-Caro Grillini, la tua scelta di aderire all’IDV ha fatto discutere e ha colto di sorpresa molte persone, tra cui il sottoscritto. Ce la vorresti raccontare?
E’ molto semplice, dopo lo scioglimento (a cui mi sono opposto con tutte le mie forze) dei Ds ho deciso di non aderire al Pd per coerenza e per incompatibilità con i Teodem della signora Binetti che definisce gli omosessuali come “malati”. Dopo una breve militanza nel Ps seguendo il
criterio della laicità sono approdato all’Idv dove a mio parere sarà possibile portare avanti le mie battaglie di sempre sui diritti civili.
Nell’Idv si è aperto uno spazio di discussione e di impegno ed è
così iniziata per me una nuova avventura politica.
-Quando i DS si sono sciolti per dare vita al PD tu hai preferito
candidarti nel Partito Socialista, nell’IDV non c’è un atteggiamento
eccessivamente anti-socialista? Come sei stato accolto?
Non mi sembra che ci sia un atteggiamento antisocialista, anzi, ho scoperto
che sono tanti gli ex socialisti che militano nell’Idv, per esempio a Roma.
La mia militanza nell’Idv comincia dal territorio cioè dall’Emilia Romagna e
agli incontri con il gruppo dirigente regionale e bolognese sono stato
accolto molto bene, cosa di cui sono piuttosto contento.
-Alle politiche eri nelle stesse liste di De Michelis, ora ti
ritroviamo nelle fila del partito di Di Pietro. Ti definiresti ancora
un garantista?
Lo ero e lo sono. D’altra parte in questi ultimi anni è successo in Italia
una mezza rivoluzione perchè si sono sciolti di fatto una decina di partiti.
Sulla scena politica del centrosinistra ci sono ormai due partiti: il Pd e
l’Idv. Il resto della sinistra stenta a riprendersi e a decollare. Dal mio
punto di vista occorre aiutare l’Idv a diventare un forte partito riformista
con una classe dirigente all’altezza di quell’8 e mezzo % conquistato alle
Europee.
-Guiderai le liste dell’IDV alle regionali in Emilia-Romagna?
La proposta è stata discussa negli organismi dirigenti locali con favore, ma
credo che la composizione delle liste nelle varie regioni sia ancora tutta
da fare.
-Uno degli ambienti dove il mondo LGBT subisce maggiori
discriminazioni è quello carcerario e il sovraffollamento dei
penitenziari non aiuta. Non trovi che la posizione di Di Pietro
sull’indulto possa rendere ancora più difficile la situazione?
L’indulto è stato fatto nella scorsa legislatura e il suo effetto è ormai
superato essendo le carceri nella stessa condizione di prima. Non mi pare
che qualcuno lo riproponga ora. In realtà occorrerebbe garantire una
maggiore efficenza del sistema giudiziario con maggiori investimenti
studiando pene alternative al carcere per i reati minori e soprattutto per i
tossicodipendenti. D’altra parte la lotta per la legalità a tutti i livelli
mi sembra giusta perchè la legalità è la strada maestra per la garanzia dei
diritti. Della condizione lgbt in carcere mi sono occupato nei miei 7 anni
in Commissione Giustizia ed anche della sessualità in carcere. E’ un terreno
sul quale c’è moltissimo da fare.
-Un intervento a gamba tesa: Di Pietro o De Magistris?
Io sono interessato ad esercitare una influenza ideale e positiva su tutto
il partito, da questo punto di vista spero di essere convincente sia con Di
Pietro che con De magistris.
-Pensi che l’idea di Di Pietro candidato Presidente in Lombardia sia
una boutade o un’ipotesi concreta?
Onestamente la sento dire per la prima volta. Non c’è dubbio che la
Lombardia sia una delle regioni più importanti nella prosisma competizione
elettorale e se la colazione di centrosinistra si trovasse compatta dietro
al nome di Di Pietro potrebbe essere interessante una sua corsa in Lombardia
nell’interesse di tutto il centrosinistra. Se l’Idv è il secondo partito
della nuova coalizione riformista di cui parla anche Bersani mi sembra
inevitabile che in qualche regione cia sia un uomo o una donna dell’Idv a
guidare la battagloia elettorale.
-Un ultimo flash: che idea ti sei fatto dell’atteggiamento della
sinistra nel caso Marrazzo?
Marrazzo ha governato bene la regione Lazio. Prima dello scandalo la sua
rielezioni era data per scontata tant’è che la destra stava pensando a
candidati di bandiera. Tuttavia dopo il pasticcio delle dichiarazioni
contraddittorie le dimissioni erano un atto dovuto. Resta l’amaro in bocca
di un certo moralismo che ho visto serpeggiare anche a sinistra. La
sessuofobia che esiste nel nostro paese per ragioni storiche ben note è
tornata a dominare il dibattito politico. In realtà se la vita privata di
Marrazzo fosse rimasta tale e se frequentare transessuali fosse del tutto
indifferente non ci sarebbe stato nessun scandalo. Ma com’è noto la storia,
e men che meno la politica, non si fa con i se.
L’augurio che facciamo a Grillini è che il 5 Dicembre, dopo la manifestazione anti-cav di Di Pietro e Ferrero, la sua idea di fare una politica garantista e riformista nell’IDV non diventi una mission impossible più di quanto non lo sembri già oggi.
Intervista a cura di Tommaso Greco ( da www.leragioni.it )
GRILLINI: “..OCCORRE AIUTARE L’IDV A DIVENTARE UN FORTE PARTITO RIFORMISTA, ERO E RESTO UN GARANTISTA..”
Intervista a cura di Tommaso Greco

Lascia un commento