Per evitare di cadere nella trappola tesa da Di Pietro, che mira, con la sua indicibile volgarità dialettica, a trasformare il Parlamento in una palestra per la lotta libera, bisognerebbe accompagnare i suoi interventi con calorosi espressivi battimani.
I suoi rozzi e provocatori discorsi non possono essere ritenuti come frutti di una bassissima dote culturale, bensì essi rappresentano una determinazione a creare lo scontro fisico per una plateale denuncia per aggressività.
La demolizione della sua ridicola spavalderia si dovrebbe ottenere con atti gentili, quale ad esempio, portargli un bicchiere e una bottiglia di colluttorio, prima che inizi a parlare.
Reagire all’istante ai suoi sproloqui, significherebbe provocare in lui un tumultuoso inceppamento di parole, senza senso e senza nesso logico e con un arrossamento in viso da tramonto estivo.
Un uomo che si bea di rincarare la dose delle accuse, peraltro sapendo che sono notoriamente false, a un morto che non si può difendere, significa appartenere alla sottospecie degli uomini delle caverne.
Non ci sono parole per commentare la sua reazione alla proposta del Sindaco di Milano d’indicare una strada o un giardino con il nome di Craxi. Il grande Di Pietro rispose di sì alla condizione che la targa riportasse tre parole, “politico, latitante, condannato”. Dimenticò la parola “delinquente”. La risposta adeguata, sarebbe aggiungendo ancora la frase: “Ucciso dal un cinico ex magistrato assetato di protagonismo.
Domenico Civitano

“Pensieri” limpidi come quello della nostra anconetana sono la povera eradità che lascia e diffonde nel Paese “l’ affare ” televisivo del Grande Fratello ; e di certi comportamenti culturali è istintivamente consapevole il buon Di Pietro ,che ne approfitta . Tutto qui…
EEE…che aciditá…forse preferisci Pisanu, dell’Utri , Previt, Schifani…. che non sono affatto rozzi anzi…il loro padrone lo è per loro, via…comunque rettifico: voi a metá del guado non siete piú nemmeno nè socialisti nè liberali- Ci penserá la P2 a rimettervi in carreggiata. Cordialitá…
Cara Elena, dalla serena risposta , seppure simpaticamente arguta, ho capiti che siamo tra compagni con sfumature ideologiche diverse per quanto riguarda il giudizio uttuale, più che storico sui comunist e sui sociakisti.Io sono stato semore socialista per il significato pratico che si attribuiva al laicismo socialista, al riformismo moderato e graduale, per il sistema liberale nello svilupposociale di un ppolo,per libertari senza timore per chicchssia e,poi, seriamente democratici, ponrndo al centro degli interessi prioritari luomo , mentre per i comunisti c’è lo Stato. La centralità dell’uomo non deve essere sostituita da nessun’altra centralità.
Di Pietro, cara Elena, non è comunista, non è sociakista è, per DNA, un rozzo giustizialista e come tale un grade affarone
senza scrpoli e senza giustificazioni.
Un caro saluto
Domenico Civitano
caro domenico, meno male che NON li distribuisce ai suoi onorevoli, come faceva quell’altro buonanima…
Voi liberal-socialisti,. con l’eterna spocchia di non stare nè a destra nè a sinistra della società reale state perdendo tempo e lo fate perdere al paese. Sputi su di pietro? Ok, ed ora???????
Gentile Signora Elena.
Il mio giudizio negativo espresso nei confronti dell’ex PM Di Pietro scaturisce da un attento, meditato esame del comportamento del Dottor Di Pietro come giudice e come politico. Quello che ho detto di quell’uomo rimane.
Io valuto vergognoso il comportamento tenuto nei confronti di un uomo morto, che non si è potuto più difendere. Nei giorni in cui si è ricordato Bettino Craxi, il Di Pietro ha reagito volgarmente, rozzamente definendo Craxi, ladro, corruttore, corrotto, delinquente e non meritevole dell’intitolazione di una via o di un giardino. Volgare è anche colui, che per ragioni personalissime, non accetta il giudizio negativo della storia. Craxi latitante, perché non ha preteso l’emissione di un mandato di cattura internazionale, facendo finta di non sapere che Craxi viveva da esule in Tunisia? E’ molto riduttivo il suo ragionamento sulle assoluzioni dell’ex giudice. Piuttosto, cosa pensa della denunzia penale inoltrata da Veltri, grande amico dell’ex PM, per i miliardi di vecchie lire assegnate all’IdV dallo Stato e che Di Pietro non li distribuisce agli onorevoli del suo partito? Purtroppo non tutti si sforzano di essere obiettivi quando esprimono un giudizio
Distinti saluti
Domenico Civitano.
No, no, caro Marzio. Nel caso non è scolarizzazione forzata, ma perpetuazione del metodo demo(cattolico)cristiano di dotare di un titolo gli uomini da mandare in prima fila (quando proprio non si poteva si inventava un cavalierato). Lasciami citare un anneddoto: un mio vicino di casa, influente e privo di scrupolo personaggio politico, veniva ossequiato come Maestro. Era un vigile del fuoco e non capivo perché si fregiasse di questo titolo. Informatomi, mi fu risposto: insegnava dottrina cristiana in parrocchia. Vatti a fidare delle “lauree brevi”!
I miei grandi docenti di diritto padovani, in questo, hanno fatto scuola. Il compianto on. dott. Bisaglia ed altri, insegna. Absit iniuria verbis, non l’affermo io, ma gli stessi docenti che hanno praticato questo metodo, in copiose interviste apparse sui quotidiani azionali dell’epoca.
Del resto Di Pietro per sua ammissione ha trovato una vecchietta in treno che l’ha incitato ad impegnarsi in politica e gli ha messo a disposizione seduta stante 5 miliardi. Ricordate?
Di Pietro è l’esempio lampante della scolarizzazione forzata imposta dal mercato. Niente più e niente meno.
Scusa Elena,
Di Pietro è di sinistra?
Perchè se lo consideri tale si capisce tutto!
Ma quale volgarità? sono espressioni non certo raffinate, ma niente a che vedere con le vere volgarità e aggressività dei rappresentanti della destra, in primis Berlusconi (coglioni non è un termine usato da Di Pietro), ricordate poi le maledizioni di Brunetta ecc ecc. Craxi poi è veramente morto latitante per essersi sottratto ad una condanna dello Stato Italiano. Di Pietro invece , a suo tempo, ha affrontato i processi ed è stato assolto!