Non si possono lamentare gli esponenti DS, PdCI e di Rifondazione per le polemiche che periodicamente li investono ogni volta che si manifestano i delinquenziali eccessi dell’ estremismo di sinistra, come nel caso ultimo della guerriglia urbana scatenata a Milano da no-global e centri sociali.
Sono, infatti, fenomeni ascrivibili a pieno titolo al loro album di famiglia.
Non si tratta di mettere in discussione il rifiuto della violenza di questi partiti.
Piuttosto vengono al pettine i nodi dei loro atteggiamenti ambigui, al limite della condiscendenza. Viene al pettine il nodo di una propaganda che spesso va oltre le righe e quello antico della tendenza a dipingere gli avversari politici come autentici criminali. Non tutti, nelle famiglie allargate della sinistra e della destra radicale hanno poi la capacità di rientrare nei limiti al momento giusto.
Guerriglia di Milano: al pettine i nodi della condiscendenza
Viene al pettine il nodo di una propaganda che spesso va oltre le righe e quello antico della tendenza a dipingere gli avversari politici come autentici criminali.

Il premio Nobel(!) Dario Fo denuncia di aver visto le provocazioni della Polizia contro i ragazzi ,la sig.ra Franca Rame condanna le violenze in quanto era “il momento sbagliato………
Ma di quali atteggiamenti ambigui state parlando ,non riesco a capirlo!
E’ lo stesso modus agendi che portava una certa sinistra di matrice comunista ad avere atteggiamenti ambigui nei confronti delle Br: non si riusciva infatti a prescindere dalla convinzione che vi fosse una sorta di unità di intenti per la causa comune della dittatura del proletariato.
Quanto il grande regista John Frankenheimer mise in bocca questo ragionamento ad Andrew McCarthy nel magnifico “L’Anno del Terrore” (1992), la critica cinematografica militante boicottò il suo film, e a tutt’oggi il Mereghetti lo considera “un passo falso” . La storia, purtroppo, è ciclica, perchè la classe dirigente non si rinnova e l’ideologia rimane immutata.
“Ne uccide più la lingua che la spada!”
“calunniate, calunniate, qualcosa resterà!”
Potremmo aggiungerne a iosa di questi modi (saggi di dire) ma la realtà è che non siamo ancora usciti dal DOPO CADUTA DELL’IMPERO SOVIETICO.
Diciamo la verità! La morte del Prof Biagi è ascirvibile a chi ha inveito a squarciagola nelle piazze, così come l’odio all’on Berlusconi proviene da lontano ma soprattutto da chi non aveva alcun ragionamento politico serio da contrapporli.
E’ il linciaggio morale che provoca poi la violenza fisica!!!!!
Non è un’affermazione gratuita e porto un modesto esempio: se i vicini di casa, senza dati di fatto, mettono in giro la voce che la figlia di tizio è….. la gente comincia a pensare che è vero. E poco dopo qualcuno prende il coraggio di importunarla. O no!
E’ normale quindi che: “Chi semina vento raccolga tempesta”, e non deve “piangere sul latte versato”.
La verità è che abbiamo ancora una SINISTRA INFANTILE: maestra nel rivendicare e fomentare; ripetente come Pierino nell’apprendere l’arte del governare (che non si confonde con COMANDARE).
Preoccupa ulteriormente il fatto che siamo tornati agli inizi degli anni ’70, senza aver appreso niente dalla storia e che si continui a giustificare i “COMPAGNI CHE SBAGLIANO!”
Siamo seri : questa volta non c’è stata condiscendenza ,ma condanna da tutte le parti politiche.Quel che è giusto è giusto.
Si tratta solo di aspettare qualche giorno. Sino all’emergere di qualche ripensamento filosofico….se certi giovani si comportano così ,una qualche responsabilità anche il Berlusconi la deve assumere….è evidente,no ?