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GODERE PERCHE’ L’AVEVAMO PREVISTO? MEGLIO ADOPRARSI PER IL RITORNO DELLA POLITICA NOBILE E ALTA

In politica le soluzioni ci sono sempre. Il problema è che in Italia da quasi venti anni ogni decisione è stata demandata ad altre istituzioni: Chiesa, finanza, sindacato, Confindustria.
A Roma, il 28 maggio circoli, associazioni, donne e uomini laici liberali e riformisti ci guarderemo negli occhi per capire se, tutti assieme, siamo in grado di offrire all’Italia la chance di un nuovo soggetto che reintroduca la politica dopo due decenni di latitanza.

di Redazione Pensalibero.it | 23 Maggio 2011

Caro Cariglia,

la squallida campagna per i ballottaggi a Milano e a Napoli sta dimostrando che in Italia non c’è possibilità alcuna di salvezza. Siamo alla frutta, con una classe politica che riesce a farci venire la nausea persino quando si tratta di scegliere i sindaci. Fino ad oggi sembrava che almeno a livello dei comuni il rapporto fra elettori ed eletti reggesse. Ora non è più così. E allora, cosa pensate di fare con la Convention laica liberale e socialista del 28 maggio?

Maurizio Forconi – Pisa

Caro Forconi,
lei provoca, forse sfotte oppure è realmente disperato sulle sorti di questo nostro Paese. In ogni caso le rispondo con il massimo rilievo, andando ad occupare lo spazio riservato all’editoriale. Penso, infatti, che quale che sia la sua reale intenzione, abbia fatto la domanda giusta.
E’ vero: i risultati del primo turno ed ora la campagna, volgare e becera, dei ballottaggi sono la (ennesima!) prova di quello che noi di Pensalibero sosteniamo da anni. La “seconda repubblica” ci ha portato dove previsto: in un cul de sac.
Ma in politica le soluzioni ci sono sempre. Anzi, proprio questo è il suo compito.
Il problema è che in Italia è proprio la politica che manca o che non fa il suo dovere. Da quasi venti anni ogni decisione è stata demandata ad altre istituzioni: Chiesa, finanza, sindacato, Confindustria. Gli uomini che siedono nelle sedi preposte, Governo, Parlamento e via discorrendo, sono poco più che fantasmi: con le loro stucchevoli liti, i proclami roboanti, il presenzialismo televisivo non riescono ad annullare la sensazione di vuoto che tutti ricaviamo al solo vederli.
Ora il centrodestra non ha la forza per governare ed il centrosinistra quella di succedergli. Bersani, Di Pietro, Vendola, Fini, Casini, etc. singolarmente possono essere degne persone. Messi assieme fanno, politicamente, una miscela non commestibile, non un governo.
E noi che abbiamo sempre diffidato degli uni e degli altri cosa dovremmo fare? Godere perché il casino in cui hanno ridotto l’Italia l’avevamo previsto? Essere soddisfatti perché si sono rovinati con le proprie mani, allevando tribunacci come Di Pietro o masanielli alla De Magistris, o , come ha fatto Berlusconi, dando il laticlavio ad una massa di nullità capaci solo di ricattare?
E’ vero, ci sarebbe da ridere di gusto. Se fossimo fatti della loro stessa pasta.
Invece ci è stato insegnato che la politica, la buona e nobile politica è un dovere, quale che siano i ruoli. Con la politica i problemi si risolvono, senza diventano grovigli inestricabili.
Per questo non rinunciamo all’idea di dare uno strumento politico, possibilmente un partito, alle donne e agli uomini che sentono di appartenere alla cultura laica liberale e riformista. La cultura che vanta, nella storia italiana, una delle tradizioni più gloriose: con i suoi errori e le sue grandi conquiste nel campo dei diritti, del lavoro, della collocazione internazionale del Paese, dell’affrancamento dal bisogno e dall’ignoranza.
Ecco: a Roma, il 28 Maggio, all’Hotel Parco dei Principi, senza battere la gran cassa, circoli, associazioni, donne e uomini laici liberali e riformisti si guarderanno negli occhi per capire se, tutti assieme, siamo in grado di offrire all’Italia la chance di un nuovo soggetto che reintroduca la politica dopo due decenni di latitanza.
E’ un tentativo serio. Ci muoviamo con i piedi di piombo, cercando di evitare le improvvisazioni e gli ingiustificati entusiasmi del passato. Ci saranno molti giovani a svolgere il ruolo di protagonisti. E la consapevolezza di un vuoto politico da riempire.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Trevigiano

    24 Maggio 2011 alle 15:15

    Per essere più chiaro, se l’esperimento fosse riuscito, nel leggere il mio intervento, si sarebbe percepito il richiamo allo studio dell’università di Tel. Aviv, dove un computer ha scritto finti articoli scientifici in realtà senza capo né coda, inversamente il mio correttore ortografico avrebbe dovuto esporre un nuovo progetto Politico da uomo di legge invece che quello dell’Ingegnere, ma la distanza tra genio e stupidità, questa volta non è stata superata o per causa sua o mia (mi fidavo di lui!) me ne scuso, cmq ci proverò ancora, chiamateli pure interventi
    post-Berlusconiani.

    Rispondi
  2. Trevigiano

    24 Maggio 2011 alle 14:01

    Caro Paolo,
    devo ringraziarti per il tuo avviso, il mio correttore ortagrafico mi ha tradito, perciò chiarisco che il pernsiero era diretto a Berlusconi ( era: “Se sei sotto attacco” quindi riferito al Berlusca), grazie sei talmente carino come nemico, che non vorrei mai averti come amico!

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    24 Maggio 2011 alle 13:40

    Cariglia, i tuoi propositi sono nobili e condivisibili ma devono tener conto della realtà e non rifarsi a tradizioni passate che, buone o no che fossero, non sono piu’ applicabili coi parametri odierni. Liberali, ormai lo sono tutti, riformisti pure, laici nessuno! Qui si tratta di smantellare un sistema, di voltare pagina profondamente, di guardare al di fuori dei confini italici, anch’essi obosleti e “inesistenti” (tranne per coloro che non vogliono il cambiamento e che si trincerano nello stivale e che sono numerosi anche qui, non si sa per quali ragioni) e di capire che per arrivare da qualche parte bisogna avere uno sponsor di rilievo e utilizzare i mezzi di informazione delle nuove generazioni.
    Partire dalle problematiche delle persone e non da vecchi slogan e gruppi di appartenenza! Se si continua a parlare di PRI, PLI, PSDI, DC, credimi, non andrete da nessuna parte ma costruirete una piccola palude di nostalgici.
    Le buone idee e i buoni propositi da soli non bastano, ci vogliono tanti soldi per “arrivare” alla gente. Se si vuole vincere, che si tratti di Obama o di chiunque altro, la via é quella, altrimenti si fa come Grillo, ma non si accederà mai al potere e quindi non si potranno mai far cambiare le cose.
    Trevigiano, le tue sono farneticazioni allo stato puro.

    Rispondi
  4. Trevigiano

    24 Maggio 2011 alle 11:09

    Caro Nicola,
    Purtroppo secondo me, il problema dell’Italia non ha origini politiche e perciò non può essere in alcun modo curato dalla politica, inoltre non è Italiano ma del nuovo assetto mondiale successivo alla Seconda guerra, che vede una lotta tra un Imperialismo di fatto e una Democrazia di facciata.
    Tali problemi sono stati ulteriormente aggravati inizialmente dagli attacchi abominevoli della famiglia rinnegata dei De Benedetti, convinti d’avere diritto all’Imperio sulla vita e il lavoro di ogni Italiano, che persino la destra Sionista rinnega, poi dalle eccessive risposte.
    D’altra parte ti posso garantire, che sei sotto attacco continuo di un Ebreo rinnegato, come in un ring di pugilato contro Alì, non è umanamente possibile curarsi d’altro, che della propria difesa.
    La magistratura vigliacca, nella falsariga dell’insabbiamento di Ustica, non presta giuramento di difendere la Repubblica Italiana come noi Avvocati, ma la legge dei vincitori.
    Chiediamo pertanto ai Sionisti di rendersi loro, responsabili.
    Il problema è pertanto strategico e tattico, tra noi esistono intelligenze in grado di impadronirsi della guida dei vincitori, come Obama, per imporre una svolta umanizzante col supporto delle immense forze alleate a questa causa ma, come in Grecia, sono prese dallo scoramento della formuletta: E=MC*C.
    Se guardi la letteratura scientifica, vedrai quanti di noi Italiani vi si stanno affannando.

    Rispondi
  5. n.c

    23 Maggio 2011 alle 21:05

    Caro Caniglia,
    farà piacere anche a me stringerti la mano e spero che tu possa venire.
    Ci dividono la N e la R ma abbiamo una comune origine pugliese. Inoiltre: con tutto quello che è successo e che abbiamo visto, davvero c’è tanta differenza tra liberali e socialisti?
    Un caro saluto,
    n.c.

    Rispondi
  6. angelo caniglia

    23 Maggio 2011 alle 20:06

    Caro Cariglia,
    tra me e Lei ci divide una R ed una N. Se fosse solo questo il risultato di una proficua collaborazione sarebbe dietro l’angolo, ma
    io sono un liberale e Lei è un socialista. Tempo addietro, due grandi uomini uno del PSI ed uno del PLI iniziarono a parlarsi anche se alcune principi ideali erano differenti. Superarono le ideologie, tentarono di unirsi in un soggetto politico “LIB-LAB. Molte cose ci univano, pochissime ci dividevano. Non se ne fece nulla perchè i grandi erano gelosi della propria posizione, ognuno voleva primeggiare sull’altro.
    Qualche mese fa ho letto che la formazione politica che si intenderebbe unire nascerebbe senza CAPI e che l’associazione politica dovrebbe formarsi dal basso, così come sarebbe giusto, dalla periferia, dai comuni, dalla base.
    E’ chiaro che noi anziani, noi che abbiamo un po più dimestichezza con la politica, dovremmo essere da supporto ai meno anziani, ai giovani di talento.
    Se riesco a venire a Roma per il 28 avrò il piacere di stringerti la mano e di portare i saluti liberali.

    Rispondi
  7. n.c

    23 Maggio 2011 alle 19:55

    Caro Randisi,
    forse non saremo ancora organizzati tanto da poter registrare, sbobinare e stampare gli atti. Forse si. In ogni caso Pensalibero riferirà ampiamente.

    Rispondi
  8. Antonio Randisi

    23 Maggio 2011 alle 18:50

    Caro Cariglia, condivido in toto quello che hai espresso nell’ultimo commento ad un messaggio di un lettore.
    Purtroppo per impegni pregressi fissati appunto per il 28 maggio p.v. non potrò essere presente a Roma, ma sono molto contento dell’ iniziativa legata ad un’ azione che il Gruppo Centouno ha finalmente deciso di intraprendere.
    Anch’io come tutti voi sono disgustato di questo becero e barbaro modo di fare politica. La gente italiana,dell’Italia unica ed indivisibile è molto più in alto a livello di mente e di pensiero di questa classe politica.
    La lungimiranza e la grande Cultura politica che era appartenuta ad alcuni importanti uomini politici degli anni cinquanta e sessanta, non trova la sua casa nell’attuale momento politico.
    Vi invio un grosso in bocca al lupo per i lavori che si svilupperanno durante la giornata del 28 maggio, chiedendovi la cortesia di inviarmi, se lo desiderate ,gli atti, in modo che il sottoscritto si possa tenere aggiornato come lo ha sempre fatto durante questi anni.
    Che nasca qualcosa che possa finalmente appartenere all’orgoglio della nostra bellissima ed agonizzante Patria Italia.
    Evviva l’ Italia, Evviva il popolo italiano!

    Rispondi

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