È terribile la situazione nell’ospedale più grande di Gaza, non ci sono dubbi. Però i medici si rifiutano di evacuarlo: è impossibile dicono.
Già questo è strano, se ci fosse stato un terremoto catastrofico come ne succedono ovunque non l’avrebbero evacuato?

Il fondatore dell’associazione dei medici palestinesi dice che se anche la sotto ci fosse il quartier generale di Hamas “non si potrebbe giustificare questo massacro di innocenti”. No? Chi scatena una guerra queste cose le giustifica per gli altri e per i suoi, da che guerra è guerra.
Ma c’è un’altra ipotesi, che a me pare oggi la più probabile: quei medici che, leggo qui, “giurano di non aver mai visto un militare” giurano il falso. E oggi si riparano dietro i malati per evitare che venga alla luce la loro complicità coi terroristi palestinesi.
Li convinca l’Onu a sgomberare l’ospedale, o le ONG. Ma forse anche l’Onu, con le sue migliaia di dipendenti palestinesi, preferisce alla verità e alla evacuazione la tragica e spettacolare esibizione di neonati estratti dalle incubatrici.
Marco Taradash

Il bombardamento di un ospedale è un crimine di guerra se non è dimostrato che venga utilizzato da combattenti (terroristi o esercito regolare non fa differenza). Se nei sotterranei dell’ospedale si riparano o trovano sede dei combattenti, l’ospedale perde la neutralità e può essere bombardato. Ma l’onere della prova spetta all’esercito avversario, quello israeliano in questo caso. L’esercito israeliano ha fornito le prove di ciò? Sarà in condizioni di farlo dopo aver occupato l’infrastruttura? L’unico punto sul quale concordare è l’evacuazione dell’ospedale che , però, dovrebbe avvenire sotto il controllo del comitato internazionale della Croce Rossa o Red Crescent che sia.