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Gli inglesi si spostano a destra

I recenti risultati elettorali in Inghilterra sono stati penalizzanti per i laburisti di Starmer a vantaggio della destra di Farage. Keir Starmer ammette la sconfitta, se ne assume la responsabilità, ma non intende lasciare, dopo la batosta elettorale di giovedì alle elezioni locali. Anzi, il suo programma è di portare finalmente quel cambiamento che aveva promesso alle politiche due anni fa.
In un articolo sul “Guardian” il premier inglese ha scritto: “Questi sono stati risultati elettorali molto duri. Fa male perdere candidati e leader locali brillanti, amici e colleghi che rappresentano il meglio del partito laburista.

di Salvatore Rondello | 12 Maggio 2026

I recenti risultati elettorali in Inghilterra sono stati penalizzanti per i laburisti di Starmer a vantaggio della destra di Farage.
Keir Starmer ammette la sconfitta, se ne assume la responsabilità, ma non intende lasciare, dopo la batosta elettorale di giovedì alle elezioni locali. Anzi, il suo programma è di portare finalmente quel cambiamento che aveva promesso alle politiche due anni fa.
In un articolo sul “Guardian” il premier inglese ha scritto: “Questi sono stati risultati elettorali molto duri. Fa male perdere candidati e leader locali brillanti, amici e colleghi che rappresentano il meglio del partito laburista. Me ne assumo la responsabilità e mi dispiace profondamente. Ora è giusto che riflettiamo e impariamo la lezione. Per anni, gli elettori sono stati profondamente frustrati dallo status quo e sperato costantemente che le cose andassero meglio e che la politica portasse un vero cambiamento nelle loro vite. Così non è stato, che si parli di costo della vita, di sicurezza o di opportunità. Il Labour non dovrebbe voltare le spalle a nessuno di loro. Al contrario, il nostro compito è convincerli che abbiamo risposte progressiste ai problemi e alle sfide che devono affrontare. Finora abbiamo commesso errori inutili e non abbiamo fatto abbastanza per convincerli che la loro vita può migliorare. Rispondere al messaggio degli elettori non significa spostarsi a destra o a sinistra. Significa riunire un ampio movimento politico, essere assertivi sui nostri valori, audaci nella nostra visione e affrontare le richieste delle persone. Unire piuttosto che dividere. Dunque questa volta le cose saranno diverse. Dobbiamo rompere con lo status quo una volta per tutte e costruire un paese più forte e più giusto. La lezione giusta è ascoltare gli elettori. Rappresentare la maggioranza che vuole un governo che affronti le grandi sfide con risposte reali. Perchè è allora che il partito laburista è al suo meglio. Ed è così, conseguiremo il cambiamento di cui le persone sono alla disperata ricerca”.
Il voto delle Amministrative per il rinnovo di svariati consigli locali, era annunciato. La crisi economica accompagnata allo scollamento sempre più ampio tra il Premier e i suoi stessi elettori, appena due anni dopo la larga vittoria alle Politiche, con l’aggiunta dello scandalo Epstein-Mandelson che ha colpito il Governo laburista preparavano il terreno per questo ulteriore verdetto su Downing Street.
I risultati delle elezioni nel Regno Unito sono una conferma su tutta la linea della disfatta attesa per la sinistra made in England. Il rinnovo di 5mila consigli locali e parlamenti nazionali di Scozia e Galles hanno delineato una frammentazione storica a cui il Regno Unito non era mai stato abituato ma che ora diviene sempre più realtà. Ai tradizionali laburisti e conservatori ormai la scena politica la prendono il Reform UK di Nigel Farage a destra e i Verdi di Zach Polanski a sinistra. Per Starmer: “Sono risultati molto duri, e non c’è modo di indorare la pillola”. Il Labour è riuscito a perdere anche storiche roccaforti come Hartlepool, Tamworth e Redditch.
Il partito laburista che esprime il Governo a Downing Street ha perso quasi il 60% dei seggi che cercava di difendere in queste Elezioni amministrative in Regno Unito. Il Nord dell’Inghilterra, storicamente orientato a sinistra, si è schierato invece verso le novità offerte dalla destra anti-UE di Farage o la sinistra radicale dei Verdi, che intercettano soprattutto il voto dei giovani delusi dalle politiche di Starmer.
Il punto è capire quanto il suo partito possa continuare ad accettare una perdita consistente di consensi dopo neanche due anni pieni di Governo: se alla crisi profonda, speriamo solo momentanea, del Labour si accompagna anche la contemporanea mancata crescita dei Tory di Badenoch, si rende plasticamente lo scenario per cui il voto in UK è sempre più frammentato con due nuovi protagonisti che salgono sull’altare della politica britannica, e non si tratta di un exploit in quanto, almeno da un anno, i sondaggi nazionali hanno prospettato lo stesso scenario uscito dalle urne del 7 maggio.
I risultati delle Elezioni UK 2026 vedono Farage in crescita come primo partito ormai del Paese: “è in corso un cambiamento storico”, esulta il leader del Reform UK in grado di intercettare la delusione e il malcontento delle aree industriali e delle comunità colpite dalla crisi del caro-vita, dentro e fuori Londra. Il voto di metà mandato, gli inglesi lo chiamano da sempre il “midterm verdict”, seppure ovviamente non concede dirette conseguenze in quanto è un voto prevalentemente locale, conferma una tendenza che preoccupa la sinistra britannica e pure la destra conservatrice.
Crisi, sicurezza, immigrazione sono le carte per cui Reform e Verdi di fatto vincono queste Elezioni amministrative in UK. Il Governo Starmer è sotto assedio, con possibilità che qualcosa possa cambiare a Downing Street per evitare la disfatta completa alle prossime Elezioni nazionali, ma il futuro stesso della politica britannica è sempre più “segnato” ad un nuovo duopolio in grado di assorbire le proteste e le disillusioni di decenni di alternanza Lab-Tory.
In Inghilterra, il vero problema sarà quello di scongiurare quello che avvenne quasi un secolo fa in Italia, Germania e poi in Spagna. Lo scenario socio economico di base, similmente, alimenta l’illusione degli elettori che sono spinti a cercare un cambiamento politico nella destra populista e sovranista, poiché sono stati delusi dai governi democratici precedentemente eletti. Una delusione che nasce dalle logiche economiche coercitive che impediscono l’attuazione di politiche socialiste.

Salvatore Rondello

Gli inglesi si spostano a destra
Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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