Perugia ci prova. Una stagione lirica manca in città da parecchi decenni. Ma in passato hanno calcato le scene del più prestigioso teatro cittadino, il Morlacchi, tutti i maggiori artisti del novecento, e perugini sono alcuni cantanti molto noti in passato come Antonietta Stella e Mario Petri. E tuttavia mettere in piedi una stagione lirica costa molto e le amministrazioni comunali non sono oggi in condizione di assicurare l’erogazione di contributi significativi per farvi fronte.

L’unica soluzione è ricorrere, come succedeva in passato, quando i comuni si occupavano di poche cose essenziali, agli impresari teatrali. Soluzione tutt’altro che facile da mettere in campo, con gli attuali costi del personale, ecc.
Il nome chiave di questo tentativo –oltretutto giustificato perché risponde a una domanda di belcanto in grande crescita– è l’impresario Ermanno Fasano, figlio d’arte per aver appreso il mestiere dal padre Aldo, impresario a sua volta, anche se solo in tarda età, dopo una carriera di apprezzato tenore, che lo vide esibirsi anche al Morlacchi.
L’altra figura chiave è il Presidente del Coro Lirico dell’Umbria Paolo Galmacci, entusiasta animatore di questa struttura, della quale fa parte anche in veste di cantante.
La terza figura chiave è l’assessore comunale alla cultura Leonardo Varasano, convinto estimatore della lirica, che si è dato il non facile compito di riattivare e rendere disponibile per l’impresa il circuito dei teatri cittadini e che ha assicurato il patrocinio del comune all’evento.
Per garantirsi il successo di pubblico di questo primo appuntamento, si è voluto puntare su una grande opera lirica, Tosca. Prima tuttavia ci sono state le prove generali con gli spettacoli estivi degli ultimi due anni al Frontone, che hanno visto il pieno di spettatori con Madama Butterfly, Rigoletto e Traviata. Comunque la garanzia in questo genere di eventi non c’è mai, la realtà si è rivelata tuttavia migliore delle attese, tanto che si può parlare di grande successo ancor prima dell’esecuzione dal momento che i biglietti sono andati rapidamente in sold out, sorprendendo gli stessi organizzatori.
L’appuntamento è particolarmente curato: Tosca si avvale di scenografie storiche, le stesse usate al tempo nel Teatro Comunale di Firenze (tra le altre cose vi è riportata la Chiesa romana di Sant’Andrea della Valle, luogo dove si svolge il primo atto). Come Maestro Concertatore e Direttore d’Orchestra la scelta è caduta su Lorenzo Castriota Skanderbeg, conduttore di fama internazionale, alla regia sarà Stefano Piacenti.
Il cast dei cantanti comprende, Gabrielle Moulhen (Tosca), Rubens Pellizzari (Cavaradossi), Leo An (Barone Scarpia), Stefano Rinaldi Miliani (Angelotti), Valerio Garzo (Sagrestano), Silvano Paolillo (Spoletta), Marco Cetra (Sciarrone e Carceriere).
Infine il Coro Lirico dell’Umbria, sotto la direzione di Sergio Briziarelli, con la presenza del Coro di Voci Bianche del Conservatorio Morlacchi diretto da Franco Radicchia.
L’appuntamento è per domenica 9 febbraio, ma la speranza per chi è rimasto senza biglietto e vuol assistere all’opera, è in una replica, già in programma per il lunedì successivo, ma solo nel caso di raggiungimento di un numero minimo di biglietti che consenta di coprire le spese.
Per concludere, con questa Tosca finalmente prende il via quello che è stato definito progetto “Grande Lirica a Perugia”, e che, almeno a giudicare dall’accoglienza, sembra partire con il piede giusto.
Luciano Priori Friggi


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