Sabato 27 aprile 2019, ore 9,30
Sala Gonfalone, Palazzo del Pegaso, via Cavour 4, Firenze
Organizzato da Fratellanza Artigiana d’Italia, Associazione Mazziniana Italiana, Domus Mazziniana, Comitato Fiorentino per il Risorgimento, Coordinamento Toscano per la promozione dei valori Risorgimentali. Con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana
Rileggere oggi, a 150 anni dalla morte, la figura di Giuseppe Dolfi, significa tornare a riflettere su alcuni temi centrali della storia d’Italia, ma anche della nostra attualità.
Il primo di questi temi è forse quello del populismo, del rapporto fra il tessuto popolare e le classi dirigenti. Dolfi, “capopolo nella rivoluzione dei signori”, riesce a interpretare e guidare le aspirazioni e i moti delle masse popolari in un difficile equilibrio con la componente borghese e aristocratica, e in momenti e contingenze politiche molto diverse: dai mesi della guerra del ’59 al periodo della spedizione dei Mille, al periodo immediatamente postunitario e nelle varie fasi successive, compresa la cruciale spedizione di Mentana.
Il tema della componente popolare è stato trascurato nelle celebrazioni per il recente 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Per contingenti motivazioni politiche, e per la precisione a causa della preoccupazione per le spinte scissioniste e separatiste che pervadevano il paese in quel momento, la celebrazione del 150° dell’Unità si è concentrata quasi totalmente sul tema dell’unità nazionale, della indipendenza dallo straniero, del Risorgimento come movimento di affermazione nazionale. Si è messa in subordine l’altra fondamentale valenza del 1859-61, cioè il fatto che è stato il momento di affermazione della rivoluzione nazionale, cioè il momento in cui le classi popolari hanno potuto vedere riconosciuta la uguaglianza di diritti e la piena dignità civile e politica, la piena cittadinanza della grande massa dei lavoratori e del popolo, che fino al 26 aprile 1859 erano ancora sudditi di un governo di ancien regime.
Anche il tema della rivoluzione è interessante, perché in effetti il 1859-61 che passa anche giustamente come il momento storico della rivoluzione nazionale, fu tutt’altro che una rivoluzione nella gran parte del territorio italiano, dato che sia la Lombardia sia il Regno delle Due Sicilie furono alla fine sconfitti con una campagna militare. Il solo grande stato preunitario che compì effettivamente una rivoluzione, parallela alla guerra di Cavour, fu la Toscana, e
alla guida di questo moto vi fu senz’altro il fornaio di Borgo San Lorenzo.
Il filo della figura di Dolfi è quindi molto ricco di spunti per una analisi di questo aspetto del Risorgimento. Ad esempio, il tema del costituzionalismo e del sovranismo. La preoccupazione di garantire l’indipendenza si legava necessariamente al tema dell’unità nazionale, ma l’altro aspetto, cioè quello del riconoscimento dei diritti civili e politici, e quindi la conquista di una costituzione e della sovranità popolare non necessariamente si doveva attuare sul piano nazionale. Il modo con cui Dolfi legò istanze nazionali con istanze democratiche e costituzionali fu naturalmente difficile e complesso, e costituisce quindi l’occasione per una riflessione sui rapporti fra le componenti della democrazia italiana, su cui si innesta anche la fondazione, estremamente interessante, di un giornale dal titolo “La Nuova Europa” che chiarisce la ampiezza di orizzonti e di prospettive della democrazia fiorentina del tempo.
Infine, la dimensione sociale della rivoluzione nazionale è un tema che attraverso la fondazione della Fratellanza Artigiana d’Italia offre un caso di studio di straordinario interesse, su un tema pochissimo praticato negli studi recenti.
PROGRAMMA
Ore 9,30
Saluto ed intervento di apertura del Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani
Saluto ed introduzione del Presidente della Fratellanza Artigiana d’Italia Armando Niccolai
Comunicazione del Curatore della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti Simonella Condemi
Coordinatore: Adalberto Scarlino Comitato Fiorentino per il Risorgimento
Ore 10,30 I SESSIONE Democrazia, sovranità e costituzione
Roberto Balzani
Università degli Studi di Bologna
Dolfi e la democrazia italiana: popolo, costituzione, sovranità
Fabio Bertini
Associazioni Nazionali del Risorgimento
Dalla democrazia all’Internazionalismo. Percorsi fiorentini
Pietro Finelli
Direttore Domus Mazziniana – Pisa
“Con cuore di onesto popolano” Giuseppe Dolfi tra patriottismo unitario e democrazia repubblicana
Ore 11,45 II SESSIONE Gli orizzonti e i limiti della democrazia toscana
Christian Satto
Università per stranieri di Siena
Popolo e élite nella rivoluzione toscana: Giuseppe Dolfi e Bettino Ricasoli
Claudio De Boni
Università degli Studi di Firenze
Il tema dei diritti sociali al tempo di Dolfi
Ore 12,30 III SESSIONE La dimensione sociale della rivoluzione nazionale e liberale
Anna Pellegrino
Università degli Studi di Bologna
Il popolo di Dolfi: Patria, democrazia e lavoro nella Fratellanza Artigiana d’Italia
Ore 13,00 Light lunch




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