• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Gli scrocconi…

Barack Obama nel marzo del 2016 rilasciò un’intervista a The Atlantic per lamentarsi di Francia e Gran Bretagna. Obama si era pentito dell’intervento contro la Libia di Gheddafi. “L’abitudine degli ultimi decenni in queste circostanze è spingerci ad agire”, aveva detto Obama dei suoi alleati, per aggiungere che poi questi mostrano una mancanza di volontà di mettersi in gioco. “Sono scrocconi” è frase di Obama dieci anni prima di Trump. Il giudizio poco lusinghiero distoglieva dalla questione principale, ovvero le ragioni di un’azione contro un regime che per quanto detestabile fosse, non era più una minaccia da anni. Al contrario, la destabilizzazione dell’area, avvenuta senza l’invio di truppe a terra, aveva creato un problema molto serio di equilibri nel Mediterraneo, che in verità non è ancora risolto a distanza di altri dieci anni.

di Riccardo Bruno | 7 Luglio 2026

Barack Obama nel marzo del 2016 rilasciò un’intervista a The Atlantic per lamentarsi di Francia e Gran Bretagna. Obama si era pentito dell’intervento contro la Libia di Gheddafi. “L’abitudine degli ultimi decenni in queste circostanze è spingerci ad agire”, aveva detto Obama dei suoi alleati, per aggiungere che poi questi mostrano una mancanza di volontà di mettersi in gioco. “Sono scrocconi” è frase di Obama dieci anni prima di Trump. Il giudizio poco lusinghiero distoglieva dalla questione principale, ovvero le ragioni di un’azione contro un regime che per quanto detestabile fosse, non era più una minaccia da anni. Al contrario, la destabilizzazione dell’area, avvenuta senza l’invio di truppe a terra, aveva creato un problema molto serio di equilibri nel Mediterraneo, che in verità non è ancora risolto a distanza di altri dieci anni.

Obama desiderava concludere l’intervento americano successivo all’11 settembre. Saddam era stato rovesciato, Osama Bin Laden eliminato ed il fatto che i talebani riprendessero il potere in Afghanistan, non lo turbava più di tanto. Gli alleati europei gli avevano chiesto un intervento in Libia e lo aveva fatto di malavoglia. Si sentì vincolato ai suoi partner occidentali. Con l’America di traverso, l’Alleanza Atlantica avrebbe subito un contraccolpo. Restava l’amarezza per una scelta che ancora non riusciva a convincerlo.

Trump è intervenuto in Iran sulla base di una ragione plausibile, gli si creda o meno, quale l’arma nucleare nelle mani degli ayatollah. A contrario della Libia di Gheddafi, l’Iran aveva tre focolai aperti in medio oriente contro alleati americani, in Libano, a Gaza e nello Yemen. Tralasciamo che fornisse tecnologia alla Russia in Ucraina. Francia ed Inghilterra non si sono sentite in dovere di aiutare. L’operazione in Iran non riguardava la Nato per nessuna ragione e lo hanno sottolineato senza remore. Il presidente del Consiglio italiano ha fatto di più, l’ha giudicata persino illegale. Se l’opposizione comprendesse qualcosa di politica internazionale, aveva l’occasione per chiedere al presidente del Consiglio di uscire dalla Nato o di dare le dimissioni da presidente del Consiglio. Non ci può essere nessun orgoglio nazionale per chi sostiene un’alleanza dove il partner principale commette atti di guerra illegali.

Francia ed Inghilterra sono eredi diretti dei governi al potere o in esilio di quegli stessi paesi alleati dell’America nella seconda guerra mondiale. Il governo italiano ha una radice nella repubblica sociale di Salò, una marionetta della Germania nazista. Come si potesse pensare che un presidente del Consiglio proveniente da quella tradizione, estranea alla stessa costituzione repubblicana, diventasse un partner privilegiato dell’America, solo la Pizia saprebbe dirlo. Se invece una volta avvenuto quello che pure avrebbe dovuto essere ovvio, lo scontro fra chi rappresenta la più grande democrazia al mondo e chi rappresenta non si sa esattamente cosa, Fratelli d’Italia era il partito che commemorava Almirante e proponeva Putin come modello politico, siamo tutti solidali con il presidente del Consiglio italiano, perbacco. La destra italiana dà lezioni di democrazia e legalità internazionale agli Stati Uniti d’America. Non solo si meriterà un secondo mandato. Si merita anche un capo dello Stato proveniente da questa formidabile notte di Valpurga da cui è già uscito un personaggio come Vannacci che inneggia alla Decima Mas, altri noti amici degli americani.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Primo piano

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Salvatore Scavo

    7 Luglio 2026 alle 19:16

    L’attacco all’Iran è stato eseguito da Trump su commessa da parte di Israele. Non dimentichiamo che il genero di Trump è uno dei massimi esponenti della lobby ebraica negli USA. Altri motivi sono le pressioni dell’industria bellica USA su Trump. Le motivazioni di Obama, per dare correttamente degli scrocconi a UK e Francia, erano ottimamente motivate. La destituzione del regime di Gheddafi fu voluta solo da Sarkozy per coprire, molto probabilmente, affari non trasparenti con il dittatore libico. In quel caso, credo proprio che Obama intervenne anche per pagare un tributo alle lobby delle armi statunitensi.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti