La Cancellieri sulla situazione delle Carceri non ha colpa. Sta cercando di fare qualcosa, certo più di tanti altri che la hanno preceduta al ministero della Giustizia e certamente molto più degli adulti del PD.

Per carità, ci andrei piano, con tutte le accortezze necessarie a salvaguardare il loro candore. Insomma, mi rivolgerei loro come ci si rivolge ai piccoli che hanno genitori non irreprensibili: con tatto, spiegando le cose del mondo, ma rivelando che la mamma sta tanto simpatica agli uomini e viceversa, per non dire che il suo mestiere è il più antico del mondo. Quanto al babbo, che è impegnato in un lungo tour di lavoro, ma tacendo che la sua meta è Regina Coeli o l’Ucciardone.
I piccoli del PD hanno letto, in occasione di una visita del ministro a Milano i nomi dei carcerati deceduti negli ultimi mesi per suicidio. Un elenco impressionante, prova della vergogna che ricade sulla classe politica e, in primo luogo, sugli adulti del PD, che in tema di giustizia sono sordi e ciechi ad ogni tentativo di riforma, non avessero, per carità, ad inimicarsi il partito delle toghe e dei mozzaorecchi.
Ai piccoli del PD mi limiterei a dire che hanno ragione. Che la situazione delle carceri italiane è scandalosa. Che finalmente ora c’è qualcuno che se ne occupa. E magari che cerchino di convincere i radicali e i laici a dare loro una mano, che gliene verrà grande merito.
La Cancellieri sulla situazione delle Carceri non ha colpa. Sta cercando di fare qualcosa, certo più di tanti altri che la hanno preceduta al ministero della Giustizia e certamente molto più degli adulti del PD. Ha telefonato ed ha ricevuto telefonate da vari membri della famiglia Ligresti, ma non ha minimamente influito sulla scarcerazione di Giulia, autonomamente decisa dalla magistratura, come testimoniato dall’insospettabile capo della procura torinese, Caselli.
Immagino che i giovani manifestanti PD, a questo punto, controbatterebbero che è proprio questa amicizia con la famiglia Ligresti, questa contiguità con i poteri forti, ad essere intollerabile. E che per questo la signora Cancellieri non può fare il ministro.
Ecco, è a questo punto che si rivelerebbe tutta la mia incapacità a reggere al confronto e al rapportarmi con i giovani di oggi.
Perché a questa storia io ci credo davvero. Tanto che il governo Monti mi stava sulle palle. Non c’era un ministro (dicasi uno) che non fosse tale perché ammanigliato con banche, industria, finanza o altissimi livelli delle gerarchie burocratiche. Insomma, non c’era un ministro che non fosse stato scelto perché espressione di qualche interesse da tutelare.
Direi, dunque, ai ragazzi del PD che è l’ora di finirla con questa storia, in nome delle supreme ragioni della politica alta e nobile.
E loro mi guarderebbero come il nonno scemo da portare al ricovero, che non sa come va il mondo. Cosa che loro sanno benissimo, tanto che contestano il governo Letta, mica la Cancellieri. Cosa avevate capito?

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