La lettura delle linee guida del Prs 2006-2010 e il tono degli interventi di stamani in aula, quelli del presidente Martini e degli esponenti della Casa delle Libertà, mi lasciano un senso di delusione e per questo motivo chiedo che si apra una riflessione all’interno di Toscana Democratica.
Il documento che la Giunta Martini ci sottopone è chiaro nella sua parte analitica, che si richiama a “Toscana 2020”, e tratteggia una regione che oggi è segnata da profondi squilibri.
Mi aspetto che una sinistra riformista faccia oggi soprattutto una cosa più di ogni altra. E cioè si ponga il problema di quali riforme siano indispensabili per introdurre i necessari correttivi che devono intervenire a mutare il quadro degli squilibri.
Mi aspettavo di trovare nella bozza del Piano di sviluppo indirizzi precisi su come intervenire in difesa del lavoro, contro la precarietà, per incentivare il carattere pubblico dei servizi.
Il tema dell’innovazione ritorna con insistenza nel Prs ma non è chiaro quali risorse pubbliche ci sono a disposizione per investire in innovazione.
Il Piano regionale di sviluppo segnerà l’intera legislatura e per questo motivo mi pare opportuno che si indichino con chiarezza i problemi che affliggono la Toscana e soprattutto quali soluzioni intendiamo prospettare.
Da parte dei Comunisti Italiani nessuna obiezione all’entrata di Rc in Giunta e dentro la maggioranza in Consiglio. Il PdCI continuerà a fare la sua parte, insistendo sulle questioni del lavoro. Perché oggi chi in Toscana lavora sta peggio e chiede, giustamente, di conoscere quali soluzioni abbiamo da proporre.
Firenze, 19 aprile 2006
Luciano Ghelli
Capogruppo PdCI

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