Dopo la pausa di agosto, riprende l’attività concertistica all’Opera di Firenze, con tre appuntamenti concentrati nella prossima settimana e che concluderanno la Stagione estiva 2016.
Si comincia martedì 6 settembre (ore 20) con l’esibizione di una delle più grandi pianiste del mondo, la mitica Martha Argerich, che sarà accompagnata dalla Neojiba Orchestra, formazione giovanile dello Stato di Bahia diretta da Ricardo Castro. Tale compagine è nata nel 2007, proprio grazie all’iniziativa del pianista e direttore Castro, che ha modellato il suo progetto ispirandosi al noto “El sistema” venezuelano; esso era stato ideato negli anni ’70 da José Antonio Abreu, con l’obiettivo – riuscito pienamente – di sottrarre dalla povertà, dalla criminalità e dall’emarginazione sociale tantissimi giovani del Paese sudamericano, puntando sull’impegno e la disciplina nello studio di uno strumento musicale e sulla formazione di orchestre.
Nel concerto di martedì, non casualmente, il programma comprende brani di autori sudamericani, la Pequeña Danza (trascritta per pianoforte dal balletto Estancia) del musicista argentino Alberto Evaristo Ginastera e Choros n. 6 del brasiliano Heitor Villa-Lobos; tuttavia il pezzo forte della serata è costituito sicuramente dal Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra di Maurice Ravel, nel quale Martha Argerich potrà sfoggiare il suo sensazionale virtuosismo, unito alla sua intensa sensibilità interpretativa. Il programma della serata si completa con la suite dal balletto L’Oiseau de feu di Igor Stravinskij (versione del 1919).
Il secondo appuntamento è per giovedì 8 e anche in questo caso uno dei protagonisti della serata è un pianista, il milanese Stefano Bollani, assai conosciuto soprattutto dal pubblico appassionato di jazz, ma in realtà dotato di un repertorio che non conosce barriere. Bollani suonerà insieme all’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino con la direzione di Zubin Mehta, come già avvenuto all’inizio di quest’anno al Mandela Forum, allorché il pianista milanese aveva interpretato la Rhapsody in blue di Gershwin.
Nella serata di giovedì prossimo all’Opera di Firenze Bollani darà vita ad un brano di non frequente esecuzione, il Concert champêtre di Francis Poulenc, opera del 1928 di chiaro stampo neoclassico, essendo addirittura stato scritto per clavicembalo e orchestra. Ispirato, infatti, dalla celebre Wanda Landowska, questo concerto ricrea i modi espressivi dei clavicembalisti del ‘600-‘700, non solo di area francese, ma anche tedesca; naturalmente viene spesso eseguito anche con il pianoforte al posto del clavicembalo. Nella seconda parte della serata si passerà invece ad un’atmosfera musicale di maggior densità espressiva, con l’esecuzione della Sinfonia n. 6 in la minore di Gustav Mahler, nota come “La tragica”.
Ancora dedicato all’opera sinfonica del compositore boemo il concerto di sabato 10, che vedrà nuovamente sul podio dell’Orchestra del Maggio Zubin Mehta, impegnato in tale occasione a dar vita alla più sterminata partitura mahleriana, con oltre un’ora e mezza di durata, una scansione in sei movimenti ed un organico monumentale, comprendente anche coro femminile, coro di voci bianche e un contralto/mezzosoprano solista; si tratta della splendida Sinfonia n. 3 in re minore, del 1896, che lo stesso Mahler definì come “qualcosa che il mondo non ha ancora udito: la natura parla qui dentro e racconta segreti tanto profondi che forse ci è dato presentire solo nel sogno”.
La voce solista è quella del mezzosoprano tedesco Okka von der Damerau. Per info e biglietti www.operadifirenze.it

Lascia un commento