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Carmela Panariello Franchini
I
c’è un pulcino
allo specchio.
si asciuga la criniera.
II
da sveglio,
conti le pecore.
nel sogno,
escono dal recinto.
III
nel bicchiere
tracce di cascate impetuose.
memoria.
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Manuela Agostinelli
IV
Ho accorciato
l’orlo al giorno
impaziente di noi
V
Ho bevuto
luna e malvasia.
Il mare vestito
di lucciole.
VI
Ho aperto
una finestra
sulla possibilità.
Vacillo.
***
Rossella Giordano
VII
Mi stacco da te
e l’anima disciolta
in pioggia cade
VIII
Sfidano lampi
e bufere di vento
i veri sogni.
***
Mariella Guerrini
IX
… rotoli di paglia
color oro
nei campi
appena aratri …
X
… cadra’ la neve
questo inverno …
ricordo, ero con te.
XI
Cielo pieno di stelle,
osservo
incantata e sola…
***
Giovanna La Cava
XII
muri
in pietra viva
oltrepassano il tempo
immutati
XIII
dalla cruna dell’ago
passa il gatto
e si butta
nel latte.
***
Roberto Momi
XIV
Da ogni punto
posso partire
sarà li che
poi ritorno
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INFORMAZIONI

Caratteristica del primo modo a 17 sillabe (stile) è che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Caratteristica del secondo modo è che i tre versi dell’Haiku trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia.
Questo secondo modo può verificarsi con il primo verso che introduce un argomento che il secondo approfondisce, laddove, poi, il terzo verso propone una opposizione di contenuto che ha, sempre e comunque, una relazione con l’argomento introdotto.
Ma potrebbe anche essere il primo verso a proporre il solo argomento, con il secondo e terzo verso che sviluppano un nuovo argomento, mettendolo in relazione con il primo.
Si deve annotare che Basho, uno dei massimi poeti di Haiku, dopo aver letto una composizione di un discepolo osservò: “Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine”.
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NOTA
Il concorso italiano degli haiku segnala il componimento suddiviso nella sillabazione 5-7-5 : si può visitare il sito www.aurorablu.it/haiku/haiku.htm ( il manifesto italiano degli haiku si ritrova alla pagina http://www.cascinamacondo.com/pdf/haiku_2005/MANIF_it.pdf ), . ma, per le regole “permissive” di distinzione tra sillabazione metrica o ortografica e per altre eccezioni e per i temi che dovrebbero essere proposti, non si crede che il ritmo “stretto” 5-7-5 sia funzionale agli scopi che il gruppo (“gli haiku della formichina”, cui riferisce questa rubrica) si prefigge; che, a ben ricordare è il ri-uso della lingua (italiana) e la sintesi espressiva del pensiero. Siamo, d’altronde, anni luce lontani sia dalla scrittura che dalla fonica giapponese e nessuno vieta di essere per conto nostro “rivoluzionari”; introducendo uno stile diverso sempre nel rispetto della sillabazione 17 o 19, ma che investa temi non soltanto naturalisti ma anche sociali , morali, etici, politici che l’haiku “classico” non potrebbe tollerare.
Molti autori, d’altronde, (Hekigodō, Hōsha) hanno sostenuto l’esigenza di svincolarsi dagli schemi tradizionali (5-7- 5) improntando la composizione poetica su un verso libero (“scuola del verso libero”).
Per quanto possibile, in questo gruppo ci alleniamo sulle 17 e 19 sillabe.
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