La Russia ad oggi sta combattendo diverse guerre all’interno del suo impero. Il fronte ucraino è uno dei tanti che Putin sta affrontando, per schiacciare la richiesta di libertà ed indipendenza.

Per ora la strategia russa si è basata attraverso la minaccia e la guerriglia, forte del fatto che i confini dell’Ucraina non sono segnati, come ad esempio in Italia, da barriere naturali. L’indipendenza dell’Ucraina è una spina nel fianco della Russia che concepisce solo la forza ed il sangue come metodo di sopraffazione e di comando. La Russia ad oggi sta combattendo diverse guerre all’interno del suo impero. Il fronte ucraino è uno dei tanti che Putin sta affrontando, per schiacciare la richiesta di libertà ed indipendenza. L’Europa e gli USA devono porre un impegno maggiore per preservare la nostra libertà da un possibile e minaccioso invasore. Si stanno presentando di nuovo le condizioni che portarono il mondo all’esperienza della seconda guerra mondiale. L’opinione pubblica italiana come il resto dell’Europa deve comprendere la gravità, prima che essa possa essere coinvolta in un grande conflitto. La libertà dell’Ucraina e la sua indipendenza, è fondamentale per la pace e il progresso tra i popoli. Putin sta cercando di mimetizzarsi agli occhi del mondo, colpendo con militari senza mostrine e fornendo armi pesanti ai mercenari russi come hanno fatto prima in Crimea ed oggi nella zona del Donesk Donbass. Del sangue che sta scorrendo è esclusivamente responsabile Putin che non può apertamente invadere il paese, anche se sarebbe facilissimo. I labili confini permetterebbero in pochi giorni di occupare Kiev. Per evitare un’azione diretta, la Russia adotta una strategia di combattimento che prevede di attaccare le zone più deboli del paese. La Crimea è stata la prima perché lì c’è il porto militare di Sebastopoli, strategico per avere la flotta Russa nel Mediterraneo. Il Donbass è una regione povera, ma storicamente piena di delinquenza e difficile anche ai tempi di Stalin. Yanukovich, ad esempio era sindaco di Donesk. Parla russo e pochissimo l’ucraino, tanto da essere preso in giro quando si provava a parlarlo. Il punto di forza di Putin, dunque, è proprio la lingua. Nel secolo precedente Stalin svuotò l’Ucraina con feroci deportazioni d’interi paesi, sostituendo la popolazione con quella russa. L’Ucraina è anche per questo motivo bilingue. Su quest’equivoco Putin fa leva e gioca sporco, cercando di creare nel giovane Stato indipendente, di scatenare una guerra civile. Lo aveva già tentato in Georgia ai tempi delle olimpiadi di Pechino uscendo alla fine con una sconfitta. Da quel giorno la Georgia si è resa ancora più indipendente dall’ex impero sovietico. E’ necessario boicottare tutte le iniziative della Russia e non ultima, l’immediata espulsione da questi mondiali di calcio della sua nazionale. E’ necessario, prima che sia troppo tardi un’azione clamorosa di protesta.

Lascia un commento