
Il rapporto annuale CENSIS fornisce sempre spunti di riflessione per capire i problemi e soprattutto lo stato d’animo del Paese.
I giornali sono stati colpiti dal fatto che, secondo il prestigioso istituto, gli italiani riconoscano i problemi strutturali -il clima impazzito e le sue conseguenze , la possibilità di una guerra che ci coinvolga, il debito pubblico enorme, il declino economico, sociale e demografico- ma non riescono ad andare oltre la paura, la partecipazione solo emotiva e a ondate alle tante emergenze, senza avere una reazione forte, effettiva e razionale.
Gli italiani si rifugiano nella ricerca di uno “spicchio di benessere quotidiano” e di fronte ai “cupi presagi” mostrano “una colpevole irrisolutezza”.
Siamo cioè impauriti e vuoti come “sonnambuli”, che vivono in uno stato di semiveglia con desiderii piccoli e il ritrarsi nel proprio privato senza una prospettiva collettiva per il futuro.
Sonnambulismo è la parola chiave per definire la società italiano 57esimo rapporto Censis.
Molte volte, gli amici che scrivono su questa pagina, nei loro commenti, hanno, con altre parole, espresso un giudizio simile, interrogandosi sulla non reattività degli italiani, sul loro tenere gli occhi chiusi di fronte alle ingiustizie, agli abusi e alle strumentalizzazioni di una politica palesemente incapace di dare risposte adeguate.
Non è certo la prima volta che questo succede nella storia d’Italia.
È evidente che la sinistra per prima è chiamata in causa perché a lei spetterebbe il compito di suscitare consapevolezza, di accompagnare la società verso un risveglio dolce, di indicare una prospettiva, un orizzonte che superi il mero interesse particolare e d usciti energie positive.
Purtroppo, con alle spalle i tanti anni di pragmatismo e mera gestione del potere anche la sinistra è in parte responsabile di questa condizione di sonnambulismo.
Però molte cose si stanno muovendo nella giusta direzione.
La straordinaria reazione delle ragazze alle violenze di genere, le lotte dei lavoratori e delle lavoratrici che scioperano nonostante le minacce, la resistenza di tanti operatori impegnati nei grandi servizi a cominciare dalla sanità e dalla scuola, la presenza di un volontariato diffuso e attivo; un pezzo di società che è vigile, solidale e disponibile ad impegnarsi.
Alla politica democratica e della sinistra spetta di interpretare e rappresentare queste istanze diffuse e unirle in un progetto di giustizia e di libertà.
Al sonnambulismo oggi dominante dovrà sostituirsi il risveglio e la speranza.
Chissà se il PD e le altre forze democratiche e di sinistra riusciranno, e in tempi congrui, a favorire questo processo e trasformare le tante scie in uno sciame, in una politica capace di essere maggioranza nel Paese.
Viene in mente una bellissima poesia di Bertold Brech, intitolata A chi esita, che così si conclude:
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.

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