
Chiediamo a Stefano Mecenate, presidente del Centro Studi Arnopolis e titolare della casa editrice dreamBOOK edizioni, perché abbia voluto dar vita all’evento UN FAMOSISSIMO SCONOSCIUTO: GIOVANNINO GUARESCHI
Rileggendo le pagine di Mondo piccolo, ed in particolare di Don Camillo e i giovani d’oggi, ultimo suo libro pubblicato postumo nel 1969 (anche se in realtà solo nel 1996 la Rizzoli pubblicherà il testo originale con il titolo Don Camillo e don Chichì, modificato in precedenza da un intervento redazionale con tagli e modifiche, e l’aggiunta di un intero capitolo eliminato dall’editor, “Don Chichì procede come un panzer”) mi sono reso conto di quanto le parole di Giovannino fossero attuali e necessarie.
Quel “mondo moderno” che l’autore parmense sentiva pericoloso e contaminante già allora, si è dimostrato foriero di tragici epiloghi destabilizzando una scala valoriale che aveva l’uomo al centro e le cose come elementi secondari. Guardandomi intorno, ho sentito il bisogno di “riportare in vita” quelle parole, quei pensieri, quelle testimonianze di vita che, per me, sono state preziose guide anche nei momenti più difficili.
Quali gli appuntamenti principali di questa iniziativa?
Grazie alla vicinanza di Alberto Guareschi, il figlio di Giovannino, con il quale negli anni ha avuto il piacere e l’onore di stabilire un rapporto amicale, ho potuto portare a Pisa la mostra itinerante “Tutto il mondo di Guareschi”, 28 pannelli che raccontano, la vita e le opere di Guareschi con immagini e testi efficacissimi.
Un’altra persona, con la quale ho stabilito un rapporto amicale, mi ha consentito di realizzare un sogno che, come editore, coltivavo da tempo: pubblicare qualcosa dedicato a Guareschi. È stato Alessandro Gnocchi, stimatissimo saggista, appassionato conoscitore di Guareschi e attivo propugnatore dei suoi valori, a realizzare lo stupendo saggio “Andavamo con Dio e tornavamo al tramonto – Scorribande nel Mondo piccolo di Giovannino Guareschi” che la mia casa editrice, dreamBOOK edizioni, ha pubblicato e che è stato presentato in occasione dell’inaugurazione della mostra il 15 marzo.
Il terzo “evento”, quello che si terrà sabato 6 aprile prossimo, è un convegno nazionale che intende approfondire alcune tematiche legate a Giovannino Guareschi.
Anche in questo caso devo alla sensibilità dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini, che si è fatto carico della riuscita delle iniziative mettendo a disposizione la biblioteca e la sala consiliare del Comune, la possibilità di aprire un confronto a tutto tondo con questo personaggio tanto scomodo in vita, ma non solo, da essere ingiustamente messo ai margini della letteratura italiana (mentre all’estero è sempre stato apprezzato e valorizzato) e visto con sospetto dalla politica dal momento che non ha mai voluto allinearsi supinamente al pensiero forte del momento preferendo, come lui amava dire, “non mettere il cervello all’ammasso”.
Ma una cosa mi ha particolarmente gratificato: la disponibilità dell’Ufficio Scolastico regionale (il Provveditorato, per intenderci) e dell’Assessorato alla Scuola e servizi educativi del Comune di Pisa a farsi parte in causa per coinvolgere le scuole primarie e secondarie nella visita alla mostra. In fondo è proprio ai più giovani che le parole di Guareschi volevo giungessero forti e chiare a mostrare come esiste un’alternativa a ciò che apprendono dai media e dai social. Il pensiero di Guareschi così bene espresso nella tetralogia di Mondo piccolo credo sia comprensibile anche ai bambini delle elementari: in fondo don Camillo e Peppone, anche nei celeberrimi film, costituiscono dei personaggi che sanno farsi capire a tutte le età e in tutte le latitudini.
E proprio pensando a questa celebra coppia, davvero pensi abbiamo qualcosa da dire a questa società?
Credo proprio di sì e, se non per merito loro (anche se ne hanno) certamente per la terza, indispensabile figura che li unisce: il Cristo.
È lui che insegna e ci insegna a non fermarsi alle apparenze, a non nasconderci nei facili ideologismi, a non tradire la nostra coscienza in nome di “regole” costruite dagli uomini.
Don Camillo e Peppone, nella loro strutturale diversità, l’uno sindaco comunista, l’altro prete convinto e non modernista, hanno nel Cristo, ovvero nella voce della loro coscienza un inevitabile punto di contatto. Ed un altro punto di contatto, imprescindibilmente legato al primo, sta nell’opzione di fare il bene della comunità, a qualunque colore politico faccia riferimento, qualunque stato sociale rappresenti.
Mille episodi ci mostrano come più che gli interessi di parte, alla fine trionfi il bene della comunità: Mondo piccolo è il luogo dove si possono superare gli egoismi in nome di valori etico-morali che sono primari rispetto a qualsiasi altra regola. Un insegnamento prezioso che parte dalla certezza che la voce della coscienza, quella del Cristo, è l’unica vera regola di vita e ad essa non si può derogare. Ovviamente anche in Mondo piccolo gli uomini sono “uomini” e come tali possono sbagliare: ma allorquando si prende coscienza dell’errore (e non è difficile perché non rinunciano ad ascoltare la voce interiore anche quando è scomoda), non c’è che il desiderio di ripararlo e di fare ammenda per tornare a guardarsi senza vergogna e per guardare gli altri senza dover abbassare lo sguardo.
Dunque Mondo piccolo è ancora una lettura consigliabile?
Assolutamente sì. Certamente il primo impatto, specie per i più giovani, non sarà così immediato: quelle storie potranno apparire assurde, contrarie alle logiche correnti, alla morale che circola sui social e che la società a fatto propria… Bisogna lavorarci un po’ ma quelle “duecento parole” che Guareschi dice di avere nel suo vocabolario sono alla fine più che sufficienti ad illuminare anche l’oscurità più buia e a ridestare interesse per comportamenti e scelte assolutamente desuete.
Si ride con don Camillo, Peppone e gli altri personaggi ed il riso, anzi il sorriso, è un ottimo veicolo per raggiungere la propria anima e là ritrovare la voce del Cristo che parla a tutti ricordandoci il senso della nostra vita. Occorre solo lasciarsi trasportare dentro il Mondo piccolo senza fare resistenze e allora sarà facile perdersi in racconti come L’Angelo del 300, Sciopero generale, Tre fili di frumento, Emporio Pitaciò, Giallo e rosa e tutti gli altri…

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