In risposta a un intervento di Helmut Schmidt segnalato da Claudio Bellavita – che si può trovare all’indirizzo http://roserosse.wordpress.com/category/documenti/

Mi permetto di evidenziarli:
“Noi tedeschi abbiamo ricostruito la nostra grande potenza, lo abbiamo fatto, certo da soli, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto delle potenze occidentali, senza la nostra integrazione nella Comunità europea, senza l’aiuto dei nostri vicini, senza gli sconvolgimenti politici in Europa Centro-Orientale seguiti alla dissoluzione dell’Urss. Abbiamo molti motivi di essere grati. E abbiamo il dovere di dimostrarci degni della solidarietà ricevuta”.
1. L’UNIFICAZIONE TEDESCA NON SAREBBE STATA POSSIBILE SENZA L’OMBRELLO FINANZIARIO E POLITICO DELL’UNIONE EUROPEA. I TEDESCHI SONO IN DEBITO, NON IN CREDITO NEI CONFRONTI DELL’EUROPA
…sono d’accordo con Jurgen Habermas, che ha recentemente affermato che (cito testualmente ) “Abbiamo fatto l’esperienza per la prima volta nella storia dell’Unione europea di un degrado della democrazia”. Infatti: non solo il Consiglio europeo, compreso il suo presidente, proprio come la Commissione europea, compreso il suo presidente e i vari Consigli dei ministri e tutta la burocrazia di Bruxelles hanno congiuntamente messo da parte il principio democratico.
2. L’UNIONE EUROPEA DI OGGI RAPPRESENTA UN ARRETRAMENTO (SE NON UN RIBALTAMENTO) DELLE REGOLE DEMOCRATICHE – A PARTIRE DA QUELLA ESSENZIALE, “NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION”
… i paesi della zona euro devono mettere in atto regolamenti finanziari comuni. Dalla separazione tra normali banche commerciali e banche di investimento, al divieto di effettuare vendite allo scoperto di titoli in una data futura, dall’ impedire il commercio di prodotti derivati, se non sono approvati ufficialmente dalla Securities and Exchange Commission, fino a un sistema di ritenute efficaci su determinate operazioni finanziarie.
3. OCCORRE INVERTIRE LA TENDENZA AL TRASFERIMENTO DI RISORSE DALL’ECONOMIA REALE ALLA FINANZA: LA SEPARAZIONE TRA LE BANCHE COMMERCIALI E LE BANCHE DI INVESTIMENTO E’ UNA CONDIZIONE IMPRESCINDIBILE PER TORNARE ALLO SVILUPPO
… non dobbiamo propagare in tutta Europa una politica di deflazione estrema. Occorre avviare progetti per finanziare la crescita e il miglioramento. Senza crescita, senza lavoro, nessuno Stato può ristrutturare il proprio bilancio. Chi crede che l’Europa possa essere maestra solo nel risparmio, dovrebbe leggere qualcosa sull’impatto fatale della politica deflazionista attuata da Heinrich Brüning nel 1930/32. Ha innescato una depressione e un livello intollerabile di disoccupazione e pertanto avviato alla caduta la prima democrazia tedesca.
4. L’ARRESTO DELLA CRESCITA NON PORTA AL RISANAMENTO, PORTA AL NAZISMO
C’è qualcuno disposto a parlarne o (addirittura a fare politica) partendo da questi concetti? O il nostro unico imperativo è salvare le banche perché tornino a creare i presupposti di un “triple dip”? Il Montismo ha vinto, a destra come a sinistra, anche nelle coscienze?

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