Nel 1953,all’indomani delle elezioni tenute col sistema maggioritario che un’aggressiva campagna propagandistica e denigratoria del Partito comunista italiano aveva fatto passare per “legge truffa”, alla conta dei voti ci fu un risultato del tutto simile a quello che si e’ avuto con il voto del 10 e 11 aprile.
Per far scattare il premio di maggioranza previsto dalla legge, sarebbe stato necessario prendere il 50% dei voti piu’ uno.
Comunisti e socialisti, allora uniti in un fronte unico, presidiarono i seggi con scrutatori e rappresentanti di lista che contestarono ogni singola scheda con i motivi piu’ pretestuosi. Si contarono piu’ di un milione di voti contestati, messi da parte e da ricontrollare.
Sarebbe stato un gioco da ragazzi recuperare i cinquantamila voti necessari a far scattare il premio di maggioranza a favore della coalizione ( DC, PSDI, PLI, PRI ) che sosteneva il presidente del consiglio uscente, Alcide De Gasperi.
Inspiegabilmente per molti, De Gasperi accetto’ il risultato cosi’ come si era determinato con la massa di schede contestate e rinuncio’ al premio.
Oggi, per molti altri motivi, si dice che De Gasperi e’ stato il piu’ grande statista italiano del dopoguerra. Ma l’episodio che abbiamo ricordato rivela meglio di ogni altro cosa significa essere un vero uomo di stato. De Gasperi e la sua coalizione avevano vinto e avevano diritto al premio di maggioranza, che solo le pretestuose contestazioni ai seggi avevano momentaneamente messo in forse. Ma non volle esasperare una situazione tesissima.
E Prodi? Nella migliore delle ipotesi la sua coalizione ha ottenuto qualche voto in piu’ con i molti difetti riscontrati nel voto nelle circoscrizioni estere e con un milione di schede annullate. Al Senato e’ in bilico e potrebbe avere la maggioranza solo avendo dalla sua parte i senatori a vita che, invece, sarebbe bene non si schierassero mai, ma decidessero di volta in volta come votare.
Eppure Prodi e’ li’ a reclamare ogni giorno i frutti di una vittoria che non gli appartiene. Sa che non avere vinto significa per lui dare l’addio alla politica e si arrabatta arzigogolando.
Proprio cio’ che non volle fare De Gasperi. Il quale, pure, giunse cosi’ al termine della sua vita politica.
Ma viene ricordato come un grande statista.
SE PRODI FOSSE UN VERO STATISTA
Prodi è lì’ a reclamare ogni giorno i frutti di una vittoria che non gli appartiene. Sa che non avere vinto significa per lui dare l’addio alla politica e si arrabatta arzigogolando. Proprio cio’ che non volle fare De Gasperi.

cro compagno socialista, ti ho già risposto sul forum di” il socialista.com”, nel caso ti fosse sfuggito ti ripropongo la stessa risposta anche qui.
il sig. B. ha già tanti galoppini ,del suo, che lo nominano a proposito e a sproposito e quindi gli fanno pubblicita, non proprio gratuita, senza che anche io gli dia una mano. Al posto tuo invece, mi chiederei come mai Fede nel TG4 di ieri sera è stato capace di parlare dei vincitori al festival del cinema di Canne, mandando anche un ampio servizio filmato, senza nominare il film” Il Caimano” e nommeno il suo autore, Nanni Moretti, che di statuine qulcuna ne ha presa. Io sono nessuno, Fede è il direttore di un TG. nazionale, seppure per pochi intimi. Cos’è piu riprovevole? Con simpatia malabrocca
BERLUSCONI BERLUSCONI BERLUSCONI BERLUSCONI BERLUSCONI BERLUSCONI. Caro M.brocca, poichè ti rifiuti di scrivere per intero il cognome del leader della Casa delle Libertà, sono io a farlo per te.
Quelli come Ramon de Castagno, non riesco a capire se ci sono o se ci fanno.
Probabilmente esprimono le loro speranze, che confondono con convinzioni e amalgamano il tutto in senso di frustrazione congenita dalla quale difficilmente se ne esce.
Come si fà a dare per scontato e/o peggio ancora a sperare che tutto finisca a “tarallucci e vino”, quado il paese è sull’orlo della bancarotta fraudolenta “grazie” alla finanza creativa di Tremonti e all’interessata inettitudine del sig. B..
Posso capire, se non condividere, l’imprenditore ruspante del nord/est che viene da secoli di povertà assistita con i nostri soldi e oggi si ritrova pieno diquattrini
e si sente un dio, quindi socio del sig. B.
cerca di cancellare gli incubi con i sogni di grandezza e si barcamena alla ricerca di esentasse. Tutto effimero, quando se ne renderà conto ………………….
Ma uno che guarda da fuori, dalla Spagna, sembra, deve proprio essere strabico per non vedere la realtà.
Altri 5 anni di B.nismo e avremmo raggiunto l’espuà dell’Argentina.
C’è solo da sperare, volenti o nolenti, che Prodi ce la faccia per avere qualche speranza.
Quanto sostenuto nell’articolo “Se Prodi fosse un vero statista”, trova la sua conferma piu’ eclatante in queste ore con la rissa apertasi nel centrosinistra sulle presidenze delle Camere.
La coalizione e’ a pezzi prima ancora che a Prodi venga conferito l’incarico. Con la formazione del governo e la scelta dei ministri si ricompatteranno ed ognuno avra’ il suo posto al sole. Ma poi le liti riprenderanno per i sottosegretari, per i posti di sottogoverno, per la RAI, etc.
Nessuno mette in discussione il diritto a governare di chi abbia anche un solo voto di maggioranza. E’ solo evidente che Prodi fara’ il presidente del consiglio in condizioni tali che non possono permettere di affrontare i problemi.
Se fosse un vero statista, o, piu’ semplicemente, se avesse un po’ di senso dello stato, prenderebbe atto della situazione e concorderebbe con la CdL una Grande coalizione che potrebbe portare di nuovo alle urne nel giro di un anno.
Questa considerazione vale per tutti. E contrastare il ragionamento dicendo che Prodi e’ meglio di Berlusconi, oppure “state attenti che Berlusconi non e’ accoppato e potrebbe rialzarsi” dimostra che Berlusconi continua ad essere il vero unico collante della coalizione tenuta assieme da Prodi.
Il confronto con De Gasperi e la sua non contestazione, pernon alimentare nuova tensione in un clima infuocato nel 1953, andrebbe fatto oggi anche con Berlusconi. Forse che il clima oggi non è abbastanza teso? O forse perchè il confronto tra De Gasperi e Berlusconi lo lasciate all’intelligenza dei lettori?
Scrivetemi sempre
Giancarlo Brizzante
Io comprendo che la sconfitta bruci e soprattutto quando essa è di una sola incollatura, però ciò non esime da un minimo di equilibrio.
Ci si dimentica, per esempio, che si è votato con una legge ( definita una ‘porcata’ dal suo stesso estensore, il ‘costituzionalista’ Calderoli … ) che, per esplicita ammissione della destra, ha avuto il solo fine di porre inciampi sulla strada del centrosinistra.
E poi, per l’amor di Dio, lasciamo in pace De Gasperi che, con questi di oggi ( in primis Berlusconi ) non ha nulla in comune.
E’ Prodi il vero sconfitto di queste elezioni. Questa tornata elettorale ha portato alla luce le sue contraddizioni, le sue ipocrisie, la sua inconsistenza. Mentre De Gasperi scelse sua sponte di ritirarsi dalla scena politica, Prodi verrà messo da parte dalla sua stessa coalizione, che lo sopporta a fatica e ne conosce i limiti. Il curato di campagna, dunque, non durerà. Presto o tardi lo manderanno via, per la gioia della maggioranza degli italiani, anche e soprattutto di centrosinistra.
PUR CONCORDANDO CON SEMINARA, VORREI SOTTOLINEARE CHE L’ITALIA E’ ORFANA DI GRANDI STATISTI, DI VERI POLITICI AL SERVIZIO DELLA NAZIONE, DEI CITTADINI, CHE COL LORO VOTO ESPRIMONO FIDUCIA. E’ ORFANA DA MOLTO ANCHE DI PROGETTI,
STRATEGIE, PIANIFICAZIONI PRATICHE CHE RENDANO MERITO A CHI NELLA NOSTRA TERRA “LAVORA E SUDA” E DIANO CONCRETE SPERANZE AI GIOVANI.
NON CI SONO STATISTI, NE’ PROGRAMMI DIFENDIBILI.CI SONO PICCOLI PERSONAGGI CHE FANNO A BRANDELLI LA NOSTRA DEMOCRAZIA AUMENTANDOSI I CLICHE’ DA POLITICI, LITIGANDOSI LE POLTRONE, ALLARGANDO LE COALIZIONI A CHI DI DEMOCRAZIA E’ A DIGIUNO,DISINTERESSANDOSI DEL PROFONDO MALESSERE IN CUI MILIONI DI ITALIANI VIVONO ,DOVENDO COL RADDOPPIO DELL’EURO E GLI STIPENDI DIMEZZATI, FAR QUADRARE I BILANCI.
PERCHE’ PARLARE DI STATISTI IN UNA REPUBBLICA RANTOLANTE?
GLI STATISTI APPARTENEVANO ALLA STORIA.
AL PASSATO.
NON VEDO NEMMENO L’EMBRIONE PER IL FUTURO.
Non so valutare la consistenza delle vostre affermazioni riguardo i voti reali del ’53, ma la questione della cosiddetta “legge truffa” credo sia un po’ più complessa di come viene presentata nell’articolo. Per quanto riguarda le ultime elezioni, l’esistenza di eventuali brogli potrebbe essere ascritta a sostenitori del centro-destra come del centro-sinistra. Questa idea di scrutatori catto-comunisti che in ogni parte del paese penalizzano i voti della destra mi sembra francamente una caricatura un po’ ridicola – e anche poco realistica, per motivi statistici. Richiedere controlli accurati fa parte delle normali procedure democratiche e non mi scandalizzo affatto, anzi. Continuare a dire che il centro-sinistra ha perso perché non ha vinto con lo stesso margine delle amministrative dello scorso anno e perché Berlusconi ha rimontato mi sembra invece una sciocchezza. Se una squadra gioca male, viene aiutata dall’arbitro e dalla fortuna, ma vince comunque per uno a zero a un minuto dalla fine, i 3 punti li prende lo stesso. Altro discorso è che queste prestazioni inducano la proprietà a pensare di cambiare al più presto i giocatori più logori e un allenatore che non sa più motivare, per non ritrovarsi prima o poi col culo per terra. Per un sistema come il nostro, una vittoria per 25mila voti non produce effetti istituzionali diversi da una vittoria con un vantaggio di 250mila voti o di 2.5 milioni. Semmai dovrebbe produrre effetti politici, consigliare comportamenti, spostare programmi, richiedere visione ampia del paese e generosità intellettuale. A dir la verità non sono certo che Prodi abbia queste qualità, ma le rivendicazioni di parte del centro-destra mi sembrano improprie, si confondono doveri istituzionali con opportunità politiche, si trasformano questioni di stile personale (sulle quali mi sembra che però assai pochi nel centro-destra possano proporsi come esempio) in questioni di strategia. La statura di statista di Prodi secondo me non si misura sul proporre delle coalizioni trasversali, improponibili nell’Italia del 2006 (forse tra qualche anno, chissà, ogni paese ha le sue specificità), ma sulla sua caparbietà nel portare avanti un programma di governo che sostenga la ripresa, che aiuti un nuovo ciclo di produzione di ricchezza, che liberi il paese dai vincoli corporativi e della rendita – dai sindacati ai professionisti, dalle amministrazioni pubbliche alle banche e alle assicurazioni, dalle università ai patti di sindacato delle grandi aziende. Il suo è un margine ristrettissimo e quindi parte debole: se va avanti bene, se cade cade. Questo è il gioco, questo è quanto scaturito dal voto popolare. Piaccia o meno, c’è un vincitore (debole) e uno sconfitto (debole): due debolezze non faranno mai una forza. Ma ora chi ha vinto deve governare.
Non entro nella polemica. Ricordo soltanto ai fini cultori di storia politica che se dodici anni fa Berlusconi non avesse fondato il partito di “plastica”, l’unica voce libera in Italia verrebbe oggi dal Vaticano, e molto probabilmente il progetto europeo sarebbe in secca più di quel che è. Forse ancora non si comprende bene cosa la sinistra stia facendo in Italia. Paolo Dani
il Vs. commento, parte dal punto di vista sbagliato.
In questa occasione è stato il “polo ” a presidiare tutti i seggi, ad andare a prelevare casa per casa i propri elettori indecisi, a fare una campagna elettorale devastante. E’ il “polo” che deteneva i punti di comando, ministero degli interni e ministero degli esteri, per quanto riguarda l’organizzazione dei voti “esteri” ecc.
E’il sig. B. che ora si scaglia contro il risultato a lui poco favorevole,è lui che accusa la nuova maggioranza di truffa.
per dirla tutta, il sig. B. “canta e porta la croce” il centro sinistra si limita a rispondere, anche se per mè sbaglia, dovrebbero lasciarlo parlare e non degnarlo di ascolto, da quel demente politico che si ritrova.
Scusate ma è folle! In questo caso è Prodi il De Gasperi e Berlusconi il folle che dice “IL risultato deve cambiare!!!!!!!!!” Ma che pensiero libero esprimete?
E Berlusconi è un gran statista?
SE BERLUSCONI FOSSE UN VERO STATISTA non si arrampicherebbe sugli specchi e ammetterebbe la sconfitta. La legge elettorale l’ha fatta la CDL. Chi vince anche di un solo voto ha diritto a governare. Al centro sinistra il dovere di governare. Se non ci riesce si torna alle urne. Se ci riesce si fa opposizione.
Sono d’accordo con Seminara e le sue obiezioni all’editoriale. Cosa c’entra paragonare De Gasperi a Prodi? La “legge truffa”, che era in effetti più accettabile dei premi di maggioranza introdotti negli ultimi due sistemi elettorali (il mattarellum e il proporzionellum) non è stata concepita da Prodi e non è lui il presidente del Consiglio uscente. E’ l’arrogante presidente del Consiglio uscente che ha accettato con i suoi “apprendisti stregoni” di varare un sistema elettorale che, osservando fino allo sfinimento il risultato elettorale negativo delle Regionali del 2005, doveva studiare il modo di rovesciare il risultato alle Politiche. Che De Gasperi non sia Prodi, nonostante la comune estrazione democratico-cristiana, non ci piove, ma che dire del Premier uscente che a De Gasperi, invece, più volte si è paragonato? Avrebbe fatto il “bel gesto” di non accettare la guida del Paese se avesse avuto il “premio” alla Camera e due seggi al Senato? La risposta la sa bene anche chi ha scritto l’editoriale, anche perchè non è certo sprovveduto nei termini dell’esperienza politica. Si può contestare il cosiddetto “Mortadella”, ma se l’Italia è divisa a metà come un cocomero diviso in due, lo si deve anche e soprattutto per quella compagine di statisti che ha disgustato persino una parte dei suoi elettori moderati e il fatto che non siano tanti, poco fa differenza. Nel gruppo di nuovi elettori che hanno sfidato le urne c’è una fetta di almeno 1-2 milioni di elettori che corrono al voto soltanto se si riesce a mobilitarli emotivamente: arrivano i turchi, arrivano i marocchini, ti portano via la casa, te la tassano, ti conducono alla miserie, vogliono collettivizzare tutti, sono come Pol Pot. No. L’anticomunismo di Saragat, La Malfa, Malagodi aveva un altro stile…tanto che il Msi e il Pdium l’Italia non l’hanno mai governata, mentre i neonazisti di Tilgher e i neofascisti di Romagnoli stavano per ricevere gli onori della coalizione vincete…e non è detto che entro cinaue anni non tornino alla ribalta. Solo che questo è il limite profondo dell’Italia. Non avere una sinistra moderata che da sola possa governare, non avere una destra moderata che da sola possa governare.
La larga coalizione, benedetta dal vertice della curia Romana, è una via di uscita, ma non certo quella più onorevole. Tenere insieme Forza Italia, Udc+Udeur e Margherita, a cui non fare mancare An e i Ds è un modo per non risolvere i problemi dell’alternanza italiana. La verità è che il nostro modello democratico è “scoppiato”, ma nessuno sembra essere in grado di convincere la sinistra radicale italiana a non impostare le proprie battaglie se non in funzione “antiberlusconiana”, nè di convincere i cosiddetti moderati italiani a non accettare il fattore “berlusconiano” come unica, vera, ragione di sopravvivenza.
Prodi può non piacere, ma non dobbiamo al professore bolognese tutte le responsabilità di un “impasse” che appartiene all’incertezza della democrazia italiana di divenire matura attraverso una chiara evoluzione dei suoi poli politico-ideali.
Sono d’accordo, sig. Seminara, ma qui mi pare che l’editoriale metta a confronto due uomini politici e il loro comportamento. dove quello di De Gasperi è stato incommensurabilmente più disponibile di quello di Prodi.
Ma ho gia avuto modo di dire che purtroppo, quella dei brogli ai seggi è una caratteristica oltre che dell’Est europeo, tutta italiana.
Su questo nessuno può andare fiero!
mi dispiace ma non sono d’accordo,la legge maggioritaria del 1953 era una vera e propria legge truffa,era intollerabile dare i due terzi dei seggi ad una coalizione che aveva ottenuto appena il 50 per cento più uno ,ricorda troppo la legge Acerbo che fece vincere Mussolini nel 1924 .
Ferruccio Parri si oppose fermamente a questa legge,uscì per protesta dal P.R.I.,e fece un movimento proprio che fu determinante per far fallire il progetto.
Parri è uno dei massimi rappresentanti della tradizione liberal-democratica e progressista alla quale voi vi ispirate e dargli del filo-comunista sarebbe alla stregua della bestemmia,la D.C. fece in quell’occasione un campagna elettorale violenta ed apocalittica come quella del 1948,e alla fine ricevette una sonoratissima e meritatissima beffa.
infine De gasperi è crollato non per questo voto,ma perchè i partiti laici (P.S.D.I.-P.R.I.-P.S.D.I)si astennero nella fiducia al suo settimo governo mettendolo in minoranza con i voti dei social-comunisti e delle destre monarchiche e missine.