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Giuseppe Mazzini in Ucraina con la sua Giovane Italia spaventava i Governatori delle province di Kyiv, Valina e Podolia!

I primi cenni e notizie di Mazzini in Ucraina si riscontrano sul giornale Severnaja pcela, del 13 febbraio 1834 per una insurrezione al confine tra Svizzera e Savoia. Il Moskovskije Vedomosti scriveva: “… La società funesta e rivoltante che è conosciuta sotto il nome di Giovane Italia.. ” preoccupato dell’azione libertaria nell’impero. Ma già nel 1831 il conte Benkendorf comunicava al governatore generale di Kyiv, Levashov del cospiratore italiano Antonini. Tutto ciò fu il prologo alla penetrazione delle idee mazziniane in Ucraina attraverso la” Giovine Europa”.

di Enrico Martelloni | 27 Giugno 2023

 I primi cenni e notizie di Mazzini in Ucraina si riscontrano sul giornale Severnaja pcela, del 13 febbraio 1834 per una insurrezione al confine tra Svizzera e Savoia.

Il Moskovskije Vedomosti scriveva: “… La società funesta e rivoltante che è conosciuta sotto il nome di Giovane Italia.. ” preoccupato dell’azione libertaria nell’impero. Ma già nel 1831 il conte Benkendorf comunicava al governatore generale di Kyiv, Levashov del cospiratore italiano Antonini. Tutto ciò fu il prologo alla penetrazione delle idee mazziniane in Ucraina attraverso la” Giovine Europa”.

Due in particolare, erano le zone influenzate: quella dell’impero austriaco e quello russo, dove il primo, comprendeva la Galizia, la Volina, la Podolia, a nord ovest, mentre per l’Ucraina del sud, dal mar d’Azov, al Mar Nero fucina di ” liberi pensatori”: Odessa, Berdiansk, Mikolajiv, kerck, Feodosja, Sebastopoli. In questa parte del paese operavano tra i più noti, Giovan Battista Cuneo, emissario di Mazzini,  Garibaldi e altri tra cui Niccolò Morchio a Odessa e a Taganrog nel  Kuban ucraino, oggi Russia. Così, l’Ucraina gravito’ velocemente con le loro società segrete nella sfera delle associazioni democratiche. Queste, furono coinvolte nella rivolta polacca contro lo zar Alessandro II nel 1830. I valori democratici erano parte fondante del popolo ucraino, gli Hetman, ad esempio, venivano eletti dopo un pubblico confronto. La loro affinità con i principi libertari alimentati dagli scambi e contatti sugli itinerari mercantili del nord con  cospiratori come Giovanni Sala, erano vivi, come nel sud del Dniepr, il fiume anima e spina dorsale del paese.

La diffusione della “Giovine Italia” impensierì in quegli anni i governatori della Galizia e delle province di Kyiv, Valina e Podolia. Tra i perseguitati, il mercante di Leopoli Milikovskyj e il confidente  Miyhalik che aveva aperto una libreria occidentale a Kyiv, riferimento dell’ università “. Santo Vladimir”. Una particolarità delle società segrete ucraine, era che non di rado firmavano le proprie lettere segrete col nome di Gonta,  capo della rivolta Gajadamaca, o contadina del XVIII. Queste erano rivolte per le terre che un po’ dappertutto in Ucraina si manifestavano nei secoli.

In questo contesto, attraverso la” Giovine Polonia” si inserivano personaggi come Lelewel e soprattutto Konarski amico di Mazzini. Era proprio il nostro esule a riconosce e menzionare le tradizioni ucraine nella lotta per la libertà nel programma della” Giovine Europa “, contenuto in” Fede e Avvenire” del 1835 indicando le radici storiche del Risorgimento futuro del popoli slavi, ricordando il nome di Bogdan Chmel’nyc’kyj, Hetman del XVII secolo “.. Quando le moltitudini della Lituania, della Galizia, dell’Ucraina fremevano speranze di libertà”.( SEN vol VI p. 312). Ancora a titolo informativo, Mazzini ricordava in altre circostanze, la rivolta decabrista post napoleonica di Pietroburgo e di Ucraina. In questo contesto era in particolare  Konarski, che verrà imprigionato e ucciso per fucilazione nel 1839, uno dei primi a stimolare la cospirazione Ucraina contro lo Zar. Sarà Kostomarov, slavista e professore a valorizzare la lingua ucraina e il Risveglio dei sentimenti del popolo per l’unità nazionale che nonostante tutto aveva più affinità con i polacchi e i tatari, che con l’impero russo.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: anni, europa, futuro, garibaldi, italia, personaggi, risorgimento, savoia, unità nazionale

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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