
(Foto di Martin Sigmund)
Ha debuttato con un caloroso e meritato successo al teatro del Maggio il direttore colombiano Andrés Orozco-Estrada, in un concerto pomeridiano svoltosi nella Sala grande del complesso fiorentino. Alla guida dell’orchestra del Maggio, Orozco-Estrada si è cimentato con un programma nettamente distinto nelle due parti, con la prima dedicata al Settecento di Haydn (e non solo) e la seconda al Novecento di Ravel e Richard Strauss.
Fin dall’interpretazione della Sinfonia n. 97 in do maggiore il direttore sudamericano ha mostrato le sue ottime qualità, riuscendo a tratteggiare con uno stile raffinato e al tempo stesso brillante la partitura appartenente alla maturità haydniana, sottolineandone anche un certo clima a tratti preromantico; a seguire un Concerto in do maggiore per oboe e orchestra che, dopo essere stato per lungo tempo ritenuto di Haydn (con la sigla Hob. VIIg: C1), è stato successivamente attribuito, con molta probabilità, a Ignaz Malzat, allievo del fratello di Haydn, Michael. Una composizione di non straordinaria fattura, molto accademica, ma nella quale si sono potute apprezzare le doti virtuosistiche e di elegante espressività (queste ultime soprattutto nell’Andante centrale) di Marco Salvatori, primo oboe dell’orchestra del Maggio, il quale, forte del successo personale ottenuto, ha offerto al pubblico un brano di Britten come bis.
Nella seconda parte il direttore colombiano si è letteralmente esaltato con La Valse di Ravel, opera delineata con una lettura travolgente e appassionante, ma anche controllata con estrema lucidità nei suoi complessi equilibri ritmici e strutturali, per poi passare alla suite di Der Rosenkavalier di Richard Strauss, scritta dal musicista tedesco al tramonto della sua esistenza (1945, mentre l’omonima opera è del 1911): qui Orozco-Estrada ha delineato meravigliosamente le atmosfere ora nostalgiche, ora impetuose della sontuosa partitura, grazie anche all’apporto di un’orchestra del Maggio in grande smalto in tutte le sue sezioni.
Successo strepitoso di pubblico, con l’auspicio che Orozco-Estrada possa tornare presto a Firenze.
Luca Summer

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