
Attualmente in Italia ci sono circa 14 milioni di over 65, una quota importante secondo l’analisi di Eurostat che classifica la popolazione italiana come la più vecchia d’Europa.
L’anzianità corrisponde alla terza fase della vita, caratterizzata dalla rottura dell’equilibrio della fase precedente e dalla reale necessità di affrontare il cambiamento in maniera efficace per ritrovare una stabilità.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica tale fase con una serie di cambiamenti fisici e mentali che variano da persona a persona.
L’invecchiamento demografico ha creato la necessità di esplorare i modi per invecchiare bene e immaginare politiche sociali per favorire la sicurezza, la partecipazione e la salute dei più anziani. Dunque oggi più che mai si pone la questione di come fare in modo che la terza età sia vissuta come un momento sereno per tutti. Gli anziani hanno il diritto di vivere e non di sopravvivere e per realizzare concretamente tale auspicio è indispensabile apportare modifiche all’attuale legislazione in materia di salute e non solo.
Per molti anziani con patologie e non, è difficoltoso poter accedere a prestazioni sanitarie e quindi alle cure a causa delle liste d’attesa e si ritrovano spesso soli disorientati nella gestione della fragilità.
Emergono rischi di esclusione sociale, di amplificazione delle diseguaglianze e di discriminazione. Una problematica non nuova ma che la pandemia ha inevitabilmente peggiorato la situazione del sistema sanitario nazionale con disagi e difficoltà di accesso alle cure, con lunghi tempi di attesa per interventi chirurgici e visite ed esami specialistici. Per gli anziani suddetti prolungati periodi di attesa e con gli ulteriori rinvii di prestazioni necessarie e urgenti rischiano di avere un impatto pesante sulla salute personale e collettiva.
Spesso a causa della mancanza di risorse economiche rinunciano a cure o alla diagnostica preventiva. Per alcuni l’accesso al pronto soccorso diventa una soluzione ricorrente per problemi connessi alla riacutizzazione di patologie croniche che non sempre possono essere adeguatamente gestire a domicilio, così che tali anziani si ritrovano ad attendere tempi lunghi in contesti inadeguati alla loro fragilità.
Le mutate condizioni che la vecchiaia impone creano nuove esigenze, necessità e bisogni che non possono essere sottovalutati nel processo di assistenza e cura azionando strumenti di continuità assistenziale, solidarietà, sussidiarietà e responsabilità al fine di garantire un esistenza dignitosa sotto tutti i punti di vista.
Di conseguenza la questione anziani, sia a livello sanitario che sociale non può essere considerata marginale, per cui è fondamentale tutelare il diritto con l’età ,riportando al centro dell’attenzione la terza età a rischio povertà sanitaria ,schiacciata tra ticket ,pensioni che restano ferme e tempi lunghi per le prestazioni.
Gli anziani sono una risorsa preziosa di conoscenza ed esperienza da valorizzare e custodire per la famiglia e la collettività in generale.
Certamente ritenuti fra i soggetti più deboli e indifesi della società e come tali vanno tutelati e il loro miglioramento delle condizioni di vita debba essere un obiettivo prioritario della politica sociale di una società civile che assicuri il rispetto di fondamentali diritti umani.
Dolores Di Mambro

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