
“Il primo ministro Benjamin Netanyahu, è un uomo nato per irritare. Avvertire simpatia per lui è difficile. Anzitutto per il silenzioso rifiuto che oppone a chi tenti un approccio umano: la sua cordialità è superficiale, la sua gentilezza è formale, e un nulla basta a renderlo ostile, freddo, arrogante. Si scalda solo quando si arrabbia.”
In una dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito hanno esortato Israele a garantire “il passaggio senza ostacoli degli aiuti umanitari a Gaza”, ribadendo che “gli aiuti umanitari non devono mai essere usati come strumento politico” e che “il territorio palestinese non deve essere ridotto né sottoposto a cambiamenti demografici”. I tre ministri hanno inoltre invitato “tutte le parti a tornare a un cessate il fuoco” e hanno chiesto ad Hamas “il rilascio immediato degli ostaggi ancora in suo possesso”.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha paragonato Hamas ai nazisti, parlando alla cerimonia ufficiale della Giornata della Memoria dell’Olocausto a Yad Vashem. (L’Ente nazionale per la Memoria della Shoah, è stato istituito nel 1953 con un atto del Parlamento Israeliano).
Lo riporta il Times of Israel. “In effetti, sono esattamente come i nazisti, proprio come Hitler”, ha affermato Netanyahu. “Vogliono uccidere e distruggere tutti gli ebrei e dichiarano apertamente la loro intenzione di distruggere lo Stato ebraico. Si riferisce a sé stesso parlando in terza persona il primo ministro Netanyahu riassumendo in una parola “illeismo”. “Ho detto che, in qualità di primo ministro dello Stato di Israele, nessuno ci avrebbe impedito di difenderci. Nessuno ci avrebbe legato le mani. Se avessimo dovuto restare soli, saremmo rimasti soli”. Palestinesi in lutto mentre trasportano il corpo di un bambino, ucciso in un attacco israeliano contro una scuola trasformata in rifugio, presso l’ospedale Al-Shifa di Gaza City il 23 aprile 2025 (AFP). Le Idf e lo Shin Bet hanno dichiarato che un attacco aereo avvenuto ieri mattina presto ha preso di mira Hamas e gli agenti della Jihad islamica palestinese nascosti in una ex scuola nella città di Gaza. Secondo quanto riportato dai media locali, l’attacco alla scuola di Yaffa, che fungeva da rifugio per gli sfollati di Gaza, ha ucciso almeno sei palestinesi. Secondo l’esercito, Hamas e la Jihad islamica utilizzavano la scuola come centro di comando per pianificare e portare a termine attacchi contro Israele e le truppe. “Le organizzazioni terroristiche violano sistematicamente il diritto internazionale, prendendo il controllo delle infrastrutture civili e sfruttando brutalmente la popolazione civile come scudo umano per i loro attacchi terroristici”, aggiunge l’esercito israeliano. Un bambino palestinese di dodici anni è stato ucciso dopo essere stato colpito dalle forze israeliane nella città di Yamoun a ovest di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale. Lo riporta il ministero della Salute palestinese, come riporta l’agenzia Wafa. Il ministero ha identificato la vittima come Mahmoud Mithqal Ali Abu al-Haijja, 12 anni, morto a causa delle gravi ferite riportate dopo essere stato colpito da proiettili veri dell’esercito israeliano. La Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha riferito che i suoi equipaggi hanno trasportato il bambino, che aveva riportato ferite mortali da arma da fuoco alla guancia e all’addome, dall’al-Hadaf Medical Center di Yamoun all’ospedale governativo di Jenin. Per lui non c’è stato però nulla da fare. Al-Jazeera, citando proprie fonti, riferisce che decine di coloni avrebbero attaccato la città di Sinjil, a nord di Ramallah, sotto la protezione delle forze israeliane. Il braccio armato di Hamas ha pubblicato mercoledì un video di un ostaggio israelo-ungherese vivo a Gaza, Omri Miran, rapito durante il sanguinoso attacco del movimento islamista palestinese contro Israele il 7 ottobre 2023. Nel video, che dura meno di tre minuti, l’ostaggio, che parla in ebraico, dichiara la sua identità e chiede al governo israeliano di agire per il suo rilascio. L’agenzia France-Presse non è stata in grado di determinare la data della registrazione. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e sua moglie, Sara Netanyahu, hanno incontrato ieri i sopravvissuti all’Olocausto che accenderanno le torce alla cerimonia di apertura del Giorno della Memoria allo Yad Vashem. È quello che si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio del primo ministro. “Le vostre storie personali sono incredibilmente toccanti, e sono anche le nostre storie collettive”, ha detto Netanyahu ai sopravvissuti durante la lettura del discorso dell’Ufficio del primo ministro. Voglio che ci rispettino. Le nazioni possono odiarsi a vicenda, ma non si attaccano se c’è rispetto reciproco”. “Se sei abbastanza forte, sei rispettato. Se sei debole, possono amarti e tuttavia distruggerti. È quello che hanno fatto con gli ebrei. Ci hanno elogiato”, ha detto il primo ministro.
Non pretende nemmeno più d’essere chiamato Primo Ministro.
Giuseppe Basilico

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