• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Google, il cavallo di Troia e la mela di Paride

di Massimiliano Trovato | 14 Aprile 2013

L’arretratezza dell’Europa nel mercato delle nuove tecnologie è dovuta anche alla pervasività delle sue regole.

googlePoche cose sono certe nella vita: la morte, le tasse, le crociate regolamentari contro Google. A gennaio si era chiusa, con un sostanziale nulla di fatto, l’indagine della Federal Trade Commission sulle pratiche del motore di ricerca; ma il testimone era stato prontamente raccolto dal vice-presidente della Commissione Europea Joaquín Almunia, in un procedimento che promette di chiudersi con un risultato assai meno clemente per l’azienda di Mountain View. Poche settimane fa era stata la volta di un’iniziativa congiunta di sei garanti per la privacy, incluso quello italiano, che ambiscono ad esaminare scrupolosamente l’utilizzo cui Google destina i dati dei propri utenti. È di questi giorni la notizia di un nuovo capito(presuntolo, inaugurato da un gruppo di concorrenti raccolti sotto l’insegna FairSearch e destinato a scrutinare l’incidenza del progetto Android sugli equilibri competitivi del mercato della telefonia mobile.L’accusa è chiara: fornendo Android ai produttori di telefonini gratuitamente, cioè sotto costo, Google ha monopolizzato il mercato dei sistemi operativi mobili ed estromesso dal settore gli altri fornitori di software; e questa dominanza non è senza conseguenze, perché ai produttori Google non permette di scegliere quali app includere nei propri apparecchi ? richiedendo, viceversa, che un’intera suite di servizi venga precaricata su ciascun dispositivo, con un’adeguata garanzia di visibilità. Android sarebbe, insomma, utilizzato da Google come un «cavallo di Troia , allo scopo d’ingannare i partner commerciali, monopolizzare il mercato mobile, controllare i dati dei consumatori».Manca solo un elemento, nel quadro tratteggiato da FairSearch: la libertà di scelta degli utenti: che è sempre una libertà di scelta relativa, da esercitare tra opzioni concrete, nell’ambito di strutture di mercato definite non dal (presunto) valore intrinseco dei prodotti, ma della loro vendibilità. Forse una libertà limitata, alla luce di certe concezioni utopiche di concorrenza, ma una libertà che ai consumatori non può essere negata. Si ricorderà, del resto, per attenerci al tema mitologico individuato dai critici di Google, che fu il consumatore Paride ? e non il regolatore Zeus, che pure ne ebbe l’opportunità ? ad assegnare il pomo della discordia, che alla guerra cantata da Omero avrebbe dato la stura.Il senso di queste osservazioni ? è appena il caso di ricordarlo ? ha poco a che fare con Google, e molto a che fare con l’idea di mercato che stiamo coltivando. Un mercato in cui attaccarsi alle gonne del regolatore è considerato non solo un metodo tollerabile di rapportarsi alla concorrenza, ma persino una strategia socialmente commendevole: come dimostra l’esistenza stessa di FairSearch, un bizzarro esemplare di associazione contra aziendam, che dà oggi rilevanza palese a denunce opportunistiche che, fino a qualche anno fa, sarebbero rimaste confinate ai corridoi del palazzo. Un’idea tanto pervasiva da contagiare tutti gli operatori: perché se è vero che Microsoft spicca tra i promotori di FairSearch, Google non si tirò indietro quando sul banco degli accusati sedeva Internet Explorer .Un’idea di mercato, infine, che trova terreno fertile soprattutto nel vecchio continente. Non è un caso che FairSearch abbia sottoposto le proprie deduzioni alla Commissione Europea e non, per esempio, alla FTC ? che pure difficilmente si potrebbe tacciare di tenerezza verso i monopolisti. La penosa conseguenza di quest’approccio alla concorrenza è sotto gli occhi di tutti: l’innovazione si fa altrove, perché distruggere il lavoro altrui, quand’è possibile, è certo meno dispendioso che costruire qualcosa in proprio. L’arretratezza dell’Europa nel mercato delle nuove tecnologie è dovuta anche alla pervasività delle sue regole. Questo accade quando la malizia degli uomini trova sponda nella tracotanza degli dèi. C’è da sperare che i regolatori europei si decidano finalmente a scendere dall’Olimpo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Massimiliano Trovato

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti