
“C’è modo e modo di non allinearsi. C’è quello di Netanyahu e quello di Abū Māzen.”
I ribelli Houthi nello Yemen hanno minacciato di imporre un “blocco aereo totale” a Israele, trasformando gli aeroporti israeliani in bersagli, dopo l’attacco di ieri mattina all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. “Le forze yemenite invitano tutte le compagnie aeree internazionali a tenere in considerazione quanto affermato in questa dichiarazione, dal momento del suo annuncio e della sua pubblicazione, e a cancellare tutti i voli verso gli aeroporti nemici, al fine di garantire la sicurezza dei loro aerei e dei passeggeri”, si legge in una dichiarazione degli Houthi. Lo riporta Ynet.
L’Iran ”risponderà con forza se attaccato da Israele o dagli Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa iraniano Aziz Nasirzadeh citato dalla televisione di Stato iraniana, spiegando che Teheran ”prenderà di mira le basi e le forze armate ovunque e ogniqualvolta lo riterrà necessario”.
“Non faremo morire di fame Gaza, gli aiuti devono arrivare presto”. Lo ha detto prima della riunione del gabinetto politico-di sicurezza, il capo di stato maggiore Eyal Zamir, avvertendo il premier Benyamin Netanyahu e i ministri del ritardo nell’arrivo degli aiuti umanitari nella Striscia, come riferisce il notiziario della tv pubblica Kan. Finora i ministri sono stati fermi nel rifiuto di far passare qualsiasi aiuto verso la Striscia. Il gabinetto politico-di sicurezza ha deciso che Israele risponderà all’attacco degli Houthi all’aeroporto Ben Gurion. Lo riferiscono i media locali. Nella breve discussione telefonica che ha avuto luogo dopo l’attacco con missile balistico, a cui hanno partecipato il primo ministro Benyamin Netanyahu, i ministri della Difesa Israel Katz, delle Finanze Bezalel Smotrich, degli Esteri Gideon Sa’ar, della Sicurezza Itamar Ben-Gvir e alti funzionari della difesa, si è deciso di rispondere e di non tirarsi indietro. Qualsiasi risposta militare sarà in coordinamento con gli Stati Uniti. Netanyahu ha accusato il Qatar di essere responsabile del fallimento di un accordo che avrebbe portato al rilascio della metà degli ostaggi ancora a Gaza, ovvero di non aver usato la sua influenza affinché l’accordo fosse finalizzato. “Chiediamo ad altri di fare pressione non solo su Hamas, ma anche sul Qatar, che ha un’influenza decisiva di cui non sempre approfitta, ma che può sfruttare se vuole”, ha detto Netanyahu dopo l’incontro con il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides. “Gli attacchi degli Houthi provengono dall’Iran. Israele risponderà all’attacco degli Houthi contro il nostro aeroporto principale e, in un momento e in un luogo di nostra scelta, ai loro padroni del terrore iraniano”. Lo ha scritto su X il presidente israeliano, Benjamin Netanyahu, nel giorno in cui un missile è caduto nei pressi dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Ripostando un vecchio messaggio di Donald Trump sui legami tra gli Houthi e Teheran, Netanyahu ha scritto: “Il presidente ha assolutamente ragione”. Soldati e coloni israeliani hanno fatto irruzione e vandalizzato la casa di un’attivista palestinese, Issa Amro, protagonista di un recente documentario dell’emittente britannica Bbc, elogiato per aver fatto luce sulla difficile situazione dei palestinesi nella Cisgiordania occupata. I coloni si sono sentiti “incoraggiati dal cieco sostegno dell’amministrazione Trump”, ha denunciato l’attivista. “Un poliziotto”, ha concluso il racconto Amro, “e’ poi venuto a minacciarmi di non sporgere denuncia, altrimenti sarei stato arrestato”. I ministri del governo israeliano si sono riuniti ieri sera per votare sull’opportunità di intensificare le operazioni militari nella Striscia di Gaza. Nel frattempo l’esercito ha iniziato a richiamare migliaia di soldati riservisti in preparazione di un’offensiva su più ampia scala. Lo hanno riferito alcuni funzionari israeliani. Kiev riceverà un maggiore aiuto contro l’invasione russa: un sistema di difesa aerea Patriot, precedentemente basato in Israele, verrà inviato in Ucraina dopo essere stato ricondizionato: lo rivela il New York Times, citando quattro funzionari statunitensi, attuali ed ex, aggiungendo che gli alleati occidentali stanno discutendo la logistica di un eventuale trasferimento di un altro sistema Patriot da parte di Germania o Grecia. Patriot è un missile terra-aria statunitense per la difesa tattica di punto (ovvero di una base militare, una città o una piccola provincia). Un simile tema ci porterebbe lontano primo ministro Netanyahu.
Giuseppe Basilico

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