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Hanno votato con la pancia e rimarranno nelle parti basse dell’organismo.

Ora questo grande wild bunch (mucchio selvaggio) dovrà proporsi il problema, viste le dimissioni del Presidente Renzi, di formare un nuovo programma e un nuovo Governo.

di Giacomo Properzj | 6 Dicembre 2016

Trotskysti, nazionalisti anti europa, neo malagodiani, paleoberlingueriani, borgatari missini, giustizialisti, magistrati corporativi, neo spartachisti di Rosa Luxemburg, seguaci del poeta Ezra Pound, moderati cattolici lefebvriani, neo liberisti della scuola di Chicago, radicali pannelliani, iscritti ufficiali (223) al Partito Repubblicano Italiano, hanno costituito un fronte per votare contro le riforme costituzionali, fronte del NO, che ha avuto un grande successo elettorale nella giornata di ieri. Successo di partecipazione e successo di voto.

Ora questo grande wild bunch (mucchio selvaggio) dovrà proporsi il problema, viste le dimissioni del Presidente Renzi, di formare un nuovo programma e un nuovo Governo. Avremo forse un D’Alema – Salvini? Salvini ha dichiarato di essere pronto perché ha fatto studiare dai suoi esperti (sic) un programma immediatamente esecutivo per il Governo. Quanto a D’Alema l’ha già proposto nel corso della campagna elettorale e consiste sostanzialmente nella costituzione di una commissione a carattere mediatorio tra Camera e Senato, diciamo una terza istituzione.

Quanto ai seguaci del comico Grillo si sono presentati in massa alla conferenza stampa notturna spintonandosi e dichiarando di volere nuove immediate elezioni anche col sistema “Italicum” che loro hanno sempre avversato ma che adesso, probabilmente è un consiglio della Casaleggio Ass., verrebbe buono per il tentativo di una maggioranza assoluta col ballottaggio.

Quanto al caro vecchio Cavalier Berlusconi sarebbe favorevole a una grande tavola con dentro tutti quei cartelli che noi abbiamo inizialmente indicato per arrivare a una soluzione di compromesso: purtroppo non tiene conto della propensione allo scontro fisico dei No Tav seguaci di grillo, dei trotskysti seguaci di Pippo Civati e degli amici di Casa Pound qualificati al massimo livello nella graduatoria dei picchiatori.

Del resto poche cose resterebbero da fare: un aumento di 5 miliardi per il Monte dei Paschi se no fallisce, un aumento in 10 miliardi per l’Unicredit se no non va a vanti il suo piano aziendale, il collocamento a qualche volonteroso di 6 banche in stato di pre-fallimento, la richiesta di un congruo numero di miliardi alla Comunità Europea per sopperire alle spese di oltre 200.000 rifugiati e molti più terremotati, la necessità di aumentare le emissioni di titoli del debito pubblico a tassi crescenti anzi sempre più crescenti.

Poche cose da fare e un gran brindisi per la vittoria del NO.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : EditorialeTag: banche, berlusconi, campagna elettorale, commissione, comunità europea, conferenza stampa, cose da fare, costituzione, debito pubblico, dichiarato, dimissioni, elezioni, europa, fallimento, governo, massa, monte dei paschi, nuovo governo, radicali, renzi, riforme, scuola, soluzione, unicredit

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Francia

    12 Dicembre 2016 alle 20:04

    In ogni caso, il “dopo Renzi” si dimostra un nulla di fatto, stessi ministri invisi all’elettorato, bocciati perché incapaci di fare una legge, come la Madia, e promossi per capacità di lecchinaggio. Mattarella si dimostra un uomo senza personalità, distante dal Paese.
    Con questo bis, mettendo poi Alfano agli esteri, si scavano la fossa e spero che gli elettori se lo ricordino. Una manfrina, un teatrino vomitevole.
    Ma, meglio cosi, almeno sappiamo che Renzi è ancora in sella, e che non abbiamo un Presidente della Repubblica degli italiani, ma un burattino di Renzi.
    W l’Italia.

    Rispondi
  2. Paolo Francia

    7 Dicembre 2016 alle 16:23

    nella pancia si trova l’intestino, considerato l’altro cervello del corpo, talmente importante che pare che anche le malattie neurodegenerative, insorgano a partire dall’intestino! Talmente importante che continua a vivere dopo che il cervello in ascensore è gia fuori gioco.
    Un voto di pancia, di cuore, di passione. Un bel voto, comunque vada a finire, una giornata che rimarrà storica, tutti dovrebbero rallegrarsene.

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      12 Dicembre 2016 alle 11:28

      Per rallegrarsi bisogna avere buon carattere e poco cervello.

      Rispondi
      • Paolo Francia

        12 Dicembre 2016 alle 17:31

        Se il “cervello” è quello di coloro che hanno proposto una schifezza del genere agli elettori, meglio non averne neanche poco.Dignità zero in ogni caso.
        Ripeto, il 4 dicembre è giorno di Liberazione del quale ci si rallegra (con o senza cervello) e il 5 , va da sé, 5 stelle. Le stelle sono tante, milioni di milioni…….
        Con tanti miei colleghi musicisti, abbiamo deciso di dare un nome a questa giornata, si sarebbe trattato senza dubbio di “Exultate, Jubilate”.
        Non mi dica che “ride bene chi ride l’ultimo”, perché come si devono assumere le sconfitte, è giusto rallegrarsi per le vittorie.
        O vuole togliere anche quello?!?

        Rispondi
        • Giacomo Properzj

          17 Dicembre 2016 alle 11:37

          “Exsultate, jubilate,
          o vos animae beatae…”
          Chi mai vorrebbe impedire il canto di questo mottetto mozzartiano? Occorre ricordare che fu composto per un castrato.

          Rispondi
          • Paolo Francia

            17 Dicembre 2016 alle 16:35

            Se preferisce “Ritorna Vincitor”….

          • Giacomo Properzj

            21 Dicembre 2016 alle 10:50

            Veramente è poi finito chiuso in un sotterraneo.

  3. Silla Cellino

    7 Dicembre 2016 alle 10:22

    Se ho trovato interessante questo articolo? Certamente: una foto perfetta. Manca ciò che deve esser fatto, se non si vuole un D’Alema-Salvini o un Casaleggio.jr-Civati, dioneguardi un Meloni-Fratojanni-Brunetta, ma nel pd sta avanzando l’idea che c’è ancora tempo per pensarci.

    Rispondi
    • Giacomo Properzj

      12 Dicembre 2016 alle 11:30

      Mi pare che ci sia una certa concordanza dai vari fronti per le elezioni al più presto. Sarà difficile.

      Rispondi

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