunitarie del dicembre 1990.
Nel settembre del 1994 viene approvata in via definitiva la direttiva sulla costituzione dei Comitati Europei d’Impresa, che stabilisce un diritto d’informazione e di consultazione nelle aziende transnazionali di tutti i Paesi dell’Unione europea. La consultazione prevista è molto di più di un semplice confronto tra le parti, capitale e lavoro.
Lo scopo della direttiva infatti, è consentire ai lavoratori di influenzare le decisioni strategiche delle imprese, secondo un modello che, ad esempio, potrebbe consentire a lavoratori e sindacati italiani di avere preventivamente titolo per pronunciarsi proprio in casi come quelli di Telecom, Alitalia e Finmeccanica.

Pubblicato in : Primo piano

Info Maurizio Ballistreri

Professore di diritto del lavoro nel Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina, ha insegnato alla Luiss, nell’Università di Extremadura in Spagna, in seminari alla Sorbonne-Pantheon di Parigi, all’Università di Santiago de Compostela, all’Università economica di Cracovia, nelle Università di Kiew e Zagabria, autore di libri e di pubblicazioni scientifiche sui temi del diritto del lavoro e delle relazioni industriali. Avvocato di Cassazione e Revisore legale dei conti.
Già deputato socialista nella XIV Legislatura all’Assemblea Regionale Siciliana e dirigente sindacale della UIL, ha svolto importanti incarichi istituzionali quale consigliere di amministrazione dell’IRCAC, l’Istituto per il credito alla cooperazione della Regione siciliana, dell’Università degli Studi di Messina in rappresentanza del CNEL, della Società “Stretto di Messina” Spa.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti