
Sulle situazioni critiche certamente pre-esistenti per ragioni del tutto endogene (la rivolta “ambientalista” dei ValSusini contro la TAV, le ondate estive delle migrazioni da Sud a Nord del Mondo) si inseriscono ,in un contesto internazionale confuso e privo di un ordine decente, fattori esterni che strumentalizzano ed usano queste crisi contribuendo al caos, destabilizzando con gli strumenti propri di una guerra che è “ibrida” proprio perché combattuta con altri mezzi.
Ed infatti assistiamo a Cyberattacchi che Colpiscono reti informatiche, ospedali o servizi essenziali. Tutto condito ed amplificato nella rete che Diffonde notizie false per rompere la fiducia nelle istituzioni, evoca scenari apocalittici.
La lettura dei giornali italiani orientati verso la destra conservatrice o estrema titolavano con buona dose di comicità involontaria :
“volevano rifilarci i migranti” (Libero)
“insicurezza democratica” (Il Tempo)
“Confini Blindati” ( Il Giornale) in un crescendo sensazionalistico ed allarmistico usato a bella posta per terrorizzare chi é già terrorizzato quotidianamente dalla propaganda che non riguarda più solo destre minoritarie ma che vede nientemeno che il Presidente degli Stati Uniti in testa nel Vaticinio della futura scomparsa della civiltà Occidentale e della invasione imminente o permanente.
Tuttavia c’è una questione che non è sfuggita e che a quarant’otto ore della invasione di migranti marocchini nell’ enclave spagnola di Ceuta é emersa con evidenza.
La prima riguarda il ruolo passivo delle autorità del luogo che hanno “incentivato” (e c’è chi sospetta organizzato) questo esodo di massa; la seconda il crescente interesse dell’amministrazione americana (e di quella israeliana) nel sostegno al Regno del Marocco in termini economici e militari ( il National security investment program ed il fondo speciale per i finanziamenti militari) per ben 40 milioni di dollari. Finanziamenti che spingono una politica aggressiva verso la Spagna che si è spinta a teorizzare la rivendicazione territoriale marocchina su Ceuta promontorio simmetrico a Gibilterra in terra africana ma di secolare dominio iberico, fondamentale per il controllo dei commerci che provengono da Occidente.
Non è d’altronde una supposizione fantasiosa, ma è la ricostruzione che ne fa il New York Times in queste ultime ore.
Ad esse si sono aggiunte naturalmente le propaganda della fasciosfera, la ribattuta costante ed ossessiva di tutte le testate russe e di blog che hanno inondato la rete in queste ultime 48 ore. ( il Marocco é il quarto fornitore di benzina alla Russia)
In questa Guerra ibrida, purtroppo che coinvolge l’Unione Europea e la stabilità stessa delle nazioni europee è mancata una solida risposta congiunta, temendo il peggio si sono messe mani avanti rifiutando di vedere osservare che anche l’uso politico spregiudicato delle migrazioni siano esse spinte dalle mafie che le organizza o dalle stesse nazioni africane é parte di una guerra comune che dobbiamo combattere con tutti i mezzi, perché quel che è avvenuto a Ceuta, avviene sulle coste e sulle piccola isola di Lampedusa, e quando avviene non vogliamo e non dobbiamo essere lasciati soli. Per questo il voltafaccia nei confronti del governo Sanchez per ragioni di esclusiva propaganda politica interna è stato un errore che non ha nulla a che vedere con la preventiva difesa dei nostri confini che nel caso di Ceuta non avevano nessuna possibilità né ragione di essere varcati da un ingente massa di migranti clandestini.
Bobo Craxi

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