
Ennesima polemica a Firenze per una discutibile decisione del sindaco Domenici che ha ritirato il patrocinio del Comune al Premio Firenze. Si tratta di una manifestazione culturale che da 25 anni viene organizzata dal centro culturale “Mario Conti”. Quest’anno il primo premio è stato attribuito a Lelio Lagorio per il libro “L’ora di Austerlitz” . La giuria ha attribuito il secondo premio a Pietro Ciabattini per “Il Duce, il Re ed il loro 25 luglio”. Ciabattini, 80 anni, è stato nella Repubblica di Salò quando di anni ne aveva 16 ed è la “pietra dello scandalo”. Tutto era già pronto per la cerimonia di premiazione in Palazzo vecchio (come ogni anno) con tanto di chiarine, gonfalone e discorso del rappresentante dell’amministrazione, quando improvvisa è esplosa la polemica. Prima i partigiani dell’ANPI, poi gli esponenti dell’estrema sinistra hanno chiesto di ritirare il patrocinio per la presenza fra i premiati di un repubblichino. Una presa di posizione che si spiega, a sessanta anni di distanza, solo con le polemiche contro il “revisionismo storico” determinate dai libri di Giampaolo Pansa. Su questo episodio ha preso posizione il Gruppo dei Centouno di Firenze con il comunicato che pubblichiamo di seguito.
In un Paese in cui ex tutto ( ex fascisti, ex comunisti, ex brigatisti, etc) hanno ricoperto le più alte cariche dello Stato; soprattutto in una città nella quale un sindaco che aveva elevato la tolleranza a propria religione è stato prima indicato a bersaglio da una vergognosa campagna denigratoria e poi assassinato e dove suo figlio è stato per venti giorni in sciopero della fame senza ricevere risposte alle sue semplici e legittime domande; in questo Paese e questa città è incredibile avere dato vita ad una campagna intimidatoria per l’assegnazione di un premio, nemmeno il primo, all’opera di uno scrittore ex repubblichino.
Certo cultura e politica non vivono in stato di incomunicabilità. Ma la libertà di espressione di ogni autore e la libertà di giudizio di ogni giuria non possono essere condizionate dalla polemica politica.
Il Gruppo dei Centouno giudica uno sbaglio il ritiro del patrocinio del Comune di Firenze ad una manifestazione culturale con più di venticinque anni di vita. E per la propria matrice laica e liberalsocialista, lontana da ogni forma di totalitarismo e di violenza, invita tutti coloro che hanno condannato la presenza in Palazzo Vecchio di un ex repubblichino, a fare altrettanto di fronte ad esponenti di ideologie e movimenti responsabili di fatti altrettanto aberranti.
Da parte di costoro sarebbe doveroso un gesto di effettiva solidarietà con Lorenzo Conti e la sua civile battaglia per fare luce sugli aspetti ancora oscuri della stagione del terrorismo, in primo luogo sull’assassinio dell’ex sindaco repubblicano Lando Conti ad opera delle Brigate rosse.
Gruppo dei Centouno

Le forze politiche che governano in Palazzo Vecchio, nella Provincia e in Regione rispecchiano l’inconsistenza intellettuale, morale e culturale di una città che si bea della propria caricatura di metropoli cosmopolita. Solo affittacamere, gelatai, studenti meridionali, antifascisti dell’obbligo, congressisti della scarpa o del trapianto dei capelli, accademici e pizzaioli tunisini – i migliori ormai! – fingono di non vedere il cupo squallore di Firenze, l’assenza di un’idea appena coerente con la sua storia, che non sia la stupida cantilena dell’accoglienza, dei diversamente facenti e diversamente pensanti, o del lapiriano dialogo tra città disgraziate. Infine perché stupirsi di Domenici? E’ un bigotto cattolico, naturalmente ateo, e come tutti i sedicenti sinistri da bigotto non può che trasformare la Resistenza in un rosario da sgranare il 25 aprile, l’11 agosto e, non dimentichiamolo, il 4 novembre. Come i suoi compari di giunte regionali e provinciali, anche Domenici quando parla riesce a dar bene l’idea d’aver prima pensato. E così 200.000 vecchi rimbecilliti, più del 50% della popolazione fiorentina, sono contenti, sbavano nel volontariato secondo il famoso motto cattocomunista “oggi io raccatto la merda a te e domani tu raccatti la merda a me”, mai però senza aver prima ciucciato frittelle e bistecche. Quindi il repubblichino Ciabattini non deve porsi problemi, appena diventerà incontinente gli antifascisti dell’obbligo, col rosario alle labbra correranno e lo soccorreranno. O dio bono, Firenze un n’è sempre più bella sotto un manto di stelle? Antonio Dani
Gli eroici partigiani comunisti,”antifascisti” del sessantennio 1946/2006,hanno cercato di giustificare l’esistenza della loro associazione chiedendo l’applicazione della censura di regime ad una manifestazione culturale,ad un premio letterario.Il fatto grave è che l’abbiano ottenuta,trovando nell’attuale sindaco e nei suoi compagni i funzionari rossi pronti ad accontentare ed a servire la loro vecchia e resistente violenza.I liberali vedono in questo episodio una conferma della intolleranza,della inadeguatezza culturale della giunta sedicente di sinistra che malgoverna Firenze.
Domenici ha motivato la sua decisione dicendo che è una difesa dell’identità della città che poggia su due date cardine: il 25 aprile e l’11 agosto. Ora, sentir dire ciò da uno che entra ogni giorno in Palazzo Vecchio e si assiede nello studio di Leone X, porta a chiedersi se Firenze, prima del 25 aprile, fosse per caso un villaggio di pastori sulla riva dell’Arno, privo di ogni peculiarità che ne delineasse l’identità. Dunque, possiamo metterla così: Firenze è un miraggio, il suo sindaco un ologramma. Amen.
C’è chi passa tutto il suo tempo ,beandosene ,non già pensando a come affrontare e risolvere i problemi sociali,economici,politici ed umani della società contemporanea , ma piuttosto a sventolare bandierine ! Attività certo non vietata , ma quando si frammista alla supponenza ,all’arroganza ed all’intolleranza , diventa una minaccia per la quiete e la pace quotidiana , e disturba comunque tutti i lavori e le intraprese delle persone di buona volontà. Diciamo a certi figuri e figuranti di smetterla!