Confessiamo subito. Abbiamo profittato delle falle nella guardia pretoriana di Matteo Renzi, il mitico “giglio magico” ed anche di qualche nostra non secondaria conoscenza. In fin dei conti fummo suoi sostenitori della primissima ora, la presa di Palazzo Vecchio, quando non bastava credere, obbedire e combattere, ma ancor più ci volevano coraggio ed incoscienza (doti che Matteo aveva in abbondanza, tanto da essere contagioso). Così siamo riusciti nell’impresa che ci eravamo prefissi: vedere e ascoltare da vicino questi famosi gufi e vecchi equilibri di potere che si permettono di intralciare l’azione del Governo. Evocati, attivissimi, pronti a cogliere qualsiasi occasione pur di non consentire di “finalmente fare le cose che gli Italiani attendono da settanta anni”, se ne stanno sempre nascosti. Nessun selfie in Internet, non una foto sui giornaloni o giornaletti: una ghiottissima occasione per Pensalibero di realizzare quello scoop che possa dare accesso a qualche sovvenzione o convenzione che garantirebbe al sito degli sciaguratissimi laici, liberali e socialisti superstiti una vita meno grama.
La soffiata ci ha condotto nella piana, ai margini nord-ovest di Firenze, dove sono presenti in grande abbondanza gli esponenti residui di quel mondo che oppone la maggiore resistenza alle riforme attese e ai nuovi radiosi equilibri della società italiana, civile o incivile che sia: artigiani, piccoli imprenditori, operai e impiegati, adusi ad un benessere inappropriato, per mantenere il quale da molti anni si impegnano ad ogni sorta di sotterfugi: casette in proprietà che passano di padre in figlio; famiglie che restando unite e sommando i redditi arrivano a permettersi le vacanze e perfino due auto da utilizzare in cinque sei persone, l’Università per quelli che ne hanno voglia, sostegno ai giovani per mettere su famiglia e casa nuove. Ecco, questi privilegi anacronistici vorrebbero mantenerli col rischio di vanificare tutto il nuovo che stiamo costruendo in Italia.
La vispa e arzilla novantenne, che abbiamo visto girovagare per la casa, veniva, in passato, spacciata per matta, demente, se preferite. E trascorreva mesi e mesi in moduli speciali per malati di Alzheimer a spese nostre. Oggi, le visite più accurate hanno smascherato l’abuso: un’ora di assistenza domiciliare garantita dalla ASL, e rizzati. Anche per ribadire il valore della famiglia cellula basilare della società. Anche con i vicini le cose sono state sistemate: è stato riconosciuto il diritto del nonno ad essere addirittura ricoverato in RSA perché non autosufficiente. Naturalmente, visto il successo della politica sociale del governo e delle richieste, gli toccherà attendere. Degli anni, certo, e per questo brontolano e gufano. Eppure, nessuno ha messo in discussione il diritto ad essere assistito! Il capofamiglia, nonostante l’aspetto di robusto sessantenne, non vede l’ora di andare in pensione per scaricare sulla collettività l’onere del mantenimento (ci sarebbe già andato con le vecchie e dissennate regole della Previdenza). Si lamenta, anche, perché non gli è più consentito di scialacquare con i medicinali e gli esami diagnostici. Da tipico malato immaginario, sarebbe capace di sperperare una fortuna. E, infatti, ha confessato che, da quando deve pagare lui, ha diradato queste pratiche.
Potremmo andare avanti a giornate con le loro gufate ed il tramestio per ostacolare l’avvento del nuovo: le tasse più adeguate alla buona scuola, il lavoro ad intermittenza del figlio e della figlia, l’inaccessibilità del ragazzo al mutuo per mettere su casa. Fingono di non capire e non accettano che le banche diano la precedenza alle imprese per garantire la ripresa che già fa vedere come l’Italia da grosso problema è diventata indispensabile risorsa per la crescita europea, tanto da scalare le vette dei paesi industrializzati a livello mondiale. Che pena, vederli così rintanati nei vecchi pregiudizi e, al tempo stesso, consapevoli che, ormai devono rassegnarsi: si asciughino pure le lacrime. Ma attenzione ad abbassare la guardia, sono pericolosi. I gufi e i vecchi equilibri che ostacolano le santissime riforme a prima vista si presentano come gente normale.

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