
C’è una notizia nascosta dalla gran parte dei media: la pressione fiscale è aumentata.
l’ISTAT certifica che nel 2024 gli italiani hanno pagato più tasse rispetto al 2023. L’anno scorso il rapporto tra le imposte incassate dallo Stato e il Prodotto interno lordo (PIL) è stato pari al 42,6 per cento, in crescita di oltre un punto percentuale sul 2023, quando era al 41,4.
Poiché ad avere pagato più tasse non possono essere state certo le aziende dell’energia o le banche che hanno realizzato enormi extra profitti e neppure i redditi oltre un milione che questo governo si guarda bene dal toccare, è sicuro che, come dice la stessa Meloni, l’incremento della ricchezza andata allo Stato sia dovuto principalmente all’aumento dell’occupazione. Questo significa che sono stati i lavoratori, ancora una volta, a pagare di più.
Il governo aveva promesso che la pressione fiscale non sarebbe dovuta aumentare ma anzi ridursi, ci sarebbe stata quindi l’occasione di alleggerire veramente il carico fiscale sui lavoratori che pagano l’IRPEF.
Inoltre, all’incremento delle entrate dello Stato hanno contribuito anche le tasse indirette, che colpiscono di più i ceti deboli e popolari, come appunto l’IVA che ha registrato un aumento del 6,1 per cento.
Vuol dire che in parte possono essere aumentati i consumi ma soprattutto che sono cresciuti i prezzi a causa dell’inflazione.
Anche in questo caso, il governo, se fosse stato galantuomo e avesse voluto mantenere la parola, avrebbe dovuto provvedere a ridurre l’IVA almeno su alcuni prodotti di prima necessità come l’olio d’oliva, il pane, la pasta o l’energia.
Niente di questo è avvenuto: il tanto sbandierato abbassamento delle tasse è solo una fandonia che ci viene propinata come verità dalle facce toste dei nostri governanti, attenti a difendere gli interessi dei più forti e di certe specifiche categorie per catturarne i voti.
La destra ha vinto le elezioni promettendo di non mettere le mani in tasca dei cittadini. Secondo Meloni, si sarebbe dovuto addirittura inserire in Costituzione, all’art 53, che la pressione fiscale non avrebbe dovuto superare il 40% del Pil.
Invece siamo vicini al 43% e secondo le previsioni ci sarà un’ulteriore crescita anche nel 2025.
Bisogna organizzare una campagna di denuncia delle scandalose falsità che ci vengono raccontate ogni giorno da Meloni e dai suoi accoliti.
La verità è che gli italiani, i lavoratori in particolare, pagano più tasse e le ingiustizie sociali sono aumentate.
Enrico Rossi

Concordo appieno…. le promesse di diminiuzione dell’Irpef sono naufragate in un mare di bonus che mi paiono privi di una strategia di giustizia distributiva. Penalizzati come sempre i pensionati che non avendo avuto tagli di cuneo fiscale ecc si sono visti impoverire le loro pensioni …basta andare a fare la spesa per accorgersene. E in generale penalizzati i ceti medio bassi .